Guerra in Ucraina: bombardate le due principali università di Mykolaiv

Dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, la Russia ha lanciato oltre 17.300 attacchi contro obiettivi civili. Zelensky: "Occorrono nuove sanzioni"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:38
L'Università pubblica di Mykolaiv

Le forze russe hanno colpito questa mattina le due principali università della città di Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale: lo ha annunciato su Twitter il capo dell’amministrazione militare regionale, Vitaliy Kim. Lo riporta Ukrinform.

“Oggi i terroristi russi hanno attaccato le due maggiori università di Mykolaiv. Almeno dieci razzi. Ora stanno attaccando la nostra istruzione. Chiedo alle università di tutti i Paesi democratici di affermare che la Russia è ciò che realmente è: un terrorista”, ha scritto Kim.

Procura generale: 352 bambini uccisi e 657 feriti da inizio conflitto

Almeno 352 bambini sono rimasti uccisi e 657 feriti dall’inizio del conflitto militare in Ucraina. Lo ha affermato la Procura generale ucraina nel suo aggiornamento quotidiano, precisando che si tratta di cifre provvisorie in quanto sono in corso accertamenti nelle regioni attualmente interessate dalle ostilità. La regione dove si registra il maggior numero di decessi è quella di Donetsk, con 352 bambini morti o feriti, seguita da quella di Kharkiv, con 191.

Ucraina: 38.000 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra

Sono circa 38.000 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 220 caccia, 188 elicotteri e 681 droni abbattuti. Lo riporta Ukrinform. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.672 carri armati russi, 842 sistemi di artiglieria, 3.866 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 15 navi e 155 missili da crociera.

Kiev: “finora 17.314 attacchi della Russia su obiettivi civili e 300 militari”

Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la Russia ha lanciato oltre 17.300 attacchi contro obiettivi civili mentre poco più di 300 hanno colpito obiettivi militari: lo ha detto il primo viceministro degli Interni ucraino, Yevhen Yenin, secondo quanto riporta Ukrinform. “Ho chiesto specificamente un rapporto riassuntivo su quanti missili russi hanno colpito obiettivi militari e quanti hanno colpito obiettivi civili – ha detto Yenin -. Per fare un confronto: dall’aggressione, ci sono stati 17.314 attacchi su obiettivi civili e poco più di 300 su obiettivi militari”.

L’Austria condanna “l’atroce attacco a Vinnytsia”

Il ministero degli Esteri austriaco ha condannato “fermamente l’atroce attacco” lanciato ieri dalle forze russe contro la città ucraina di Vinnytsia (centro-ovest), sottolineando che i colpevoli di questo “crimine di guerra” devono essere chiamati a risponderne.

“Condanniamo fermamente l’atroce attacco della Russia contro i civili a Vinnytsia, che ha ucciso più di 20 persone innocenti, compresi i bambini – si legge in un messaggio pubblicato ieri sera su Twitter -. Prendere di mira i civili è un crimine di guerra, non può esserci impunità, gli autori di queste atrocità devono essere chiamati a risponderne”.

Nella tarda mattinata di ieri un attacco russo ha colpito il centro di Vinnytsia, capoluogo regionale del territorio omonimo nell’Ucraina occidentale. Al momento, il bilancio è di 21 morti, tra cui tre bambini, almeno 150 feriti, dei quali circa 50 in modo grave.

Zelensky: “Occorrono quanto prima nuove sanzioni contro la Russia”

Nuove sanzioni dovrebbero essere introdotte quanto prima contro la Russia, poiché l’impunità dei “terroristi” incoraggia altri Paesi. Lo ha dichiarato ieri sera il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel consueto videomessaggio serale.

Allo stesso tempo, il capo di Stato ha affermato che sono necessari anche un tribunale speciale per l’aggressione russa e un apposito meccanismo di risarcimento dei danni che indirizzi i fondi dello “Stato terrorista” – la Russia – a coloro che intende distruggere. Secondo Zelensky, è assolutamente necessario introdurre quanto prima tali restrizioni contro le esportazioni di energia russe, le quali “non consentiranno ai terroristi di coprire i propri costi a spese della comunità internazionale”.

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