Novenario di preghiera contro la paura da Coronavirus

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:16

Il coronavirus si sta rivelando come una vera e propria sventura, non tanto e non solo per la sua pericolosità clinica, ma soprattutto per quella sociale. Il virus fa paura. E la paura, che è una cattiva consigliera, spinge a richiudersi in modo esagerato nel proprio individuale tornaconto, porta all’aggressività interpersonale e a quella sociale, dà spazio eccessivo alla irrazionale emotività”. Lo scrive mons. Giuseppe Giuliano, vescovo di Lucera-Troia, nella lettera alla diocesi diffusa oggi in cui annuncia, in apertura della Quaresima, l’inizio di un novenario di preghiera. “Il valore della preghiera cristiana emerge quando ci assalgono sventure come quella che ci tocca vivere in questi giorni – aggiunge –. La paura è il nemico dell’uomo, il nemico dell’umanità. Risuona, così, nel cuore del credente la parola di Gesù, più volte ripetuta e più volte riportata dai Vangeli: Non temete!”. Osservando che “l’uomo è chiamato a governare l’universo non da despota ma da amministratore dei beni di Dio per l’umanità”, il presule evidenzia che “l’uomo è dotato di sufficiente intelligenza per scoprire e governare i meccanismi della natura, sopratutto quelli che ne minacciano l’integrità e la vita”. “Ma l’uomo non è Dio, né può giocare a ‘fare Dio’, per cui dinanzi ai limiti della sua intelligenza si ferma, profondamente convinto che c’è Qualcuno che, con premura e vigore, veglia su di lui e sui suoi giorni. A Costui ricorre e presenta le proprie necessità, e chiede il suo aiuto”.

Celebrazioni sospese

Sono sospese le attività parrocchiali, le sante messe e – oggi –  anche la celebrazione eucaristica del Mercoledì delle Ceneri in molte parrocchie italiane. A Novara, in ottemperanza con quanto disposto dalle autorità regionali del Piemonte, il vescovo, mons. Franco Giulio Brambilla, ha disposto che fino “al 29 febbraio compreso sono sospese in tutte le parrocchie della diocesi le attività pastorali che prevedano la presenza di gruppi di persone, in particolare sono sospese le attività di catechismo e le iniziative degli oratori”. In seguito alla precisazione della Regione Piemonte relativa alle “manifestazioni religiose”, “sono sospese tutte le celebrazioni religiose, comprese le celebrazioni eucaristiche con concorso di popolo, fino a sabato 29 febbraio compreso”. 

Messa in streaming

Questa sera il vescovo di Alessandria, mons. Guido Gallese, presiederà la celebrazione eucaristica alle 21 che sarà trasmessa in diretta streaming e radiofonica. “In questi giorni le nostre comunità sono ‘ferme’ a causa dell’emergenza legata al coronavirus Covid-19 e alle conseguenti procedure di prevenzione emanate dalla Regione Piemonte”, spiega una nota della diocesi di Alessandria, aggiungendo che “da molte parti però, arriva la richiesta di vivere come comunità proprio questo momento di difficoltà”. Stasera, alle 21, la messa sarà trasmessa in diretta da questa pagina Facebook della diocesi di Alessandria – e su Radio Voce Spazio (FM 93.800) – “perché – conclude la nota – la Chiesa di Alessandria è viva e unita attorno al suo pastore”.

Sicilia: “Evitare lo scambio della pace”

“Davanti al diffondersi del coronavirus, di comune accordo con il presidente della Conferenza episcopale siciliana (Cesi) – si legge nel comunicato della Conferenza episcopale siciliana, a firma di mons. Giovanni Accolla, vescovo delegato per la Caritas e la Pastorale della salute della Cesi – a titolo cautelativo, si suggerisce di distribuire l’Eucarestia sotto la specie del Pane, preferibilmente sulla mano dei fedeli, e di evitare lo scambio della pace con un contatto fisico. Si invita, inoltre, a tenere temporaneamente vuote le acquasantiere”, prosegue il comunicato, che precisa: “Allo stato attuale non è limitata alcuna iniziativa di culto. Qualora le autorità civili dovessero disporre altrimenti, sarà nostra premura comunicarlo tempestivamente”.

Vescovi marchigani: “Senso del bene comune”

I vescovi delle Marche, facendo seguito all’ordinanza del 25 febbraio 2020 del presidente della Regione Marche, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019, hanno sospeso tutte le celebrazioni eucaristiche feriali e festive fino al prossimo 4 marzo. “Siamo tutti interessati ad affrontare con determinazione, senza panico né leggerezza, una situazione che chiede vigilanza e senso del bene comune –  scrivono in una nota i vescovi delle Marche riportati dal Sir -. Sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Proviamo paura e come sempre questa chiede risposte serie e unitarie, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione ma senza allarmismi” I vescovi marchigiani, come spiega la nota, adottano, quindi, le seguenti disposizioni per le chiese che sono nelle Marche: “Ci si attenga sempre a criteri di prudenza, evitando in ogni modo concentrazione di persone in volumi ristretti e per lungo tempo. Le chiese rimangano aperte al culto e alla preghiera individuale. Sono sospese le celebrazioni eucaristiche feriali e festive fino al 4 marzo 2020. Per i funerali, si suggerisce di limitarsi al rito delle esequie nella forma breve e con i parenti stretti. Nelle messe anche private si ometta il segno di pace e si riceva la Comunione sulla mano e non in bocca. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere. Le benedizioni pasquali sono sospese fino al 4 marzo 2020. Per questa settimana sono sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione. I servizi della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali che prevedono contatto con il pubblico siano sospesi”. “Molte nostre riunioni non si potranno svolgere. Questo ci aiuterà a comprenderne il valore con maggiore profondità e ad avere più tempo per la riflessione e la preghiera personale. Sentiamo la vicinanza premurosa di Gesù, medico buono degli uomini, del quale sperimentiamo la solidarietà e la protezione”, affermano i vescovi marchigiani. “In questo periodo non potremo riunirci fisicamente per le celebrazioni nei nostri luoghi abituali. Cerchiamo di vivere questo tempo forte di Quaresima in unità di cuori e di preghiera, ricordando soprattutto i malati, quanti sono colpiti dal Coronavirus e quanti in modi diversi si adoperano per limitarne le conseguenze, in particolare il personale sanitario e di ricerca scientifica”, concludono i presuli che affidano “tutti alla materna intercessione della Madonna di Loreto patrona delle Marche” e invitano “a pregarla in famiglia con il Santo Rosario”.

 

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