Iraq: prosegue l’avanza delle truppe lealiste a Mosul, occupati altri quartieri Ancora combattimenti nella Città vecchia dopo la riconquista della moschea di Al Nuri. Tra i 15 e 20 mila civili intrappolati

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Prosegue l’avanzata delle forze lealiste irachene nei quartieri della Città vecchia di Mosul ancora in mano all’Isis dopo la riconquista delle rovine della moschea di Al Nuri, luogo simbolo del Califfato. Il comandante della polizia federale nell’offensiva, generale Raed Shaker Jawdat, ha annunciato che le sue truppe hanno occupato altri settori dei quartieri di Bab Lakash e Bab al Jadid, compresa la moschea di Kaab bin Malik. Un numero imprecisato di miliziani dell’Isis continua ad opporre un’accanita resistenza in un’area ristretta del centro, dove, secondo l’esercito di Baghdad, sono ancora intrappolati tra i 15.000 e i 20.000 civili.

In questa situazione, è diventata ormai un inferno la vita delle decine di migliaia di civili intrappolati nella Città vecchia, ridotti alla fame e senza riparo, mentre centinaia di jihadisti continuano ad opporre una disperata resistenza. Oltre 850.000 persone sono fuggite dalla città negli otto mesi dell’offensiva. I soldati iracheni dicono di avanzare tra case distrutte, con l’odore di corpi in decomposizione che si leva da sotto le macerie e i vicoli disseminati dai cadaveri di jihadisti.

Quasi 400 chilometri ad ovest altri 100.000 residenti, sempre secondo le stime delle Nazioni Unite, sono bloccati a Raqqa, la “capitale” siriana dell’Isis, dove le milizie curde sostenute dai bombardamenti della Coalizione internazionale a guida Usa cercano di avanzare verso il centro.

La scorsa settimana la moschea Al Nuri, risalente al XII secolo, e il suo tipico minareto pendente detto Al Hadba (“il gobbo”), erano stati distrutti mentre già infuriavano i combattimenti nell’area. Il governo iracheno ha affermato che a farli saltare in aria è stato l’Isis. L’autoproclamato Stato islamico, che ha quasi sempre rivendicato i tanti atti di devastazione di questo tipo di monumenti e siti archeologici, ha negato ogni responsabilità affermando che moschea e minareto sono stati distrutti in un bombardamento della Coalizione internazionale a guida Usa. La stessa Coalizione ha smentito.

A parte i pochi quartieri ancora nelle mani dell’Isis nel centro di Mosul, in Iraq i jihadisti controllano una vasta enclave di 100 chilometri per 50 a ovest di Kirkuk e una larga fascia di territorio lungo circa 400 chilometri di frontiera con la Siria. “Non ci fermeremo – ha affermato il premier Abadi – continueremo a combattere Daesh fino a quando l’ultimo loro sarà stato ucciso o portato davanti alla giustizia”.

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