Con Mario Draghi tornerà l’etica nel governo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:21
Mario Draghi

L’era digitale in cui stiamo vivendo nella società della globalizzazione è un periodo decisamente affascinante, ricco d’innovazioni, ma anche di numerose contraddizioni e contrasti sociali, su scala globale, indubbiamente un periodo molto complesso per l’umanità. Le tecnologie che adoperiamo sono profondamente mutate rispetto a qualche decennio fa e i cambiamenti che queste hanno portato in tutti i processi organizzativi non sono stati affrontati, se non parzialmente, in Italia.

Infatti nelle classifiche di “benchmarking” l’Italia è tra i Paesi più arretrati perché non ha ancora realizzato le trasformazioni organizzative necessarie nella Pubblica Amministrazione e in numerosi comparti di attività (Scuola- Sanità ecc.) e in particolare nella rete internet, con le innovazioni tecnologiche disponibili, che non è disponibile in molte zone del territorio nazionale. Resistono all’aggiornamento tecnologico, le umprese, tra mille difficoltà, sia nel campo delle attività di produzione che in quello dei servizi. Le imprese si trovano al centro di questo processo di evoluzione e cambiamento continuo.

Dunque con crescente velocità, diverse sfide si presentano alla società e per questo è necessario trovare nuovi modelli organizzativi, nuove strategie e nuovi modi di pensare per affrontare il mercato, gli orientamenti e i bisogni dei cittadini. In tutti i campi di attività, bisogna saper prendere decisioni per raggiungere specifici obiettivi. Senza piani strategici le aziende e i sistemi organizzativi complessi, i sistemi Paese, restano deboli e arretrati nel confronto e nella competizione internazionale. In questi contesti, i comportamenti dei sistemi nella gestione delle attività sono essenziali e così i codici etici assumono capitale importanza.

Soffermiamoci nel mondo della politica, dove abbiamo assistito con lo slogan del M5S “uno vale uno”, alla scomparsa della “competenza” come valore per esercitare un ruolo e una responsabilità istituzionale. Slogan e promesse politiche che hanno prima illuso e poi ingannato e deluso 11 milioni di italiani. Tutti i sondaggi dicono di questa delusione della stragrande maggioranza di quegli 11 milioni di cittadini. Con la caduta del Governo giallo rosso di Giuseppe Conte, ci auguriamo che lo slogan “uno vale uno” sia ormai accantonato, con l’idea, risultata falsa, che cittadini disoccupati e ignoranti potessero assumere responsabilità istituzionali o in settori strategici della società, senza alcuna esperienza di lavoro (70% dei Parlamentari), potessero governare l’Italia che generazioni di Politici Popolari e Democristiani nel 1987 avevano fatto diventare la 5^ potenza industriale del mondo. Tutti abbiamo accertato e condividiamo che serve la competenza per ogni ruolo specialistico nella società e serve competenza e una minima cultura di base (in geografia, Storia, Italiano, Inglese, Economia, Diritto) per svolgere un ruolo politico a livello istituzionale.

Con il Presidente Mario Draghi, con un curriculum di altissimo profilo per Formazione continua e Responsabilità di Ruoli di Top Manager ricoperti a livello nazionale e internazionale in settori pubblici e privati, vedremo all’opera dei veri esperti e politici che lo affiancheranno? Pensiamo di sì perché sarà questa la scelta strategica di Draghi se non si lascerà condizionare troppo dagli interessi dei Partiti politici, ma li responsabilizzerà a rispettare il mandato ricevuto dal Presidente Sergio Mattarella.

Gli Esperti sono coloro che hanno fatto della professionalità e della competenza i propri tratti distintivi, caratteristiche che oggi più di ieri devono essere messe al servizio della crescita, per il Paese intero così come per ogni singola impresa che deve ritornare centrale per lo sviluppo economico, per la creazione di posti di lavoro per attrarre i giovani a esercitare i loro talenti.

Con Mario Draghi, Presidente del Consiglio, vedremo anche l’etica nel Governo e nella società? E’ più difficile se rileggiamo la storia percorsa da chi è rimasto un grande leader dell’Alta finanza e delle Banche e che ha attivamente partecipato a favorire il processo delle privatizzazioni delle banche pubbliche e dell’IRI. Siamo comunque fiduciosi e ci auguriamo che Draghi con la saggezza dell’età esprimerà valori etici nelle sue decisioni e nel suo operato.

Per il bene comune, ci auguriamo, quindi di vedere valori etici che si sono dispersi, come: l’onestà, la trasparenza, la giustizia, il coraggio, la lealtà, il rispetto, il caring. Ci auguriamo di vedere esperti e politici che vogliano “servire la Politica e non servirsi della politica” come ci ammonisce Don Luigi Sturzo da 101 anni! Perché nella società della globalizzazione in molti Paesi ,e certamente di più in Italia, abbiamo disperso l’amalgama cioè pochi, ma essenziali valori etici, che tengono unità una famiglia, una comunità, un popolo, rendono di maggiore qualità le professioni, le imprese.

Bisognerebbe riscoprire i principi e i comportamenti ispirati dalle virtù umane, tramandate, sin dai tempi antichi, dai grandi filosofi greci e latini e, poi, dai pensatori moderni e contemporanei. Apprendere e imparare i valori fondamentali e fondanti dell’uomo, che hanno caratterizzato la sua storia, per ridurre il degrado delle relazioni sociali ed economiche nella società globalizzata, dove prevale la spietata logica del più forte, la cosiddetta “politica dello scarto” che tende a sopprimere ogni ruolo nella società agli anziani, ai disabili, ai più fragili; una politica, ovvero una “filosofia” che tante volte Papa Francesco ha denunciato pubblicamente con espressioni forti . L’eredità spirituale per noi anziani, generazione nata subito dopo la 2^ guerra mondiale , è forse l’aver dimostrato che l’etica si fonda più che sulle buone intenzioni sull’assumersi pienamente le proprie responsabilità verso gli altri.

L’etica è, innanzitutto, un problema di assunzione in prima persona di responsabilità verso la comunità dove si opera dalla Famiglia, alla Scuola, al Lavoro alla Professione, alla Comunità. Ne consegue che l’economia che regola gli scambi tra collettività di attori, tanto a livello di impresa che di interi sistemi economici, sia un campo privilegiato per lo svolgimento del discorso etico. Negli ultimi anni, il concetto di etica sembra stia diventando un tema importante del dibattito economico tra economisti, sociologi, politici, religiosi.

Sempre più spesso si usano espressioni come finanza etica, commercio etico, etica degli affari, e tutte le maggiori aziende internazionali si sono dotate di un codice etico. A questa apparente “eticizzazione” dell’economia fa da contraltare una crisi gravissima, interpretabile anche come la conseguenza e il frutto di comportamenti eccessivi e spregiudicati da parte di alcuni operatori economici che sprecano e si appropriano di risorse pubbliche anche in momenti di drammatica emergenza sanitaria come la pandemia Covid19.

La spiegazione di questo paradosso di “eticizzazione” potrebbe risiedere nel fatto che la domanda di comportamenti etici è una reazione e, appunto, una prevedibile risposta alla crisi attuale, ma anche che la professione di eticità sia in questa fase un mero strumento utilizzato in diversi ambiti di attività per mascherare e giustificare comportamenti che, nella sostanza, continuano a essere tutt’altro che etici.

Siamo fiduciosi che Mario Draghi, Presidente del Consiglio incaricato, riuscirà a trasmettere e a sviluppare i valori della Competenza e dei Valori etici per ricostruire la Polis, per un new deal dell’Italia, con il Recovery Plan di 209 miliardi di euro affrontando positivamente, con una squadra coesa di Ministri di alto profilo, le tre emergenze che il Presidente Mattarella ha indicato come prioritarie: pandemia sanitaria, economica e sociale. Buon lavoro Presidente Draghi e grazie per aver accettato questa sfida per Servire il nostro Bel Paese.

Antonino Giannone
– Professore di Leadership and Ethics.
– Membro del Comitato per la Civiltà dell’Amore.
– Presidente Comitato Scientifico Fondazione Democrazia Cristiana

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