Lotta alle droghe, il Questore Pignataro “Nessuno è esente dalla responsabilità”

Antonio Pignataro, Questore di Macerata, racconta ad In Terris il suo impegno e la dedizione per aiutare i ragazzi a vivere una vita in sicurezza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:22

“I ragazzi di Terni sono un monito per tutti noi adulti. Dobbiamo fare di più. Non dobbiamo dare una visione passiva della realtà. Proprio per questo mi associo al coraggio e all’elevata professionalità che ha dimostrato il procuratore Liguori di Terni dicendo che la ‘responsabilità è di tutti‘ perché il problema principale sta nel cattivo esempio che gli adulti danno nel propagandare le sostanze stupefacenti come innocue” con queste parole Antonio Pignataro, Questore di Macerata e Dirigente Superiore della Polizia di Stato commenta per In Terris la morte dei due ragazzi di Terni.

Pignataro “Tutto parte dalla marijuana”

“Mi riferisco in particolare all’hashish e alla marijuana. Queste sostanze, lo dicono illustri medici e Università prestigiosissime, non può essere paragonata all’alcool oppure al fumo. In Italia, addirittura, sono stati aperti negozi di Cannabis light che io ho provveduto a chiudere grazie all’audacia del procuratore Giorgi. Ad oggi nella provincia di Macerata, non si vende alcuna cannabis”. Un messaggio dirompente che naturalmente viene ripreso anche dalla Comunità terapeutica di San Patrignano dove “tutti i ragazzi dichiarano espressamente che hanno iniziato il loro percorso verso il tunnel nero della droga partendo dell’uso di Marjuana”.

Una società malata

“Noi siamo destinati ad avere una società malata, di giovani malati e una società votata all’autodistruzione di molti giovani. Questa è una responsabilità che ci portiamo noi grandi di una certa età e che dobbiamo combattere contro chi con ignoranza e senza cognizione giuridica e scientifica porta esempi di grande disvalore morale e sociale. Occorre sempre una certa consapevolezza nel parlare per rispettare chi soffre”.

Cosa fare, quali tutele?
“La movida così com’è non dovrebbe esistere, non si può confondere il giorno con la notte, non si può intendere la movida come sballo ma come divertimento, come riunione ma non di notte. Io chiuderei i locali intorno alle undici come fanno in tutte le nazioni e questo non dev’essere inteso come un voler andare contro gli interessi del settore. Ma come uno sprono ad una maggiore sicurezza, maggiori controlli, per far si che i ragazzi si possano divertire in tranquillità”.

Dottor Pignataro, lei svolge il suo impegno con grande dedizione e passione, ma soprattutto con grande responsabilità ed una spiccata sensibilità, da dove nasce?
“Quando hai vissuto certe situazioni a 19 anni e hai visto ragazzi morire di droga a Palermo cresci con uno spirito diverso. Una volta mi è capitato anche di assistere un ragazzo nel momento della morte. Ti si riempie il cuore e trovi la forza per assistere ancora di più le giovani generazioni. Il mio impegno è quello di trasmettere questa forza ai miei uomini che naturalmente rendono il massimo riuscendo ad avere anche loro la stessa passione per garantire sicurezza e libertà ai ragazzi. Noi facciamo il nostro lavoro con disciplina e onore, intesa non come stile di vita militare, ma come passione, responsabilità, tutela della memoria, intesa come gioia nel lavorare e senso del dovere per salvare gli altri”.

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