Abiti firmati e scarpe costose: fermate le tre ladre “alla moda”

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Le avevano soprannominate “le pantere dei furti” ma, in realtà, di felino avevano solo l'andamento felpato e il modo di fare disinvolto. E l'eleganza, certo, perché a compiere le loro razzie le tre “pantere” si recavano con costosi abiti firmati (rubati magari la volta prima), con atteggiamento innocente e tutto ciò che poteva consentire loro di passare inosservate. Insospettabili rapinatrici di appartamenti, finite in manette a causa di un'impronta digitale (appartenente a una donna già schedata e con precedenti per furto) che le ha tradite dopo aver compiuto l'ennesimo colpo in un loft della Milano bene. Tre ragazze rom, una di loro minorenne, hanno così concluso la loro carriera delinquenziale, dopo aver svaligiato un numero imprecisato di appartamenti fra i quali, forse, quello del sindaco Beppe Sala, ripulito domenica 27 maggio, quando il primo cittadino meneghino era in Liguria per il weekend.

L'impronta galeotta è stata rinvenuta proprio nella casa del sindaco ed è stata sufficiente agli agenti della Scientifica per risalire in breve tempo alle tre ragazze. Non c'era mai un piano preciso ma l'appartamento da svaligiare veniva scelto a caso, magari dopo aver adocchiato un portone lasciato aperto o entrando mentre qualcuno usciva. Ad “aiutarle”, proprio il loro modo di vestire che, agli occhi dei passanti, le rendeva tutt'altro che sospettabili di essere ladre pronte a colpire: abiti costosi, scarpe firmate e accessori eleganti, tutti ingredienti utili a stornare i sospetti dal gruppetto che ben si mescolava nelle caotiche vie del centro di Milano.

Le ragazze avevano il loro covo a Bollate, in una piccola villetta nella quale gli agenti hanno rinvenuto innumerevoli oggetti, probabilmente pronti per essere ricettati, tra i quali alcuni di assoluto valore. Alcuni di questi, venivano utilizzati per la mascherata che serviva alle ragazze per non farsi notare, mentre altri erano stipati nelle stanze della villetta. Sterminato il genere degli oggetti trafugati: borse, scarpe, orologi, gioielli, vestiario e anche accessori di make-up. Un vero e proprio atelier, ora finito in mano della Polizia per essere restituito al più presto ai legittimi proprietari.

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