ll Sud succube del Nord, ma anche di se stesso

Il Sud Italia è vittima di lobby politiche particolari e delle mafie territoriali: poteri, sotterranei, subdoli e minacciosi, che ne inibiscono il progresso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:04
È vero, il Mezzogiorno d’Italia è vittima di pregiudizi da oltre cinquant’anni. I pregiudizi non si eliminano facilmente e noi meridionali saremo ritenuti, per molto tempo ancora, se nulla faremo, parassiti ed anche una razza inferiore. Occorre chiedersi perché tale pregiudizio continui ancora a vivere. Ritengo che la risposta sia semplice. Ed è questa: il Meridione d’Italia è fermo per quanto attiene al piano socio-economico. Di tale arresto è responsabile il popolo meridionale proprio in quanto è ben evidente che non sia impegnato nel dar vita a nuovi percorsi che lo conducano verso l’emancipazione  socio-economica. Tuttavia, è anche vero ed evidente che il Sud non è arretrato sul piano culturale, in quanto è ricco di cultura ed arte. Di ciò esso è ben consapevole.
Il Sud Italia, purtroppo, è vittima di lobby politiche particolari ed anche,  tristemente, delle mafie territoriali che ne imbrigliano le capacità, le attitudini, addirittura l’intelligenza e l’azione imprenditoriale che il popolo meridionale emigrando esprime, in modo mirabile, all’estero o nel Nord Italia, in cui può manifestare il meglio di sé senza paura di subire violenza o sottomissioni da parte di alcuni poteri sotterranei territoriali, subdoli e minacciosi, che inibiscono il progresso, anzi lo combattono con tutte le loro forze,  proprio in quanto esso decreterebbe la loro fine.
Alla luce di tali considerazioni, occorre domandarsi che cosa può davvero fare il popolo meridionale per far progredire i propri territori. Certamente molto! Dovrà credere nel potere dello Stato Italiano, a cui sottoporre le proprie istanze di emancipazione, perché lo Stato esiste e risponde! La mafia sostiene che lo Stato non esiste per sottomettere il popolo al proprio dominio ed essere un potere che sostituisce lo Stato Italiano.
La cultura della fiducia potrà creare una mentalità nuova che affida alle Istituzioni il ruolo che ad esse compete, le quali , proprio in virtù di tale ruolo, potranno veramente condurre il Sud Italia al miglioramento dei suoi territori, per quanto attiene tutti gli ambiti della vita umana.
Riteniamo che nel Sud Italia manchi la fiducia nello Stato Italiano e che, pertanto, esso debba impegnarsi per ricrearla, alla luce anche degli eventi che la pandemia ha determinato a livello globale. L’Italia rinascerà e nella nuova Italia vi sarà lo spazio in cui il Sud Italia, riponendo finalmente fiducia nello Stato Italiano, potrà esprimere la sua florida capacità costruttiva e migliorativa dei propri territori, dirigendo il suo sguardo fiducioso ai dettami posti a fondamento della Costituzione Italiana. Allora, cari meridionali, diamo corso all’impegno per ricreare la cultura della fiducia nei confronti dello Stato unica leva per avviarci verso uno straordinario sviluppo dei nostri meravigliosi territori!

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