Nuovi trend salutistici: tecnologia, architettura e la moda unite contro lo smog

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L’inquinamento atmosferico è un grave pericolo per la salute mi milioni di cittadini. Per tale motivo, anche le arti e le scienze si mobilitano insieme a favore dell’aria pulita per combattere lo smog.

Qualità dell’aria pessima

Secondo dati recenti diffusi dalla Banca Mondiale, gli agenti inquinanti sono responsabili di diverse malattie mortali tanto che, nel 2016, la qualità dell’aria è diventata il quarto fattore di morte prematura. Un problema che vede coinvolti non solo governi e ong: ora anche semplici cittadini – magari riuniti in movimenti – ricercatori, creativi e imprese propongono soluzioni pratiche anti-smog.

Pannelli che respirano

Un esempio di innovazione verde è già visibile per le strade italiane: speciali pannelli pubblicitari anti-smog ricoprono il Palazzo della Cancelleria e Piazza del Parlamento a Roma e il Palazzo Generali a Milano. Questi rivestimenti non sono semplici manifesti, ma teli fatti con un tessuto innovativo, chiamato ‘The Breath’ (“respiro”), progettato da una start-up specializzata in tecnologie per l’ambiente, la Anemotech di Pavia in collaborazione con l’università Politecnica delle Marche. Il materiale assorbe e disgrega le molecole inquinanti limitrofe riducendo in modo significativo la concentrazione di veleni nell’atmosfera. L’azienda Urban Vision, leader nei restauri sponsorizzati di chiese e palazzi storici, ha siglato una partnership per l’uso del nuovo tessuto nelle maggiori città italiane.

Forestazione urbana

Proposte concrete anche dal mondo dell’architettura. Lo studio Boeri ha appena presentato il progetto di 2 ‘grattacieli-foreste’, gemelli al suo Bosco Verticale di Milano, che sorgeranno a Nanchino, in Cina e ha in corso nuovi progetti di forestazione verticale in Albania, Chicago e a Losanna. “Se Stefano Boeri ha escogitato un modo ingegnoso per ridurre lo smog delle città con grattacieli di foreste al posto di vetro e metallo che riflettono luce solare e riscaldano le città – dicono all’Ansa gli architetti responsabili del progetto – la forestazione urbana sarà destinata a prendere sempre più spazi, oltre i semplici giardinetti di quartiere, sotto la spinta di ambiziosi progetti architettonici, sviluppati anche in verticale”.

Inchiostro dallo smog

Ma le invenzioni anti-smog non si limitano al Bel Paese. A Hong-Kong c’è quella più “simpatica”: la marca di birra di Singapore ‘Tiger Beer’ trasforma l’inquinamento…in inchiostro nero. “Air-ink” – questo il suo nome – è fatto di fuliggine di carbonio raccolta dagli scarichi di macchine diesel e ciminiere sparse per la Cina, il Paese più inquinato al mondo. Ne sono stati prodotti 150 litri ad Hong Kong e Bangalore e l’innovativo inchiostro è stato usato da due noti artisti di graffiti urbani, Bao Ho e Kristopher H., che ne hanno fatto enormi pannelli con messaggi di allarme anti-smog.

Moda anti smog

Anche la moda si mobilita per l’aria pulita. Airmotion Laboratoires ha messo a punto con il designer danese pluripremiato Lars Larsen, delle mascherine anti smog per bambini belle e funzionali. Si chiamano Wooby Play e, oltre a essere di moda, fermano il 95% delle particelle inquinanti. Infine, la holding multinazionale del lusso Kering, fondata da François Pinault, che possiede 19 brand, ha annunciato una nuova App, My EP&L, in grado di calcolare qunato siano inquinanti le creazione di moda – dalle scarpe ai gioielli, dagli abiti alle borse – e suggerire strategie alternative per produrli senza inquinare. La strada per cancellare lo smog dalle nostre città è ancora lunga, ma ci sono molti spiragli di luce.

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