Yemen, violenti scontri tra Huthi e filo-sauditi: almeno 50 morti

Economicamente, lo Yemen è tra i Paesi più poveri del mondo, con condizioni di sottosviluppo diffuso e dipendenza pressoché totale da aiuti esterni,

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:27

E’ di almeno 50 persone uccise il bilancio di intensi scontri armati nello Yemen centrale tra forze governative lealiste filo-saudite e insorti Huthi. Lo riferiscono fonti militari governative yemenite, secondo cui sono morti 19 militari del governo in esilio, sostenuto dall’Arabia Saudita, e circa 30 miliziani Huthi, appoggiati dall’Iran e che controllano da 7 anni la capitale Sana.

Lo Yemen è uno Stato posto all’estremità meridionale della Penisola araba. La repubblica, oltre al territorio continentale, comprende l’arcipelago di Socotra, composto da quattro isole di cui l’isola di Socotra nell’Oceano Indiano, e gli arcipelaghi di Perim, Kamaran e Zuqur-Hānīsh nel Mar Rosso.

Lo Yemen è quasi esclusivamente abitato da cittadini di etnia araba. Il 93% della popolazione è composto da yemeniti, il resto sono somali (3%), afro-yemeniti (2%) ed europei (1%).

La religione più praticata è l’islam sunnita praticato dal 90% della popolazione. Questo crea tensione con le altre Nazioni confinanti, di religione musulmana sciita. La millenaria presenza ebraica nello Yemen si è conclusa nel 2009 quando gli ultimi esponenti della comunità, minacciati sia da al-Qaida che dai ribelli sciiti, sono emigrati in Israele e negli Stati Uniti.

La guerra in Yemen

Economicamente, lo Yemen è tra i Paesi più poveri del mondo, con condizioni di sottosviluppo diffuso e dipendenza pressoché totale da aiuti esterni, nonostante indubbi progressi siano stati fatti dal 1990, anno della riunificazione.

Nell’ottobre 2015 Amnesty International ha diffuso un rapporto nel quale accusa l’Arabia Saudita di crimini di guerra in Yemen, in particolare per l’uso di bombe a grappolo e bombardamenti di scuole ed altri obiettivi civili, soprattutto nel governatorato di Sana.

Il 26 ottobre e il 2 dicembre, l’Arabia Saudita ha bombardato due cliniche di Medici senza Frontiere. Nell’aprile 2016, Human Rights Watch ha denunciato che a marzo sono state usate da parte dell’Arabia Saudita bombe a grappolo di fabbricazione statunitense contro la cittadina di Mastaba, uccidendo 107 civili, tra cui 25 bambini.

Secondo l’ONU, in un solo anno dall’inizio dell’attacco saudita (marzo 2015), quasi 9.400 yemeniti sono stati uccisi nel corso di un anno tra cui 2.230 bambini, e feriti altri 16.000.

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