Angelus, il Papa: “La fede non nasce da un dovere: è questione di libertà e amore”

Il Santo Padre ricorda che la fede è innanzitutto gratuità: "Spesso facciamo il minimo indispensabile, mentre Gesù ci invita al massimo possibile"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:58
Papa Francesco Angelus Migranti rifugiati
Foto © VaticanMedia

Un incontro. E’ questo il fulcro che anima la lettura evangelica del giorno, sulla quale Papa Francesco offre la sua riflessione nell’Angelus domenicale, seguito alla Santa Messa di apertura del Sinodo. L’incontro vede protagonista Gesù, “mentre andava per la strada”, e un giovane ricco che chiede cosa fare per avere la vita eterna. Una frase che egli formula mostra la sua religiosità come “un dovere, un fare per avere”. Questo, tuttavia, “è un rapporto commerciale con Dio, un do ut des. La fede, invece, non è un rito freddo e meccanico”. Tutt’altro: “È questione di libertà e di amore”. E chiedersi cos’è per noi la fede diventa un buon test: “Se è principalmente un dovere o una moneta di scambio, siamo fuori strada, perché la salvezza è un dono e non un dovere… La prima cosa da fare è liberarci di una fede commerciale e meccanica, che insinua l’immagine falsa di un Dio contabile, un Dio controllore, non padre”.

Lasciarsi amare

A chi gli rivolgeva quella domanda, Gesù presta aiuto offrendogli il vero volto di Dio. “Ecco da dove nasce e rinasce la fede: non da un dovere, non da qualcosa da fare o pagare, ma da uno sguardo di amore da accogliere. Così la vita cristiana diventa bella, se non si basa sulle nostre capacità e sui nostri progetti, ma si basa sullo sguardo di Dio”. Rinvigorire la fede con lo sguardo di Dio significa mettersi in adorazione, “lasciarsi perdonare nella Confessione, stare davanti al Crocifisso. Insomma, lasciarti amare da Lui. Questo è l’inizio della fede: lasciarsi amare da Lui, che è padre”.

Una fede è gratuità

Ma c’è anche un altro passaggio che, del resto, è un invito di Gesù: quello a realizzare il dono, la gratuità: “E’ quello che forse manca anche a noi. Spesso facciamo il minimo indispensabile, mentre Gesù ci invita al massimo possibile. Quante volte ci accontentiamo dei doveri mentre Dio, che ci dà la vita, ci domanda slanci di vita… La fede non può limitarsi ai no, perché la vita cristiana è un sì, un sì d’amore”. Ecco perché una fede senza gratuità è incompleta: “Potremmo paragonarla a un cibo ricco e nutriente a cui però manca sapore, o a una partita più o meno ben giocata ma senza gol… Una fede senza dono, senza gratuità, senza opere di carità alla fine rende tristi”.

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