Un nuovo progetto per l’ingresso regolare di minori rifugiati

"Pagelle in tasca" è il visto di studio per 35 minori non accompagnati attualmente rifugiati in Niger. Tra i firmatari del protocollo i ministeri dell'Interno e degli Affari esteri, Lavoro, Intersos, Unhcr, Fondazione Migrantes, e Cei

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:33
Foto Ministero dell'Interno

Lo studio, da sempre garanzia di una speranza per il proprio futuro, è adesso anche un nuovo canale complementare regolare rivolto ai minori rifugiati bisognosi di protezione e integrazione per accedere legalmente nel nostro Paese, dove saranno accolti dalle famiglie che li prenderanno in affido o in strutture di accoglienza.

E’ stato firmato oggi al Viminale, dal capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione Michele di Bari, il protocollo di intesa per la realizzazione del progetto “Pagelle in tasca – Canali di studio per minori rifugiati” promosso da Intersos in collaborazione con Unhcr.

L’accordo consentirà l’ingresso regolare in Italia con visto per studio di 35 minori stranieri non accompagnati attualmente rifugiati in Niger. Il progetto, co-finanziato dalla Conferenza episcopale italiana, dalla Fondazione Migrantes e da Intersos, mira a sperimentare un canale complementare di protezione e di ingresso regolare e sicuro in Italia fortemente innovativo, in quanto specificatamente dedicato alla protezione dei minori non accompagnati e alla promozione del rispetto del diritto allo studio. I beneficiari del progetto saranno infatti minori fortemente motivati a proseguire il loro percorso socio-educativo e a intraprendere un percorso di studio in Italia.

I minori verranno accolti da famiglie affidatarie, attraverso l’istituto dell’affidamento familiare o, in subordine, presso adeguate strutture di accoglienza, conformi ai requisiti previsti dalla normativa nazionale e regionale in materia di accoglienza di minori stranieri non accompagnati.

Firmatari del protocollo, oltre al ministero dell’Interno, il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Intersos, Unhcr, la Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana, il comune di Torino, la rete Cpia Piemonte e l’Arcidiocesi di Torino.

Il prefetto Michele di Bari ha affermato che «Il progetto testimonia l’impegno del ministero dell’Interno nella promozione di canali di ingresso legale nel Paese e l’attenzione all’integrazione dei minori stranieri bisognosi di protezione nel tessuto socio-educativo nella convinzione del valore fondamentale di un’accoglienza qualificata e sostenuta dalle istituzioni e dalla rete sociale del territorio».

Il direttore generale Luigi Maria Vignali del ministero degli Affari esteri ha dichiarato che «Il progetto “Pagelle in tasca” costituisce un nuovo percorso nell’esperienza italiana relativa ai canali complementari per rifugiati, con una componente di grande significato: la valorizzazione del diritto allo studio come strumento di accoglienza e integrazione».

La direttrice generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Tatiana Esposito, ha sottolineato «l’importanza di questo strumento nell’ambito dei più recenti documenti europei. In particolare, questo protocollo di intesa dà attuazione al Nuovo Patto sull’immigrazione e l’asilo nel quale la Commissione Europea promuove “percorsi complementari per la protezione”, compresi quelli che prevedono “programmi di lavoro”. La raccomandazione sui percorsi legali di protezione nell’UE, allegata al Patto, entra nel dettaglio di questo impegno e invita gli Stati membri a promuovere ammissioni umanitarie e percorsi complementari collegati a studio e lavoro».

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