Speranza: “Firmato il decreto di autorizzazione degli anticorpi monoclonali”

Oltre 1000 esperti al ministro: "Servono misure urgenti per individuare e bloccare le varianti prima che si diffondano"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:44

“Sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e del parere del Consiglio Superiore di Sanità ho appena firmato il decreto che autorizza la distribuzione, in via straordinaria, degli anticorpi monoclonali. Così abbiamo, insieme ai vaccini, una possibilità in più per contrastare il Covid 19″, ha scritto su Twitter il ministro della Salute Speranza. “Così – continua il post – insieme ai vaccini abbiamo una possibilità in più per contrastare il Covid”.

Gli anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali (Monoclonal AntiBody) sono anticorpi identici fra loro, prodotti da linee cellulari derivate da un unico tipo di cellula immunitaria, cioè un clone cellulare. Differiscono quindi dagli anticorpi policlonali.

Dato un qualsiasi antigene, è possibile creare uno o più anticorpi monoclonali in grado di legare specificamente un suo determinante antigenico; questo implica la possibilità di individuare, neutralizzare o purificare la sostanza in oggetto. Questa importante caratteristica degli anticorpi monoclonali li rende uno strumento estremamente efficace in biochimica, biologia molecolare, e medicina.

Appello degli esperti: “Ora misure contro le varianti”

Dopo il “Sì” del ministro Speranza alla distribuzione degli anticorpi monoclonalia, l’Italian Renaissance Team contro Covid – il gruppo che riunisce oltre mille esperti del mondo accademico, istituzionale e dell’industria – lanciano un appello alle istituzioni: servono misure urgenti in Italia per riuscire a individuare le varianti del virus Sars-CoV-2 e bloccarle prima che si diffondano.

La situazione in Europa e soprattutto in Italia è, a tendere, estremamente preoccupante. Le misure alternate ‘apri e chiudi’ intraprese negli ultimi mesi non hanno contribuito a riportare la situazione sotto controllo e si fa un’estrema fatica nel tenere stabile il numero delle nuove infezioni giornaliere”, osserva il fondatore del gruppo, il farmacologo Carlo Centemeri, dell’Università Statale di Milano.

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, non ha dubbi che “stiamo attraversando la fase più critica della pandemia” e per il microbiologo e virologo Roberto Burioni, dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, “è indispensabile potenziare la sorveglianza nei confronti delle varianti per non farci cogliere di sorpresa”.

Il problema delle varianti è anche all’attenzione dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema): “Da Ema stiamo attentamente monitorando le varianti di Sars-CoV-2 per capirne l’impatto sull’efficacia degli anticorpi monoclonali e sui vaccini”, dice Marco Cavaleri, presidente della task force Vaccini dell’Ema.

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