Atti persecutori alla ex insegnante, un arresto a Cremona

Questa mattina i Carabinieri di Pandino hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una trentaduenne che perseguitava la sua ex docente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:59

Questa mattina i militari dell’Arma dei Carabinieri di Pandino, in provincia di Cremona, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, hanno provveduto ad arrestare una trentaduenne di Cremona per atti persecutori perpetrati nei confronti della sua ex insegnante. La vicenda che ha portato all’arresto odierno ha avuto inizio nel 2019 quando, la giovane ragazza, ha riallacciato i rapporti con la sua ex docente, mettendo contestualmente in atto una serie di condotte – lesive e morbosamente ossessive – che hanno profondamente turbato l’esistenza dell’insegnante. In particolare, l’arrestata agiva nei confronti della sua vittima, interferendo maniera oltremodo pesante nella di lei esistenza, come ad esempio collocandosi in maniera ripetuta nei presi del luogo di lavoro della stessa oppure presso l’abitazione. Secondo gli inquirenti, i quali hanno avviato i dovuti accertamenti dopo una formale richiesta di aiuto da parte della docente, la morbosità della ragazza trentaduenne affonderebbe le sue origini nelle carenze affettive della stessa, ciò l’avrebbe portata a vedere una figura materna nella figura sua insegnante.

La fattispecie del reato e i numeri dello stesso in Italia

Rispetto a quanto sopra detto, utile ricordare che, il reato di stalking è previsto dall’articolo 612-bis del Codice Penale e punisce, con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chi, con condotte reiterate, minaccio molestie una persona modo da causare un continuo e grave stato di ansia o paura o un fondato timore per l’incolumità propria o dei propri cari, tanto da farle cambiare routine. In particolare, secondo i dati emersi dal rapporto annuale rilasciato dal Ministero dell’Interno su questo fenomeno, oltre 10 mila donne ogni anno denunciano qualcuno per stalking e, nel periodo connotato dal cosiddetto lockdown ai fini di contenimento del contagio da Covid – 19, le telefonate al numero antiviolenza per segnalare questo fenomeno sono state 11.920 rispetto alle 5306 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.

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