“PERCHÉ NON È GIUSTO IMPORRE I VACCINI”

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vaccini

Il 5 agosto scorso, un rovente sabato estivo, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie, che ha diviso e talvolta esasperato l’opinione pubblica italiana. A seguito delle polemiche, il testo firmato dal ministro della Salute è stato ammorbidito rispetto alla versione originale. Sono scese da dodici a dieci le vaccinazioni obbligatorie per iscriversi a scuola e diminuite le sanzioni per le famiglie non in regola.

Il sigillo dell’ufficialità non ha però spento il dibattito. Sul tema In Terris ha interpellato Ivan Cavicchi, docente di Sociologia delle organizzazioni sanitarie e Filosofia della medicina all’università Tor Vergata di Roma, tra i più noti esponenti del mondo della sanità ad aver espresso forti dubbi sul decreto Lorenzin.

Prof. Cavicchi, dopo il passaggio al Senato ritiene che il decreto Lorenzin sia stato migliorato?
Sono state tolte le cose più odiose. Le sanzioni pecuniarie sono state ridotte e la possibilità di perdere la patria potestà per inadempienza è stata eliminata, e certe rigidità negli sbarramenti scolastici sono stati ammorbiditi. Ma l’operazione di trasformare i vaccini in un gigantesco tso (trattamento sanitario obbligatorio) è sostanzialmente passata. I vaccini obbligatori da dodici sono passati a dieci e quattro sono consigliati. Con questa operazione siamo regrediti di colpo a quando la sanità era solo un problema di ordine pubblico e il ministero che se ne occupava era guarda caso il ministero degli Interni. Questo significa che una società che oggi per la sua complessità si definisce post (moderna, industriale, ideologica) rispetto a quella che è stata fino ad ora è obbligata a vaccinazioni di massa come se fosse rimasta ferma ai tempi della peste, del vaiolo, della febbre gialla, cioè come se fosse una società sottosviluppata. Un anacronismo che pagheremo caro.

Cosa intende dire?
Fermo restando il valore indiscutibile dei vaccini, il modo di fare profilassi non dovrebbe essere mai una variabile indipendente dalla complessità sociale con la quale ha a che fare. Quindi non i vaccini, in quanto tali, ma il modo di usarli deve essere adeguato: prima di tutto al grado di emergenza reale (se c’è una epidemia o un rischio conclamato di epidemia l’obbligo è giustificato); quindi al grado di cultura di una società (oggi siamo nell’epoca del web e l’analfabetismo non c’è più non possiamo trattare la comunità come un “ gregge”); infine al livello di responsabilità sociale delle persone (se le persone posso convincerle con degli argomenti chiari non serve obbligarle come se fossero degli irresponsabili).

E secondo lei oggi tutte queste condizioni non ci sarebbero?
Oggi epidemie non ci sono (a parte il problema del morbillo), la gente è tutt’altro che analfabeta e coloro che si battono per la libera scelta non sono degli irresponsabili che rifiutano la scienza ma si sentono giustamente più responsabili di prima, perché sanno di più, hanno più dubbi, e vogliono delle garanzie.  Sono anni che la meniamo con l’empowerment. Vuole una definizione? “La conquista da parte del cittadino in relazione con la medicina della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni”. Ora che sui vaccini le persone rivendicano empowerment facciamo finta di non sentire? Quindi anche nel caso dei vaccini la scienza deve essere interpretata dalla politica che deve definire, rispetto alla propria società, il modo più adeguato per usarla e il modo più adeguato vuol dire non scientificamente adeguato ma culturalmente adeguato. La legge è scientificamente inappropriata e culturalmente anacronistica. Il governo ha sbagliato periodo storico. Bisognerebbe interrogarsi sul perché.

Il fatto che siano state apportate delle modifiche, testimonia l’utilità della battaglia intrapresa contro questo testo?
Non c’è alcun dubbio. Intanto le modifiche imposte non sono irrilevanti e dimostrano la fallacia del ragionamento iniziale del governo. Il decreto è stato posto come intangibile, quindi dogmatico giustificato da una emergenza nazionale. Al contrario esso si è rivelato tangibile e l’emergenza invocata per giustificarlo strumentale. Poi la battaglia ha comunque fatto emergere due grandi questioni che sino ad ora erano sottomesse a un silenzio scientifico a dir poco imbarazzante: la questione della farmacovigilanza e quella degli effetti collaterali. A coloro che si riempiono la bocca con la scienza devo far notare che non sono state le manifestazioni degli scienziati a imporre all’attenzione pubblica tali questioni ma quelle della gente comune. Comprendere il mondo degli effetti collaterali che è tutt’altro che marginale, significa disporre di un sistema per la loro rilevazione puntuale e tarato sul breve, sul medio e sul lungo periodo.

A proposito di farmacovigilanza, oggi come stanno le cose?
Attualmente questo sistema non esiste nel senso che laddove c’è, è minimo e molto disomogeneo, per cui quello che sappiamo è molto meno di quello che dovremmo e potremmo conoscere. La battaglia non è stata contro i vaccini ma contro il decreto ed ha posto alla politica e alla scienza una questione rispetto alla quale i bugiardini, allegati ai vaccini, tradiscono la loro malafede precauzionale che è quella della sicurezza e delle garanzie. Scusate se è poco. La battaglia contro il decreto ha fatto emergere un soggetto sociale nuovo che in realtà è all’opera da almeno mezzo secolo cioè ci ha fatto capire che la figura tradizionale del paziente non c’è più e che al suo posto oggi abbiamo l’esigente, come da anni mi ostino a definirlo tale nei miei libri.

Quindi sarebbe l’esigente alla base del dissenso definito “no vax”, cioè una figura inedita di cittadino?
Oggi la società rispetto a ieri si fida molto meno dei medici di prima e lo dimostra il continuo crescere del fenomeno del contenzioso legale e di quello definito medicina difensiva. Oggi siamo cioè in una società dove i medici hanno paura dei loro malati e si difendono dalle loro responsabilità professionali come possono. È da poco che è stata approvata una legge nel tentativo di proteggere i medici dalle rivalse degli esigenti. Ma se è così, perché meravigliarsi se l’esigente pretende di essere coinvolto nella somministrazione dei vaccini? L’esigente è tale nei confronti della medicina sia essa chirurgica, clinica o profilattica. Ma questo governo non sa neanche chi sia l’esigente e continua a trattare il cittadino come un paziente quando paziente non è più. Un grave errore strategico che ricadrà sulla testa dei medici accentuando i problemi di sfiducia nei loro confronti e nelle istituzioni nelle quali operano. Ho già letto dichiarazioni di pediatri che si rifiutano di vaccinare i bambini per non avere “rogne” legali e poi oggi i medici sono terrorizzati e non parlano per paura di essere radiati o comunque di avere complicazioni professionali.

L’Italia resta comunque il primo Paese al mondo a prevedere un numero così elevato di vaccini obbligatori. Le ragioni risalgono al 2014, anno in cui nell’ambito della Global Health Security Agenda avvenuto alla Casa Bianca, fu scelto il nostro Paese come capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale. Come interpreta questo antefatto?
Si tratta di un accordo importante sul quale non c’è stata nessuna trasparenza. Non può il governo imbarcarsi in una impresa come quella dei “vaccini tso” senza chiarire il suo rapporto con questo accordo. A me personalmente fa piacere che il mio Paese sia capofila nel mondo nella lotta alle malattie, ma vorrei capire meglio perché è stata scelta l’Italia e non un altro Paese. Perché siamo una eccellenza scientifica? Perché siamo un Paese di frontiera rispetto all’emigrazione? Perché il governo ha stipulato contratti con le case farmaceutiche proprio per fabbricare vaccini? O perché l’Italia ha una situazione politica tale da permettere che passino leggi che di fatto sono come una gigantesca sperimentazione di massa? E quindi l’Italia serve come apri pista per una vaccinazione globale di massa? Cioè la punta avanzata di quella strategia inventata dalle aziende farmaceutiche e che si definisce disease mongering che consiste non solo nell’ inventare nuove malattie per specularci sopra ma di curare i sani prima ancora che i malati.

Quindi lei attribuisce alla mancanza di trasparenza molti dei dubbi che sono venuti alla gente comune?
La mancanza di trasparenza ha fatto sorgere legittimamente molti dubbi sulla strumentalità del decreto, sulla inutilità dell’obbligo, sul numero esagerato di vaccini da trasformare in tso, sulla epidemia che non c’è. Cioè sulle sue forzature. Se liberiamo il decreto da commistioni di vario tipo, le sue forzature normative sembrano inutili ma se al contrario le consideriamo anche solo in via ipotetica le forzature si spiegano tutte. È vero che esiste la stupidità ma a certi livelli conviene non supporla. Meglio è ipotizzare semplici banali interessi che a loro volta possono essere gestite con stupidità.

Nel corso di quel convegno oltreoceano, il ministro Lorenzin affermò che gli “imponenti flussi” migratori che interessano l’Italia rendono necessario “rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo”. Forse, tra le varie ipotesi che lei ha prima menzionato, quella dell’immigrazione è la chiave per comprendere questo decreto?
Non lo so. Però è vero che il ministro abbia dichiarato queste cose. È una di quelle questioni che sarebbe stato meglio chiarire subito. Il problema immigrazione dal punto di vista della profilassi non va negato anche se sino ad ora non abbiamo dati che ci dimostrano che causa sui sono cresciute le malattie da contagio. È possibile in linea teorica che l’ingresso in un Paese vaccinato, di centinaia di migliaia di persone non vaccinate, crei problemi inediti di profilassi. Ma se così fosse sarebbe necessario differenziare le politiche di profilassi. Non ha senso imporre dieci vaccini ad una popolazione già abbastanza vaccinata (cioè con una discreta soglia di gregge) solo perché entrano nel Paese persone non vaccinate. Si predisponga un sistema mirato rivolto a queste persone. E poi si chiami l’Europa a partecipare perché è evidente che se fosse così l’Italia diventerebbe un centro di vaccinazione per l’ingresso degli immigrati in Europa.

Si è molto discusso di presunti conflitti d’interessi che farebbero da sfondo al decreto Lorenzin. La trasmissione La Gabbia Open avrebbe dimostrato che chi produce vaccini finanzia le società che hanno elaborato il Piano di Prevenzione Nazionale Vaccinale…
Guardi, cerchiamo di uscire dall’ipocrisia e di non nasconderci dietro al solito sospetto e alle solite illazioni. Da sempre non esiste nessuna demarcazione netta tra gli interessi legittimi dell’industria farmaceutica, e gli interessi personali dei medici ricercatori e meno che mai quelli delle pubbliche istituzioni deputate alla ricerca e più in generale alla tutela della salute e con quelli della politica. Al contrario esiste una forte sovrapposizione tra questi interessi rispetto ai quali i vaccini non fanno eccezione. Per cui mi passi una battuta popolare in questo campo “il più pulito ha la rogna”. I principali sostenitori della legge sui vaccini sono nei board scientifici delle più importanti aziende farmaceutiche produttrici di vaccini. Le industrie farmaceutiche da sempre nei modi più diversi finanziano con discrezione la politica, cioè singoli personaggi, o singoli partiti e in tanti modi che vanno, dalla semplice sponsorizzazione di un libro al finanziamento di un evento. Attenzione, tutte cose lecite, ma comunque tutte forme di finanziamento surrettizio cioè tutte forme di lobbying. È certo che dietro la legge sui vaccini per le ragioni dette vi siano i condizionamenti dell’industria farmaceutica e che questi condizionamenti passino attraverso i così detti “scienziati” e attraverso la politica che nei confronti dei soldi non si è mai tirata indietro. Per cui ripeto quello che ho sostenuto in un libro qualche anno fa (Medicina e sanità, snodi cruciali – 2010), che il conflitto di interesse esiste e come, che non serve nasconderlo e meno che mai criminalizzarlo, ma va ammesso e reso trasparente. Il conflitto va reso una relazione tra interessi ammettendo un gioco di reciprocità legale.

Viceversa, presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Villani, sostiene che ci siano “grandi interessi economici” dietro le campagne contro le vaccinazioni…
Ha ragione, però richiamando quello che ho appena detto si scopre l’acqua calda. Coloro che dicono che i vaccini costano poco e che per l’industria non sono tutto questo gran guadagno mentono sapendo di mentire. L’obbligatorietà significa fatturati certi a scala di milioni di persone. Per chi produce l’anti-meningocco fa differenza il vaccino obbligatorio o consigliato. La differenza consiste tra un mercato più grande e sicuro e un mercato più piccolo e insicuro. E poi non si dimentichi che i vaccini obbligatori sono a carico della spesa pubblica, cioè sono pagati dallo Stato non dal cittadino.

Venendo agli aspetti più propriamente medici, esistono adeguate ricerche scientifiche sulle controindicazioni dei vaccini?
Come le ho accennato prima a proposito delle lacune della farmacovigilanza, siamo solo all’inizio. Il punto debole, perché esistono pochi studi a livello internazionale, riguarda il medio-lungo periodo cioè il rapporto tra vaccini e malattie, non più quindi solo effetti collaterali. Dai primi dati sembra che vi siano delle correlazioni significative ma di strada ancora bisogna farne tanta. Lei comprende che la questione delle malattie correlate ai vaccini se fosse confermata costituirebbe un bel paradosso cioè dei farmaci usati per prevenire le malattie che in certi casi e nel tempo causano altre malattie.

L’informazione vaccinale è adeguata nel nostro Paese?
No, semplicemente. Fare informazione significa credere nelle persone e questa legge vede le persone come nemiche della salute. Essa ha stanziato una miseria per informare la gente sui vaccini, tanto per darci un contentino. Io credo che i vaccini dovrebbero rientrare in un comune dovere morale, che è quello della salute. Ormai rivendicare il diritto alla salute non basta più. Un diritto non equilibrato da un pari dovere è destinato ad essere nel tempo insostenibile. Ma il dovere alla salute, quale obbligo morale, non può essere imposto per legge, ma deve essere sostenuto da quello che Kant chiamava l’autonomia della razionalità. L’informazione quindi va rivolta all’autonomia della razionalità del cittadino ma questo non è possibile con quattro spot pubblicitari in televisione. Informare oggi significa favorire l’incontro della scienza con la libertà e la responsabilità, quindi più che informare parlerei di formare. E questo non si fa né con le chiacchiere né con i bruscolini. Mi ha colpito un’intervista fatta da Sarina Biraghi (La Verità – 5 agosto 2017) ad una pediatra che diceva che prima della legge in cinque minuti lei riusciva a spiegare ai genitori l’esavalente, mentre adesso non basta un’ora, perché la legge ha centuplicato la diffidenza della società nei confronti della medicina già mortificata, ad ogni piè sospinto, con i continui casi di malasanità. Oggi la gente, cioè “l’esigente” vuole sapere, vuole sapere cose certe, vuole chiarezza, si fida poco, vuole esercitare davvero il consenso informato, è molto più cosciente che incosciente e questo mi pare decisamente un passo in avanti.

Spesso chi nutre perplessità sul decreto Lorenzin è accusato di essere un nemico del progresso scientifico, contrario ai vaccini in quanto tali. Lei ad esempio è contro i vaccini? Può spiegare qual è la sua posizione?
La mia posizione è chiara: sono ormai quarant’anni che lavoro ad una idea di salute pubblica, che difendo l’art 32 sul diritto alla salute, che mi batto per una medicina della relazioni, cioè una medicina scientifica post positivista, in grado di conoscere la malattia attraverso la conoscenza del malato, impresa impossibile da fare senza delle alleanze terapeutiche. Tocca alla medicina adeguarsi al malato perché il tempo in cui era il malato ad adeguarsi alla medicina è finito da un bel po’.

E sulla polemica che giustifica tutto con gli imperativi della scienza, che mi dice?
Quanto alla scienza siamo all’oscurantismo cioè siamo tornati a prima di Galileo. La vera anti-scienza non è rivendicare la libera scelta e il consenso informato cioè la possibilità di mettere a confronto le verità scientifiche con le verità personali, ma è chi in nome della scienza rifiuta di confrontarsi con la società. Cioè di conciliare più tipi di verità. Oggi la verità scientifica deve fare i conti con le verità empiriche delle persone, con le loro singolarità, con le eccezioni, con una complessità che proprio perché tale resta per gran parte fuori da uno standard di conoscenza. Tornando ai vaccini, fin dall’inizio – credo di essere stato il primo – ho proposto un progetto obiettivo sul morbillo e fin dall’inizio ho preferito la filosofia del Veneto che è quella della consensualità e dell’informazione a quella dell’Emilia Romagna che è quella dell’obbligatorietà. Quella del Veneto la trovo adeguata al nostro tempo storico, quella dell’Emilia Romagna no.

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36 COMMENTS

  1. non potete pubblicare solo una opinione. adesso fate sentire l’opinione della maggioranza degli esperti in salute, cioè dei medici

  2. Domanda: cosa rischia un bambino vaccinato (ad esempio contro il morbillo) se a scuola o al parco giochi dovesse “entrare a contatto” con bambini che NON sono stati vaccinati?

    • Non rischia niente. Come non rischiano i non vaccinati a entrare in contatto con lui.
      Quelli che rschiano sono i bambini non vaccinati che incontrano altri bambini non vaccinati che potrebbero avere in incubazione il morbillo e quindi essere già contagiosi senza che si sappia. Dando per scontato che un bambino con il morbillo non vada al parco.

      • Invece il rischio che prenda qualcosa c’è. Vaccinato non vuol dire immunizzato e basta guardare il sito epicentro.iss.it per vedere che dei 4087 casi di morbillo relativi a quest’ anno 89% riguardano non vaccinati, 6% riguardano persone con una sola dose di vaccino. Stranamente non si dice nulla del restante 5% ma per logica esclusione riguarda persone vaccinate, e siamo a circa 200 persone.

        • Il restante 5% non necessariamente era vaccinato con due dosi: è possibile che semplicemente non ci fossero notizie certe sullo stato vaccinale, e quindi non siano stati inseriti in un gruppo o nell’altro.
          C’è in effetti il problema dei non responders, che sono il 5% dopo una sla dose di vaccino e lo 0.5% dopo la seconda dose.
          Alora, visto che lei vuole proprio cercare il pelo nell’uovo, un bambino vaccinato che gioca con una altro bambino non vaccinato ce ha o sta incubando il morbillo ha una probabilità su 200 di prendere ilo morbillo. Nella stessa situazione, un bambino non vaccinato ha una probabilità >95% di ammalarsi. In sostanza, un bambino non vaccinato che va a giocare al parco durante un’epidemia di morbillo ha una probabilità circa 200 volte maggiore di uno vaccinato di ammalarsi.
          Che poi ci possa metter lo zampino la fortuna o la sfortuna è sempre possibile: un mio amico che gira con le gomme lisce e ha una macchina mezza scassata non ha mai avuto un incidente, mentre persone con macchina in perfette condizioni magari trovano sulla strada una macchi d’olo e vanno fuori strada. Ma questa non è una buona ragione per girare con le gomem lisce, mi pare.

          • Se fosse così sarebbe grave e vorrebbe dire che la farmacovigilanza in questo paese non esiste. A questo punto anche i dati che lei snocciola sono da prendere un tanto al chilo, e comunque è già passata da “non rischia niente” a “ha una probabilità circa 200 volte maggiore di”, avvalorando quindi il mio “il rischio che prenda qualcosa c’è”.
            Se analizzare i dati e riportare dati ufficiali è da lei interpretato come cercare il pelo nell’uovo non so che farci, di norma i dati si analizzano per capire come muoversi in futuro.
            Il paragone è semplicemente fuori luogo.

  3. Non sono d’accordo col fatto che i genitori che si oppongono ai vaccini siano ” più responsabili di prima, perché sanno di più, hanno più dubbi, e vogliono delle garanzie”. In realtà non sanno di più, hanno recepito informazioni false e tendenziose da parte di soggetti che si sono autoproclamati “esperti” riportando ipotesi non corroborate da prove e degli esperimenti personali non confermati (anzi smentiti) da altri. E credono ciecamente a queste informazioni, sordi a qualsiasi controdeduzione o prova contraria. I vaccini sono diventati le vittime di una nuova caccia alle streghe, imputati di essere la causa di qualsiasi patologia infantile.
    Anche l’affermazione “la battaglia ha comunque fatto emergere due grandi questioni che sino ad ora erano sottomesse a un silenzio scientifico a dir poco imbarazzante: la questione della farmacovigilanza e quella degli effetti collaterali. A coloro che si riempiono la bocca con la scienza devo far notare che non sono state le manifestazioni degli scienziati a imporre all’attenzione pubblica tali questioni ma quelle della gente comune. ” è completamente falsa, visto che da decenni esistono sistemi di sorveglianza (da parte di organismi governativi e da università) in tutto il mondo sugli effetti collaterali dei vaccini; su PubMed si trovano >30.000 (trentamila!) articoli digitando “vaccines adverse effects). L’articolo di Wakefield che metteva in relazione vaccino anti-morbillo e autismo è del 1998 (quasi 20 anni fa) e ha suscitato un enorme clamore, per cui centinaia di ricercatori hanno cercato di verificare le sue affermazioni. Risultato: i suoi dati non sono stati confermati, si è scoperto che aveva falsificato i dati e che l’aveva fatto per proporre un suo vaccino alternativo che aveva brevettato l’anno prima e per essere pagato da uno studio legale specializzato in risarcimenti per danni medici.

  4. Domanda: Cosa rischia un bambino vaccinato (ad esempio contro il morbillo) se a scuola o ad un parco giochi entra a “contatto” con chi non è vaccinato e ha quella malattia?

  5. Il professor Cavicchi ha raggione oggi non siamo più “pazienti” ma “clienti” esigenti o no…siamo tutti “clienti” delle case farmaceutiche e questo grazie al nuovo decreto Lorenzin….adesso è svanita la fiducia nel medico che è stato spodestato dal suo ruolo nella società civile e sostituito dal politico che impone la sua opinione sulla salute del “cliente” attraverso coercizioni e si impone anche sul medico spodestato riducendolo ad un “commesso ” al ordine delle case farmaceutiche e della politica. A noi cittadini ci rimane solo il diritto di rifiutarci di diventare “clienti” attraverso protesti o in ultimissima attraverso il pagamento del pizzo alla mafia politica che in un modo o nell’altro guadagnerà …che triste realtà. …alla salute pubblica non ci penserà più nessuno perché gli obiettori di coscienza sono subito ridotti a tacere.

  6. Quando le mamme mi chiedevano informazioni sulle vaccinazioni, oltre a spiegarne l’utilità i rischi e le eventuali controindicazioni (rare peraltro), dicevo loro che se fossi diventato ministro della sanità le avrei rese quasi tutte obbligatorie, in particolare l’antimorbillo; “fui profeta allor” e ora vi è il decreto legge. Come pediatra posso capire tutte le perplessità i dubbi e le paure. Non esiste atto medico senza un potenziale rischio: anche dare un antibiotico ad un bambino presenta un possibile rischio, anche se raro, ma se è necessario si deve dare, con tutte le attenzioni possibili. Può sembrare una violazione del diritto alla libertà di scelta questo decreto, ma il problema vaccini non è un fatto individuale, ma un argomento di politica sanitaria, che serve a tutelare l’individuo e chi lo avvicina, specie si contatta con individui che non possono essere vaccinati. Gli studi scientifici al riguardo sono talmente numerosi e chiari, che non vi è dubbio della utilità e importanza dei vaccini in genere. E’ brutto imporli per legge e se non vi fosse stata una diminuzione dell’immunità di gregge, forse non sarebbe stato necessario. Ma ora i rischi di focolai epidemici, sono troppo alti e credo sia giusto questo decreto.

    • Mi scusi, ma quanti sono quelli che non possono essere vaccinati? E quali sono i protocolli da seguire per determinare chi non deve essere vaccinato?
      La ringrazio se vorrà rispondermi.

      • C’è una piccola quota di “non responders”, l’1% di quelli vaccinati con due dosi di vaccino. Quindi un bambino vaccinato che entra in contatto con un bambino non vaccinato non rischia niente (QUESTA era la domanda), tranne nel caso che il bambino non vaccinato stia incubando il morbillo; in questo caso il rischio di prendere il morbillo è pari all’ 1%. Il bambino non vaccinato che entra in contatto con un bambino che ha o sta incubando il morbillo ha una probabilità di >90% di ammalarsi.
        Capisco che l’intento della domanda era polemico, ma è una polemica fuori luogo. Innazitutto, non sappamo se in quel 5% ci fossero persone che non si erano vaccinate ma pensavano di essere immunizzate perché avevano avuto il morbillo, o di quante persone non si conoscesse lo stato vaccinale.
        Secondariamente, dire che non vale la pena di vaccinarsi perhé nell’ 1% dei casi il vaccino non funziona equivale a dire che possiamo tutti buttare le immondizie per strada, visto che c’è qualche maleducato che lo fa e quindi le strade non sono comunque perfettamente pulite.

        • No, la domanda (rivolta a Roberto) era proprio quanti quelli che non possono essere vaccinati e ogni ASL dovrebbe saperlo relativamente ai soggetti di sua competenza e dovrebbe saper rispondermi per quali motivi non si possono vaccinare, altrimenti si parla solo per slogan. Se è in possesso di questi dati sarebbe corretto che venissero divulgati per una maggiore informazione, se invece preferisce farsi le domande da sola e rispondersi padrona di farlo, ma almeno non faccia un reply ai miei interventi.

          • Per un errore avevo messo qui la risposta che andava sopra (“cosa rischia un bambino non vaccinato) e non sono riuscita a cancellarla quando mi sono accorta dell’errore, quindi mi sono limitata a copiarla e incolla sopra. Tanto per chiarire.
            Quanto all’ affermazione “ogni ASL dovrebbe saperlo relativamente ai soggetti di sua competenza e dovrebbe saper rispondermi per quali motivi non si possono vaccinare, altrimenti si parla solo per slogan” è stupidamente tendenziosa! Come fa la ASL a sapere quanti bambini ci sono che non possono essere vaccinati? Mica c’è la schedatura dei malati! Soprattutto se considera che ci possono essere bambini che TEMPORANEAMENTE non possono essere vaccinati. per esempio i neonati fino a tre mesi, o i bambini che hanno appena avuto una malattia che controindica le vaccinazioni. Ogni pediatra si occupa dei propri assistiti, e non c’è motivo per cui le ASL debbano fare la conta. Cosa ne ricaverebbero?

          • Devo rispondere qua perché non ho il reply al messaggio di Chiara qui sotto:
            Intanto noto nella risposta delle offese che testimoniano la mancanza di capacità di argomentare a domande legittime, poi sono davvero basito all’ affermazione che l’ ASL non saprebbe cosa fare dei dati dei soggetti di competenza: ma allora come si sa che siamo scesi sotto la percentuale del 95% dei vaccinati se le ASL non hanno dati?
            E le dichiarazioni richieste ad insegnanti e operatori sociosanitari che attestino il loro stato vaccinale a cosa servono? Tra l’altro deve farlo anche lei, almeno chieda il perché quando la presenta.

          • La ASL sa quanti bambini sono nati e quanti sono stati vaccinati, ovviamente. Quello che non può sapere è quanti dei non vaccinati lo sono per scelta dei genitori e quanti invece hanno delle condizioni che controindicano le vaccinazioni (a parte quelli che sono troppo piccoli per essere vaccinati). in più, se non c’è un sistema informatizzato, si può chiedere alle singole persone di esibire il libretto delle vaccinazioni, ma è impossibile sapere esattamente chi ha fatto i vari vaccini. Non esiste una schedatura obbligatoria delle malattie, poi, per cui anche chi ha un sistema informatizzato non può sapere quanti bambini in età da vaccino hanno un’immunodeficienza che controindica la vaccinazione.

    • Roberto
      “E’ brutto imporli per legge e se non vi fosse stata una diminuzione dell’immunità di gregge, forse non sarebbe stato necessario. Ma ora i rischi di focolai epidemici, sono troppo alti e credo sia giusto questo decreto.”
      Concordo con lei

    • Il problema è che un antibiotico si da a un bambino malato in caso extremis e con molta cautela invece un vaccino viene somministrato ad un bambino sano e più delle volte senza alcuna cautela e senza informare i genitori dei possibili veri rischi ed effetti collaterali ne tanto meno si cerca di indagare sulle allergie ancora non scoperte che può avere. E mi fa molto male il fatto che delle medicine vengono somministrate indistintamente in massa per legge ai bambini contro la volontà dei genitori e che i pediatri possono essere d’accordo con un tale obbrobrio. ..per me i vaccini devono essere solo somministrati ai bambini in concordanza con il proprio medico di fiducia con molta cautela dopo un vero approfondimento dello stato di salute del bambino e dopo aver valutato i rischi ed i benefici in tutta consapevolezza.

    • Lei dice che un antibiotico si deve dare in caso di necessità con tutte le attenzioni possibili…allora perché si presta così poca attenzione nel somministrare un altro farmaco che è il vaccino? Peraltro un antibiotico si da ad un bambino malato e più delle volte in casi estremi mentre un vaccino va somministrato ad un bambino sanno. ..la differenza per noi mamme è enorme per questo non possiamo accettare che noi possiamo scegliere se dare un medicinale piuttosto che un altro al nostro bimbo oppure aspettare in accordo con il pediatra di fiduccia ma non possiamo fare altrettanto con un vaccino perché ne noi genitori ne tantomeno il medico ha più voce in capitolo bensì è il politico che ha deciso e obbligato la “scelta” di tutti senza tener conto che i bambini sono diversi e che possono presentare caratteristiche diverse e varie allergie non scoperte al momento della vaccinazione. Per me il decreto è aberrante e ha distrutto la relazione famiglia-medico. Prima ho vaccinato i miei figli ogni qualvolta mi veniva consigliato adesso non mi fido più e preferisco sinceramente piuttosto pagare la multa. Ecco l’esito del decreto .

  7. Qui si racconta bene in sintesi la storia di Wakefield: Ha pubblicato un articolo su Lancet, a cui è stata data molta pubblicità dai giornali. Questo ha causato un’ondata di paura tra i non medici, e un crollo delle vaccinazioni.
    Dopo alcuni anni e molti articoli di altri studiosi che non avevano confermato l’ipotesi di Wakefield, nel 2010 un’indagine del General Medical Council inglese (in cui erano stati esaminati i report clinici originali) ha dimostrato che i dati erano stati falsificati. Per esempio, in alcuni bambini la diagnosi di autismo era PRECEDENTE alla vaccinazione! La maggioranza dei coautori dell’articolo lo hanno sconfessato, e l’articoo è stato ritirato dalla rivista.
    Nel 2011 il giornalista scientifico Brian Deer ha trovato le prove dell’accordo tra Wakefield e uno studio legale inglese che gli aveva anticiato 500.000 sterline purché riuscisse a dare una base scientifica per i ricorsi per danni da presentare. L’Ordine dei Medici inglese ha radiato Wakefield non per la frode scientifica, ma per il motivo per cui l’aveva compiuta.

    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22748860

    Eppure, se oggi chiedete agli attivisti del movimento anti-vaccini di che cosa hanno paura, vi sentierte rispondere: dei danni neurologici. La grande maggioranza crede che Wakefield avesse ragione e che sia stato ingiustamente perseguitato dalle lobbies farmaceutiche per il loro interesse. (la stessa cosa che sembra credere il prof. Cavicchi quando dice “il rapporto tra vaccini e malattie, non più quindi solo effetti collaterali. Dai primi dati sembra che vi siano delle correlazioni significative ma di strada ancora bisogna farne tanta. Lei comprende che la questione delle malattie correlate ai vaccini se fosse confermata costituirebbe un bel paradosso cioè dei farmaci usati per prevenire le malattie che in certi casi e nel tempo causano altre malattie )
    Mentre in realtà è chiaro che la menzogna per guadagnarci soldi era quelal di Wakefield (che ha anche denunciato Brian Deer, perdendo)
    http://www.gacetasanitaria.org/es/la-supuesta-asociacion-entre-vacuna/articulo/S0213911112000684/

    L’altra “informazione” su cui si basano i “genitori informati” è che i vaccini contengono ogni tipo di impurità, soprattutto metalli neurotossici.

    Questo sulla base degli studi di un laureato in farmacia, il dott. Stefano Montanari, e di sua moglie, che nel loro laboratorio privato hanno analizzato alcune fiale di vaccini.

    http://www.informasalus.it/it/articoli/inquinanti-scoperti-vaccini.php

    Lo studio era apparso di assai dubbia qualità a chiunque capisse qualcosa dell’argomento http://it.blastingnews.com/opinioni/2017/06/vaccini-silvestri-limmunologo-grillino-smonta-montanari-001749125.html

    Comunque, vista la gravità della cosa -se fosse stata vera- le analisi sono state ripetute, con più cura e in un laboratorio pubblico ben attrezzato, dall’ Agenzia Nazionale per la sicurezza dei farmaci francese, che ha smentito tali risultati.

    http://ansm.sante.fr/Mediatheque/Publications/Ordres-du-jour-comptes-rendus-des-groupes-de-travail-comites-commissions-Comites-scientifiques-specialises-temporaires/Toxicologique-des-metaux-dans-les-vaccins/CSST-Evaluation-toxicologique-des-metaux-dans-les-vaccins-du-13-05-2016-Compte-rendu

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/09/vaccini-la-bufala-del-mercurio-e-altri-metalli-pesanti/3717650/

    Tutta la storia è ben spiegata qui: http://medbunker.blogspot.it/2017/02/i-vaccini-inquinati-unesperta-dice-di-no.html

    Eppure, questi genitori che dicono di chiedere solo chiarezza e rassicurazioni rifiutano in toto questi dati, e continuano a credere ciecamente ai falsari.

    Cavicchi dice “se le persone posso convincerle con degli argomenti chiari non serve obbligarle come se fossero degli irresponsabili”
    Purtroppo, dopo mesi di discussioni, di chiarimenti, di spiegazioni (non ” quattro spot pubblicitari in televisione” ma documenti molto chiari e completi -un esempio è questo: http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/GuidaVaccini_ott2015.pdf – ma ce ne sono altri, come i siti di informazione http://www.adultievaccinati.it/ e http://www.vaccinarsi.org/) nelle piazze si sentono sempre gli stessi slogan triti e ritriti.

    In altri paesi d’Europa, come in Svezia, non è stato posto nessun obbligo semplicemente perché il 98% dei bambini viene comunque vaccinato (in questo ha ragione il prof. Cavicchi: LI’ non serve obbligare).
    Ma pare evidente che in Italia le spiegazioni non servono, perché una parte di genitori sono contrari a prescindere.

    • Chiara
      ma lei l’ha letto il resoconto del laboratorio francese di cui ha dato il link ? Dice che sono stati rilevati SOLO (!!!) 3 metalli in quantità supérieure al limite consentito per legge, ossia Alluminio stagno e tugsteno. Ma le pare poco ? Ma di cosa stiamo parlando ? Come me lo spiega? Come possiamo essere certi che non siano dannosi a breve o a lungo termine?

      Ma Lei ha letto cosa pensa di tutto questo Il Dott. Luc Montaigner ? Non uno qualunque !!!

      • Giuliana: A) certo che l’ho lertto! E non c’è scritto che ” stati rilevati SOLO (!!!) 3 metalli in quantità supérieure al limite consentito per legge, ossia Alluminio stagno e tugsteno”
        Nelle conclusioni scrivono: “Les métaux sont retrouvés à l’état de traces dans tous les médicaments injectables analysés, y compris le sérum physiologique. La présence de ces métaux à l’état de traces, qui ne peuvent être quantifiés par des méthodes pourtant sensibles, est le reflet de la réalité
        environnementale et ne doit pas être considérée comme un risque sanitaire.” Cioè: “I metalli sono stati ritovati in TRACCE in tutti medicinali esaminati, inclusa la soluzione fisiologica. La presenza di tali metalli in tracce, che non possono essere quantificati nenache da metodi sensibili, riflette la realtà ambientale e non deve essere considerata un rischio sanitario”
        DAVVERO:DI COSA STIAMO PARLANDO? DI SOSTANZE CONTENUTE NELLA SOLUZIONE FISIOLOGICA CHE VIENE SOMMINISTRATA A LITRI IN VENA OGNI GIORNO IN MILIARDI DI PERSONE!.
        B) I 5 casi di morte sono SEGNALAZIONI, che vanno poi verificate.
        Un caso del 2014 in un bambino di due mesi, nato alla 30° settimana con insufficienza respiratoria ed ittero. Il decesso è avvenuto circa sei ore dopo la somministrazione della prima dose di Infanrix Hexa e di Prevenar 13. La scheda di segnalazione di sospetta reazione avversa è stata successivamente aggiornata con il referto dell’accertamento medic-legale (riscontro diagnostico autoptico) che ha evidenziato una enterite emorragica e una anemia acuta poliviscerale con riscontro di rotavirus nelle feci per cui non risulta essere stato vaccinato.
        Un altro caso del 2014: una sospetta SIDS in un bambina prematura di 34 settimane vaccinata con Infanrix Hexa. La morte in ospedale non è stata ritenuta correlata alla vaccinazione quindi il caso non è stato segnalato nel 2014 e la segnalazione è stata fatta nel 2016 dalla Ditta. Il decesso è avvenuto una settimana dopo la vaccinazione. Nella scheda di segnalazione è riportato: arresto cardiocircolatorio da sospetta verosimile SIDS ma non è stato possibile reperire ulteriori informazioni. La SIDS, conosciuta anche come morte in culla, è una delle più frequenti cause di morte nel primo anno di vita con un’incidenza stimata di un caso ogni 700/1000 b
        ambini nati vivi. Diversi studi condotti negli anni scorsi hanno dimostrato che non esiste alcuna relazione causale tra l’esposizione ai vaccini e la SIDS e che l’incidenza della SIDS è la stessa sia in presenza che in assenza di vaccinazione.
        Terzo caso: decesso di un ragazzo di 13 anni per sepsi da meningococco C in soggetto vaccinato otto anni prima con vaccino singolo antimeningocco C. La protezione conferita dalla somministrazione di una singola dose di questa tipologia di vaccino, secondo quanto riportano i dati di letteratura scientifica,
        può determinare una riduzione a 3-5 anni del titolo anticorpale battericida; gli studi pubblicati finora hanno preso in considerazione una durata massima
        di follow up di 5 anni. Di conseguenza, non si può parlare propriamente di fallimento vaccinale. (comunque non sarebbe una morte CAUSATA dal vaccino, ma piuttosto un’insufficiente protezione)
        Quarto caso: neonato di 11 settimane vaccinato con Bexsero otto giorni prima. Al momento del ricovero il paziente si presentava in condizioni cliniche generali scadenti. Un campione di sangue ha consentito di accertare una setticemia da Neisseria Meningitis sierogruppo B. Il decesso del neonato si è verificato per le conseguenze della setticemia. La segnalazione presenta le caratteristiche di un evento correlato solo dal punto di vista cronologico. Il vaccino in questione, per le modalità di produzione (tecnica di reverse vaccinology) non contiene né il batterio vivo né il batterio ucciso . Il periodo di incubazione del meningococco B (da 2 a 10 giorni) giustificherebbe un’infezione precedente alla vaccinazione che comunque è stata effettuata con un intervallo troppo breve per garantire una protezione.
        Quinto caso: neonato di 11 settimane, nato pretermine a 33 settimane, con sequestro polmonare e malformazione già diagnosticata in utero tramite ecografia con stenosi aortica dalla nascita, ipertrofia e sovraccarico ventricolare sinistro. Vaccinato con Infanrix Hexa, Prevenar 13 e Rotarix, in quanto soggetto ad alto rischio, dopo 9 giorni dalla vaccinazione insorgeva dispnea grave, con frequenza cardiaca di 220 bpm ed si verificava il decesso dopo 7 ore dal ricovero.
        Dunque: dei cinque casi di morte NESSUNO è riconducibile a danno da vaccino (tutt’al più, due casi di memingite si sono verificati nonostante il vaccino). Un caso che non era stato segnalato dai medici (SIDS) che avevano già escluso clinicamente la correwlazione è stato segnalato comunque dalla casa farmaceutica (e poi dite che nascondono i dati!)
        http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/Rapporto_sorveglianza_vaccini_2014-2015acc_0.pdf pagine 33-34
        .

      • Certo che ho letto il resoconto (lei forse no).
        Concludono dicendo “Les métaux sont retrouvés à l’état de traces dans tous les médicaments injectables analysés, y compris le sérum physiologique. La présence de ces métaux à l’état de traces, qui ne peuvent être quantifiés par des méthodes pourtant sensibles, est le reflet de la réalité environnementale et ne doit pas être considérée comme un risque sanitaire.” TRADUZIONE: “I metalli sono ritrovati in tracce in TUTTI i campoioni, compresa la soluzione fisiologica. La presenza di tracce di questi metalli … riflette la realtà dell’ambiente e non deve essere considerata come un riscxhio sanitario”.
        Ha letto bene? TRACCE DI METALLI SONO PRESENTI ANCHE NELLA SOLUZIONE FISIOLOGICA, quella che viene somministrata a litri a milioni di pazienti ogni giorno!

  8. Chiedo scusa, ma alcuni dei signori (e signore) medici che qui si dichiarano favorevoli alla vaccinazione coatta di massa sono gli stessi che percepiscono incentivi di 15 euro per ogni vaccino somministrato, senza contare i buoni premio extra quando raggiungono l’obiettivo di vaccinare prima 500 pazienti e poi 1000 pazienti? Facciamo un po’ di calcoli, con solo un paio di vaccini al giorno alcuni medici già guadagnano quanto un impiegato medio. Lo chiedo per capire se alcuni commentano su questioni della salute umana in modo sincero o per proprio tornaconto di portafoglio.

    • Io sono medico ospedaliero e non mi occupo di vaccinazioni, quindi non ho il minimo incentivo economico.
      E conosco diversi pediatri che da sempre raccomandano le vaccinazioni, senza bisogno di incentivi, solo perché lavorano secondo scienza e coscienza. Insibnuare che lo fanno per i soldi è offensivo.
      Quanto al tornaconto economico, i medici e gli pseudo-scienziati che instillano ad arte dubbi sulla salubrità dei vaccini e pubblicizzano conferenze a pagamento, suggeriscono esami pre-vaccinali che spesso devono essere fatti in laboratori privati (suggeriti da loro) o terapie “disintossicanti” con preparati erboristici od omeopatici da acquistare nella farmacia della moglie, controlli periodici nei loro studi privati, quando non propongono a gtenitiri con bambini malati di fare causa allo stato per danni da vaccino (ovviamente loro fanno le perizie e gli studi di avvocati amici loro portano avanti il ricorso)… questi non hanno un tornaconto? La storia di Wakefield che ho raccontato qui sopra (fabbricazione di un falso scientifico in cambio di 500.000 sterline da uno studio di avvocati che aveva bisogno di una “base scientifica” per poratre avanti le cause) non le dice niente?

      Questo è uno dei più attivi medici anti-vaccinisti:
      http://www.lastampa.it/2014/03/27/italia/cronache/accuse-al-medico-anti-vaccini-cure-inutili-e-parcelle-stellari-PI2kPOwAzE91yb63ZKf92K/pagina.html
      http://www.pernoiautistici.com/2017/06/sospeso-massimo-montinari-il-medico-che-curava-gli-autistici-con-diete-e-integratori/

  9. Il problema principale dei vaccini, è che non sono puri ma contengono sostanze neurotossiche e cancerogene Conferiscono un immunità permanente per le quali il bambino viene vaccinato, ma i componenti vaccinali li rendono vulnerabili per contrarre altre patologie La vera immunizzazio ne si ha nel.contrarre la malattia stessa Poliomielite e difterite sono malattie debellate Verso la fine di luglio una amica di Roma tirocinante infermiera mi ha fatto sapere che al Bambino Gesù a Roma reparto malattie infettive pediatriche c’erano tanti bambini con morbillo, 90% erano stati vaccinati 10% non vaçcinati

    • I vaccini contengono sostanze neurotossiche e cancerogene? Ma davvero?!? Cosa? Il mercurio che è contenuto in quantità centinaia di volte inferiori a quelle contenute nel latte materno e nel pesce? L’alluminio che ingurgitiamo tutti i giorni con l’acqua che beviamo? Lei lo sa che i raggi UV sono potenti cancerogeni? Infatti possono causare melanomi e altri tumori della pelle. Allora teniamo tutti i bambini al chiuso, e quando escono li copriamo da capo a piedi, così non si abbronzano (e diventano magari rachitici)? Noi siamo circondati da sostanze cancerogene, ne mangiamo e inaliamo tutti i giorni ma il problema è la quantità. Un SINGOLO vaccino (perché l’esavalente è UN vaccino che protegge da 6 malattie) cosa può contenere in quantità comparabili a quello che un lattante ingurgita più volte al giorno per mesi, o che noi mangiamo per anni tutti i santi giorni?
      Quanto alla sua amica di Roma, o se l’è inventata di sana pianta, oppure -se esiste- è molto mal informata o racconta bugie. Perché il primario della pediatria del Bambin Gesù (Villani) ha invece detto che è la bassa percentuale di bambini vaccinati che ha causato l’ondata di ricoveri
      “”Il calo della copertura vaccinale per il morbillo – ha affermato Villani – sta portando, come previsto, ad un aumento dei casi. La malattia si diffonde ma è da tempo che le società scientifiche hanno messo in guardia: l’aumento dei casi è un dato atteso e frutto di una disattenzione collettiva”.
      http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2017/05/04/-morbilloricoveri-decuplicati-al-bambino-gesu-nel-2017-_d35d4fb8-fa04-4e41-8f6d-773d56ca3c1f.html
      http://www.ilgiornale.it/news/cronache/roma-bimba-muore-morbillo-i-medici-vaccino-si-sarebbe-1414358.html

  10. Ma l evoluzione della specie? Quindi Darwin era un cretino? Questi pseudo scienziati ci vogliono curare già da quando siamo in pancia.. siete dei pescivendoli!!! Con tutto il rispetto per la categoria…

    • Darwin ha descritto quello che avviene in natura tra gli animali, non ha fatto un proclama in cui suggeriva di lasciare che chi è inadatto all’ambiente soccomba.
      Credo che i genitori di bambini con gravi malformazioni che sono riusciti a nascere grazie a un intervento chirurgico in utero, o a sopravvivere grazie a un intervento chirurgico subito dopo la nascita non siano d’accordo con lei. Anzi, immagino che siano molto grati a quelli che lei chiama sprezzantemente “pseudo scienziati pescivendoli”.
      Comunque, per essere coerente, lei non dovrebbe MAI andare da un medico, neanche se in fin di vita, perché secondo la sua interpretazione di Darwin solo chi ce la fa da solo merita di sopravvivere.

      • Gent.ma Dott.ssa Chiara,
        credo asolutamente che Lei sia in perfetta buona fede. Tuttavia le domande che mi pongo sono tante e tutte senza risposta.
        Wakefield avrà avuto le sue sporche ragioni nel fare le sue rcerche. Ma c’è qualche ricerca scientifica seria in corso per spiegarci come mai negli anni 70 si aveva un caso di autismo su 15.000 mentre oggi siamo arrivati ad averne 1 su 100 ?
        O anche queste sono pure menzogne? E i dati AIFA riguardanti gli anni 2014- 2015 – 2016 che parlano di 5 morti da vaccino – 456 reazioni avverse gravi neurologiche … anche queste sono menzogne ? E invece le menzogne della Lorenzin che da Vespa parlava di più di 240 morti per morbillo nella sola Londra nel 2013 ed altrettanti nel 2014 ? Quando c’è stato un solo adulto morto di morbillo a 25 anni ? Come mi spiega tutto questo ?

        • I dati AIFA riguardanti gli anni 2014- 2015 – 2016 NON parlano di 5 morti da vaccino, ma di 5 morti AVVENUTE DOPO UN VACCINO. Se legge il rapporto ( http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/rapporto-sulla-sorveglianza-postmarketing-dei-vaccini-italia-anno-2014-2015) , in particolare alle pagine 33-34, scoprirà che le morti non erano dovute al vaccino:
          Un caso ( bambino di due mesi, nato alla 30° settimana con insufficienza respiratoria ed ittero. Deceduto circa sei ore dopo la somministrazione della prima dose di Infanrix Hexa e di Prevenar 13), all’autopsia è risultato che era morto per enterite emorragica e una anemia acuta poliviscerale con riscontro di rotavirus nelle feci per cui non risulta essere stato vaccinato)
          Il secondo (un bambina prematura di 34 settimane vaccinata con Infanrix Hexa e Prevenar 13, morta una settimana dopo la vaccinazione) non era stato segnalato dall’ospedale che aveva riscontrato la tipica morte improvvisa del lattante (SIDS). La ditta, comunque (invece di nascondere le cose come dite che fanno), ha fatto più tardi la segnalazione. Diversi
          studi condotti negli anni scorsi hanno dimostrato che non esiste alcuna relazione causale tra l’esposizione ai vaccini e la SIDS e che l’incidenza della SIDS è la stessa sia in presenza che in assenza di vaccinazione (anzi, pare che sia meno frequente tra i bambini vaccinati) . Il fatto che una SIDS si possa verificare a breve distanza dalla vaccinazione non implica quindi alcun rapporto di causa effetto.
          Il terzo caso è quello di un ragazzo di 13 anni per sepsi da meningococco C in soggetto vaccinato otto anni prima con vaccino singolo antimeningocco C. In questo caso non si può certo parlare di “morte causata da vaccino” ma casomai, piuttosto, di inefficacia a lungo termine della vaccinazione.
          Il quarto caso nato di 11 settimane vaccinato con Bexsero otto giorni prima. Al momento del ricovero il paziente si presentava in condizioni cliniche generali scadenti. Un campione di sangue ha consentito di accertare una setticemia da Neisseria Meningitis sierogruppo B. Il decesso del neonato si è verificato per le conseguenze della setticemia. La segnalazione presenta le caratteristiche di un evento correlato solo dal punto di vista cronologico. Il vaccino in questione, per le modalità di produzione (tecnica di reverse vaccinology) non contiene né il batterio vivo né il batterio ucciso . Il periodo di incubazione
          del meningococco B (da 2 a 10 giorni) giustificherebbe un’infezione precedente alla vaccinazione che comunque è stata effettuata con un intervallo troppo breve per aver avuto effetto protettivo.
          L’ultimo caso è di un neonato di 11 settimane, nato pretermine a 33 settimane, con sequestro polmonare e malformazione già diagnosticata in utero tramite ecografia con stenosi aortica dalla nascita, ipertrofia e sovraccarico ventricolare sinistro.
          Vaccinato con Infanrix Hexa, Prevenar 13 e Rotarix, in quanto soggetto ad alto rischio, dopo 9 giorni dalla vaccinazione
          insorgeva dispnea grave, con frequenza cardiaca di 220 bpm ed si verificava il decesso dopo 7 ore dal ricovero. Essendo cardiologa non avrei dubbi ad attribuire la morte alla grave cardiopatia congenita.
          DUNQUE DI CHE PARLIAMO? NON SONO MORTI DA VACCINO, SONO MORTI DA INFEZIONE O DA CARDIOPATIA O DA ARITMIA (LA SIDS) CHE NON HANNO UN NESSO -SE NON TEMPORALE- COL VACCINO.
          .

          • Salve Chiara, essendo lei cardiologa posso chiederle se il morbillo può causare arresti cardiocircolatori?

          • Non che mi risulti. Se poi uno che febbre molto elevata, poi suda e ha un’ipopotassiemia ha un’aritmia è un’altro paio di maniche. Ho seguito una volta un caso di un ragazzo che ha avuto un arresto cardiaco prolungato per una cosa analoga.
            Come il caso riportao ieri dai giornali di un bambino che “sembrava morto” dopo il vaccino (e si è ripreso prontamente) una ragionevole possibiolità è che abbia avuto una sincope vaso-vagale (magari da stress). Quando sono andata a fare il prelievo di sangue per il gruppo sanguigno, a 10 anni, a me non è successo niente, ma mio fratello diciotetnne che mi accompagnava ha vuto una sincope alla vista del sangue. Mio figlio a 7 anni è cascato per terra (e ha girato in alto gli occhi, il polso non si sentiva: sembrava morto) dopo una gita in montagna, credo per il dolore di una vescica al piede. Io da bambina svenivo spesso in chiesa durante la messa se stavo in piedi, ho avuto una sincope a 20 anni quando mi stavano medicando un dito ferito, quando ho visto quanto era maciullato, una mia collega è svenuta nella sala parto in cui era andata ad accompagnare un’amica…

          • Grazie per la risposta.
            Eppure uno dei 3 casi che epicentro dichiara come morti per morbillo è questo:

            La bimba di 16 mesi morta all’ospedale Bambino Gesù di Roma lo scorso 28 giugno era positiva al virus del morbillo. La struttura ha annunciato che sono in corso le analisi per verificare l’eventuale nesso causale tra la malattia e l’evento. Seguita dall’ospedale già dall’età di 3 mesi per altre malattie precedenti, la paziente era stata ricoverata il 10 giugno in seguito a febbre persistente e successiva coagulopatia, con necessità di trasferimento in Rianimazione.
            La conferma della positività al morbillo, scrive l’ospedale, è arrivata oggi dall’Istituto Superiore di Sanità. Durante la degenza le sue condizioni cliniche erano progressivamente migliorate, fino all’ultimo esame clinico obiettivo del 28 giugno nel reparto di Pediatria. “Nell’arco della serata dello stesso giorno, tuttavia – si legge nel comunicato – compariva improvvisamente nel sonno un arresto cardio-respiratorio irreversibile. Sono in corso analisi anatomo-patologiche finalizzate a verificare il nesso causale tra la malattia e l’evento fatale”.

            Forse era meglio se chiedevano anche il suo parere prima di confermarla come morte da morbillo.

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