Ucraina, Onu: “Azioni russe a Bucha possono essere crimini guerra”

L'Onu ha documentato l'esecuzione sommaria di almeno 50 civili nella cittadina di Bucha, vicino a Kiev, in Ucraina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00
Il cardinale Konrad Krajewski prega davanti a una fossa comune. Vatican Media

La guerra in Ucraina entra nel suo 58esimo giorno con l’annuncio da parte di Mosca della presa di Mariupol. L’Onu accusa l’esercito russo di aver condotto in Ucraina azioni “che possono equivalere a crimini di guerra”. L’Onu ha infatti documentato l’esecuzione sommaria di almeno 50 civili nella cittadina di Bucha, vicino a Kiev, ha detto un portavoce dell’Alto commissariato dei diritti umani (UNHCR) a Ginevra.

Mosca: obiettivo seconda fase è Donbass e corridoio per Crimea

Il compito delle truppe russe nella “seconda fase dell’operazione militare speciale è quello di stabilire il pieno controllo del Donbass e dell’Ucraina meridionale, questo assicurerà un corridoio terrestre per la Crimea”. Lo ha detto Rustam Minnekaev, vice comandante del Distretto militare centrale della Federazione russa, parlando all’assemblea generale annuale dell’Unione delle imprese delle industrie della difesa della regione di Sverdlovsk riportato da Ria Novosti.

Mariupol in mano russa

In un messaggio su Telegram, il capo della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha ribadito che “Mariupol è nostra!La città è stata presa definitivamente e completamente. L’edificio amministrativo strategicamente importante dello stabilimento Azovstal è sotto controllo e tutto il territorio adiacente è stato sgomberato”, ha aggiunto specificando che quel poco che resta dei nazionalisti ucraini “è stato bloccato sotto uno spesso strato di cemento e acciaio all’interno dell’impianto”.

Azov: “Su Azovstal bombe anti-bunker, civili sotto le macerie”

Svyatoslav Palamar del battaglione Azov, parlando alla Bbc dall’interno dell’acciaieria Azovstal di Mariupol, ha affermato che “tutti gli edifici nell’area sono praticamente distrutti. Hanno gettato bombe pesanti, bombe anti-bunker che provocano un’enorme distruzione – ha proseguito -. Abbiamo persone ferite e morte all’interno dei bunker. Alcuni civili sono intrappolati sotto gli edifici crollati”.

L’appello del sindaco di Mariupol

L’amministrazione di Mariupol ha annunciato che potrebbero esserci fino a 9.000 persone sepolte in una fossa comune a Manhush, centro poco distante dalla città portuale occupata dai russi.

“Noi abbiamo bisogno solo di una cosa, la completa evacuazione della popolazione. A Mariupol ci sono ancora circa 100mila persone”. È il nuovo appello del sindaco Vadym Boychenko alla tv ucraina.

Kiev: “Niente corridoi umanitari, percorsi pericolosi”

Ma l’appello del sindaco non è stato raccolto. “A causa del pericolo sui percorsi, oggi in Ucraina non ci saranno corridoi umanitari”, ha annunciato stamani la vice prima ministra ucraina Iryna Vereshchuk su Telegram.

Zelensky: “La Russia rifiuta la tregua per la Pasqua ortodossa”

Nel videomessaggio notturno al suo popolo, il presidente ucraino, Volodymyr Zelenky, ha annunciato che “sfortunatamente la Russia ha rifiutato la proposta di una tregua per la Pasqua” [ortodossa, ndr] così come richiesto, ancora una volta, da papa Francesco e dalla Santa Sede.

“Questo – ha detto Zelensky – dimostra quanto i leader di questo Stato tengano in considerazione la fede cristiana. Manteniamo comunque la nostra speranza. La speranza per la pace e che la vita vinca la morte“.

Biden avverte Putin

Dall’Oregon, dove è impegnato in un evento, il presidente USA Joe Biden avverte Mosca. “Quando è stato eletto, Putin pensava che avrebbe distrutto agevolmente la Nato – afferma – e invece ha ottenuto proprio ciò che non voleva” e cioè che la Finlandia e la Svezia si uniranno all’Alleanza Atlantica. Putin – continua – “scommette che l’Occidente si dividerà. Ancora una volta, gli dimostreremo che si sbagliava”.

Esclusi gli atleti russi da Wimbledon

Tiene banco, infine, l’esclusione degli atleti russi e bielorussi da Wimbledon. Parla di un “atto discriminatorio” il numero 8 del mondo, Andrey Rublev, mentre per la Federtennis bielorussa la decisione degli organizzatori non fa che “incitare all’odio e all’intolleranza”.

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