Riceve contributi statali Covid, ma ha interdittive antimafia: succede a una ditta bergamasca

La Guardia di Finanza ha già provveduto al sequestro di beni per 895mila euro e alla denuncia del titolare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29
Guardia di Finanza
cantalupo arrestato dalla guardia di finanza cologno - per redazione sesto - foto Altobelli / Spf

Un’azienda di Azzano San Paolo (Bergamo) aveva ricevuto tre interdittive antimafia emesse dal Prefetto nel giugno 2019 e nell’ottobre 2020. Nonostante questo, aveva comunque chiesto e ottenuto un milione e 150 mila euro di finanziamento dal Fondo di garanzia per le piccole e medie Imprese e per il sostegno dell’economia a causa dell’emergenza Covid-19.

L’intervento della Guardia di finanza

Come riportato da Ansa, la Guardia di Finanza, coordinata dalla procura di Bergamo, ha provveduto a disporre un sequestro pari a 895 mila euro in beni della società, già concretizzato in parte con il sequestro sui conti correnti della società di 500 mila euro, nonché di un immobile del valore di 160 mila euro.

Il sequestro è stato disposto dal gip di Bergamo Maria Luisa Mazzola, su richiesta del pm Silvia Marchina. Il legale rappresentante della società, un trentenne bergamasco, è stato denunciato a piede libero: è accusato del reato tentato e consumato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Infatti, per ottenere fondi statali è requisito indispensabile l’assenza di interdittive antimafia.

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