Coronavirus, non si fermano i raid in Libia

L'Unhcr lancia un'allarme per una possibile "catastrofe umanitaria" nel paese a causa dell'intensificarsi degli scontri e la minaccia di diffusione del virus Covid-19

Bombardamenti in Libia

Non si fermano i raid in Libia, deliberatamente ignorati gli appelli alla tregua per poter convogliare le forze nella lotta contro il coronavirus. Le forze guidate dal generale Khalifa Haftar hanno annunciato che 41 lealisti del governo di Tripoli sono stati uccisi dell’esercito della Libia Orientale. Su Internet sono anche state diffuse le immagini delle vittime in battaglia. Ieri l’esercito di Haftar aveva anche rivendicato l’abbattimento, vicino alla città di misurata 200 chilometri a est della capitale, di tre droni di fabbricazione turca e in dotazione dell’esercito di Tripoli.

Unhcr: rischio catastrofe umanitaria

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) lancia l’allarme per una possibile “catastrofe umanitaria” per l’intensificarsi degli scontri a un anno dal lancio dell’offensiva militare del generale Khalifa Haftae su Tripoli e per la minaccia di diffusione del coronavirus. “Da aprile dell’anno scorso – sottolinea in una nota l’Unhcr – più di 300 civili sono rimasti uccisi e oltre 150.000 persone sono state costrette alla fuga. Nonostante l’accordo provvisorio di tregua umanitaria, nell’arco dell’ultima settimana gli scontri si sono intensificati in modo significativo. Inoltre, il deteriorarsi della situazione ha messo a rischio le possibilità di decine di migliaia di sfollati di fare ritorno in condizioni sicure verso le proprie aree di origine”.

Mercenari siriani filo-turchi morti al fronte

Nel frattempo, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono 156 i miliziani siriani filo-turchi morti in Libia negli ultimi due mesi. L’Osservatorio ha affermato che nelle ultime settimane, la Turchia ha inviato sul fronte libico 4.750 mercenari siriani, mentre altri 1.900 sono stati trasferiti a campi di addestramento in Turchia in attesa di essere aviotrasportati in Libia. In precedenza, diverse fonti siriane avevano confermato l’esistenza di trasferimenti di mercenari siriani sul fronte libico anche da parte della Russia, a sostegno delle forze comandate da Haftar.