Trump, gli evangelici e l’integralismo cattolico che irrita Roma

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La destra religiosa che in America è ben rappresentata soprattutto dagli evangelici sembra aver ripreso un posto di primissimo piano nella politica degli Stati Uniti. Addirittura in quella che è la stanza dei bottoni per eccellenza, lo Studio Ovale della Casa Bianca, l’ufficio del presidente. Almeno stando alla foto postata su Twitter da Johnnie Moore, titolare dell’agenzia The Kairos che si occupa della comunicazione e dei rapporti con i media di diverse organizzazioni religiose statunitensi. Inconfondibile la chioma di Donald Trump, fotografato di spalle, mentre su di lui si appoggiano o sono indirizzate le mani di pastori e ministri di culto evangelici che pregano con fervore, capo chino e occhi chiusi.

Una foto eloquente

La foto è particolarmente incisiva e dimostra quello che sta accadendo. Se  i pastori hanno pregato “per la saggezza, per la guida e per la protezione di Dio sulla famiglia del presidente”, è un dato di fatto che hanno anche trovato un interlocutore come non accadeva da parecchi anni.  Tra i leader religiosi presenti, c’era anche la potentissima Paula White, televangelista pentecostale della Florida, che ha postato a sua volta la foto su Instagram. E’ considerata la “pastora” del presidente, sua personale consigliera spirituale, a capo dell’Evangelical Advisory Board della Casa Bianca. E non sono poche le affinità con Trump: tre matrimoni, come il presidente, qualche scandalo finanziario e migliaia di fedeli disposti a seguirla. Trump l’aveva invitata a innalzare la preghiera di dedicazione durante l’insediamento dello scorso gennaio, prima donna nella storia ad avere un tale onore.

Il feeling con la destra religiosa

Un feeling, quello con la destra religiosa americana, che ha consentito a Trump di sconfiggere la liberal Hillary Clinton. La stragrande maggioranza degli evangelici bianchi (oltre l’80%) ha votato per lui alle scorse elezioni e l’indice di gradimento resta altissimo e superiore alla media nazionale in questa specifica fascia di popolazione. Dopo George W. Bush, Trump è sicuramente stato il più bravo a giocare la cosiddetta “God card”, la carta di Dio. Non c’è scandalo che ne scalfisca la fiducia. Gli evangelici – soprattutto quelli del Sud – adorano il “loro” campione. Qualcuno lo aveva definito un “matrimonio di convenienza”, ma la storia sta dimostrando che c’è molto di più: la speranza di dettare un’agenda politica che porti a restrizioni su aborto e diritti civili per la comunità Lgbt, ma anche istruzione e libertà religiosa.

L’allarme della Civiltà Cattolica

Un orientamento che sembra lontanissimo dal pensiero di Papa Francesco. Almeno stando al lungo articolo pubblicato su La Civiltà Cattolica (la rivista dei gesuiti le cui bozze vengono visionate nella Segreteria di Stato vaticana) a firma del direttore Antonio Spadaro, autentico alter ego del Pontefice, e di Marcelo Figueroa, responsabile della versione argentina dell’Osservatore Romano. Un pezzo dal titolo più che eloquente: “Fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico – Un sorprendente ecumenismo”.

Critiche severe

“Specialmente in alcuni governi degli Stati Uniti degli ultimi decenni – scrivono gli autori – si è notato il ruolo sempre più incisivo della religione nei processi elettorali e nelle decisioni di governo: un ruolo anche di ordine morale nell’individuazione di ciò che è bene e ciò che è male. A tratti questa compenetrazione tra politica, morale e religione ha assunto un linguaggio manicheo che suddivide la realtà tra il Bene assoluto e il Male assoluto”. E proseguono notando che “Facendo leva sui valori del fondamentalismo, si sta sviluppando una strana forma di sorprendente ecumenismo tra fondamentalisti evangelicali e cattolici integralisti, accomunati dalla medesima volontà di un’influenza religiosa diretta sulla dimensione politica”. E ancora: “L’universo di convergenza ecumenica, tra settori che paradossalmente sono concorrenti in termini di appartenenza confessionale, è ben definito. Quest’incontro per obiettivi comuni avviene sul terreno di temi come l’aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’educazione religiosa nelle scuole e altre questioni considerate genericamente morali o legate ai valori. Sia gli evangelicali sia i cattolici integralisti condannano l’ecumenismo tradizionale, e tuttavia promuovono un ecumenismo del conflitto che li unisce nel sogno nostalgico di uno Stato dai tratti teocratici. La prospettiva più pericolosa di questo strano ecumenismo è ascrivibile alla sua visione xenofoba e islamofoba, che invoca muri e deportazioni purificatrici”. Infine, Spadaro e Figueroa sottolineano che “È chiara l’enorme differenza che c’è tra questi concetti e l’ecumenismo incoraggiato da papa Francesco con diversi referenti cristiani e di altre confessioni religiose, che si muove nella linea dell’inclusione, della pace, dell’incontro e dei ponti”.

Parole che suonano ancora una volta come uno schiaffo a precisi settori del cattolicesimo, destinate a far discutere, non solo negli Stati Uniti.

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