Afghanistan, morto Haidar: il bimbo era caduto in un pozzo come Rayan

Un bimbo di 9 anni, Haidar, rimasto intrappolato da 48 ore in un pozzo in Afghanistan, è morto questa mattina per le ferite riportate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:04

Ancora un bimbo morto cadendo in un pozzo. La tragedia questa volta è avvenuta in Afghanistan dove un bimbo di 9 anni, Haidar, rimasto intrappolato da 48 ore in un pozzo, è morto questa mattina per le ferite riportate. Lo hanno annunciato i funzionari talebani.

Lutto in Afghanstan

Il piccolo Haidar, 9 anni, era caduto due giorni fa dentro un pozzo profondo 25 metri in un remoto villaggio di Shokak, nella provincia afghana di Zabul, nel sud-est del Paese. Nelle ultime ore le autorità avevano lanciato un appello per ricevere assistenza tecnica, ma la chiamata ai soccorsi non è stata sufficiente per salvare la vita del bimbo.

Haidar “ci ha lasciati per sempre”, ha twittato Anas Haqqani, consigliere anziano del ministero dell’Interno, spiegando che “questo è un altro giorno di lutto e dolore per il nostro Paese”.

“‘Appartengo ad Allah e ritorno a Lui’. Purtroppo il piccolo Haider è stato separato da noi per sempre. Il nostro Paese oggi torna ad essere ospite di una grande tragedia. Possa Allah concedere pace a tutto il popolo afgano e in particolare alla famiglia di Haider. E possa Dio portare più sorgenti di gioia”, la traduzione del tweet di Haqqani.

Haidar come Rayan

La vicenda di Haidar ricorda quella avvenuta lo scorso 6 febbraio in Marocco dove Rayan, bimbo di cinque anni, era caduto in un pozzo. Dopo giorni di tentativi per estrarlo ed essere stato portato in superficie dai soccorritori si è scoperto che il bimbo era già morto.

Il bambino era deceduto a causa delle ferite riportate nella caduta. Era rimasto bloccato a circa 32 metri di profondità per oltre cento ore. In un primo momento era stato comunicato che il piccolo era stato estratto vivo. Un elicottero era già presente sul posto per trasportarlo subito in ospedale, ma una volta estratto per lui – come per Haidar – non c’era più nulla da fare.

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