Atterrati gli italiani rimpatriati da Wuhan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:22

E'atterrato poco dopo le 6 all'aeroporto di Fiumicino, proveniente da Taipei, il primo volo della China Airlines (CI75) operato con un Airbus A350 per il rimpatrio dei turisti cinesi. L'annuncio dell'avvio, a partire da oggi, del ponte aereo da e per la Cina, era stato dato ieri dal Commissario straordinario per l'emergenza coronavirus Angelo Borrelli. L'annuncio dell'avvio, a partire da oggi, del ponte aereo da e per la Cina, era stato dato ieri dal Commissario straordinario per l'emergenza coronavirus Angelo Borrello.

Il rientro degli italiani

Come previsto, è atterrato alle 10 dalla Cina il primo aereo aereo aereo messo a diposizione del ministero della Difesa con i 56 italiani trasferiti dalla zona di Wuhan. Il mezzo è partito, a quanto si apprende, poco prima delle 5 del mattino locali, le 22 di ieri. Gli italiani sono atterrati all'aeroporto militare di Pratica di mare intorno alle 10 e da lì saranno accompagnati alla Cecchignola, a sud di Roma, dove resteranno due settimane in quarantena. Dieci nostri concittadini hanno scelto di restare in Cina. Un italiano che aveva scelto di rientrare è rimasto a terra in Cina perché, al momento dei controlli, hanno visto che aveva qualche linea di febbre: secondo i protocolli, dovrà ricorrere alle cure dei medici locali.

Crollo delle borse

Crollano tutte le Borse cinesi. Oggi, alla riapertura dopo la lunga pausa per il capodanno cinese estesa a causa dell'epidemia di coronavirus, si è evidenziato il tracollo di oltre 7 puni. Dalla chiusura del primo giorno di contrattazioni – avvenuto lo scorso 23 gennaio – l'Indice composito della Borsa di Shanghai ha perso il 7,72% terminando a 2.746,61 punti accusando la flessione più ampia del 2005. Peggio la Borsa di Shenzhen, che ha chiuso in calo dell'8,41% a 1.609 punti dopo aver toccato la punta minima arrivando a perdere il 9,1 per cento. Tra i settori più colpiti, quelli delle telecomunicazioni il comparto dei titoli tecnologici. Meglio ha fatto la Borsa di Hong Kong, rimasta aperta nei giorni scorsi. L'Indice Hang Seng ha terminato in rialzo dello 0,2 per cento.

Lo sciopero dei medici

Intanto, proprio a Hong Kong, medici e paramedici hanno incrociato le braccia avviando uno sciopero di protesta per chiedere al governo locale la chiusura del confine con la Cina, come misura per bloccare il contagio del coronavirus di Wuhan. La governatrice Carrie Lam aveva approvato nei giorni scorso il dimezzamento dei collegamenti aerei e la chiusura di 6 dei 14 ingressi per via terra, oltre allo stop dei collegamenti via treno. Ma questo sembra non bastare ai sanitari, che chiedono la chiusura totale. L'ex colonia britannica ha finora registrato 15 casi di infezioni accertate. Ma a far paura sono le cifre della Cina: ad oggi, i contagi totali del coronavirus sono 17.205, più del triplo dei 5.327 della Sindrome respiratoria acuta grave. I morti in Cina sono 361, come annunciato dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc), e superano i decessi causati dalla Sars stessa che nel 2002-03 furono 349, secondo i numeri ufficiali dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). E' stato inoltre registrato il primo decesso in un Paese che non sia la Cina: si tratta di un 44enne originario della città di Wuhan, epicentro dell'epidemia, morto nelle Filippine durante un viaggio, dopo aver manifestato, secondo quanto riferito dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) tutti i sintomi riconducibili al coronavirus. Si aggiorna però anche il conteggio delle persone guarite dal virus, che sono ora 324. A Wuhan, inoltre, è già a un passo dal completamento (con il tempo record di costruzione di dieci giorni) l'ospedale specializzato per il trattamento del virus, che terrà sotto osservazione oltre 10 mila casi.

Isolato il virus


Un'immagine del virus isolato

Per quanto riguarda l'Italia, in queste ore all'ospedale Spallanzani di Roma, dove sono stati ricoverati i due contagiati e i 13 sotto osservazione, i ricercatori sono riusciti a isolare il virus. A riferirlo è il ministro della Salute, Roberto Speranza, assieme al direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito: “Aver isolato il virus – ha spiegato il ministro in conferenza stampa – significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione”. Ippolito, inoltre, ha specificato che “ora i dati saranno a disposizione della Comunità internazionale. Si aprono spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini. l'Italia diventa interlocutore di riferimento per questa ricerca”. Nella giornata di ieri, su disposizione della commissione speciale istituita per lo stato di emergenza, era stata annunciata la stretta sui visti e l'incremento dei controlli, con applicazione delle misure di monitoraggio aeroportuali applicate anche agli scali marittimi.

Il team: “Riuscita una diagnostica molecolare”

Il team dello Spallanzani, guidato dalle ricercatrici Maria Rosaria Casabianchi, Concetta Castilletti e Francesca Colavita, è riuscito a realizzare una diagnostica molecolare: “Abbiamo cullato il virus – ha spiegato la dottoressa Castilletti, responsabile dellì'unità operativa virus emergenti, citata dall'Ansa – e abbiamo avuto anche un po' di fortuna… Ho vissuto la grande emergenza della Sars, di Ebola, dell'influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa. E' un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria è di tutto il team. Eravamo tutti impegnati, tutta la squadra. Abbiamo un laboratorio all'avanguardia, impegnato 24 ore su 24 in questo genere di emergenze”.

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