“Il seppellimento di Santa Lucia”: l’espressività senza confine di Caravaggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:54

Si apre al Mart, museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, presieduto da Vittorio Sgarbi, la mostra “Caravaggio. Il contemporaneo”, che offre al pubblico la possibilità di ammirare il più antico quadro dipinto da Caravaggio in Sicilia, “Il Seppellimento di Santa Lucia”, risalente secondo gli studiosi al 1608, l’anno in cui l’artista evase dal carcere di Malta ed approdò a Siracusa, e fu generato per la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, dove secondo l’antica tradizione la Santa aveva subìto il martirio.

La mostra si propone di far percepire ai visitatori, proprio mediante l’esposizione di questa singola opera, la grande attualità intellettuale e artistica di Caravaggio, la sua contemporaneità, per lo stupore che essa provoca, per la sua espressività senza confine, che penetra e coinvolge l’animo di ognuno, per la bellezza degli sguardi senza tempo che trafiggono il martoriato corpo di Santa Lucia, per il realismo drammatico inerente a questo come ad altri grandi capolavori dell’artista lombardo.

Per questo, “il Seppellimento di Santa Lucia” raccoglie attorno sé istituzioni e popolo, esperti e visitatori che più di altri comprendono il linguaggio della bellezza tanto che, come più volte ribadito dal Card. Gianfranco Ravasi, due famosi pittori, Paul Klee e Joan Mirò, hanno affermato che l’arte non rappresenta il visibile, ma l’invisibile che è nel visibile.

Grazie alla sua notevole forza evocativa questo dipinto di Caravaggio interloquisce oggi con credenti e non credenti, in una sorta di dialogo contemplativo. Molti sono gli elementi che contribuiscono a conferirgli una potenza espressiva fuori del comune, a cominciare dai due giganteschi becchini in primo piano, che sembrano i veri protagonisti della scena, e si accingono al loro macabro e consueto compito di scavare la fossa ove riporre il cadavere della Santa.

Le loro teste, braccia e gambe sembrano quasi formare un cerchio attorno al corpo esanime di Lucia, il cerchio di una morte causata da atroci torture inflitte ad una giovane donna inerme e innocente. Ma proprio questa caratteristica della rappresentazione, che evita ogni glorificazione e idealizzazione della vittima e sembra quasi scegliere l’idea del dolore in sé come suo messaggio primario, induce nell’osservatore un più forte sentimento di compassione e compartecipazione.

Il Ministero dell’Interno quindi in questa felice circostanza tra i tanti volti con cui è percepito dalla comunità nazionale assume quello della cultura attraverso il Fondo Edifici di Culto (FEC), di cui il ministro Luciana Lamorgese è rappresentante legale. E infatti, proprio grazie ai prestiti di opere d’arte si innesca un processo circolare della cultura che consente ai tanti di scoprire tesori spesso nascosti.

Il prestito del Seppellimento di Santa Lucia al Mart di Rovereto è stato autorizzato dal Consiglio di amministrazione del FEC ed ha visto la collaborazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, della Soprintendenza di Siracusa, dell’Assessorato dei beni culturali della Regione Sicilia, dall’arcidiocesi di Siracusa.

A Siracusa dove la Santa è venerata il dipinto restaurato sarà collocato nella chiesa di Santa Lucia al Sepolcro fuori le Mura prima della festività di Santa Lucia. Un virtuoso circuito culturale che non potrà non costituire un valore aggiunto alla comunità, all’Arcidiocesi, alla Città ed al comune di Siracusa che con particolare attenzione e premura custodisce il capolavoro di Caravaggio.

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