Germania, Francia e Olanda contro il summit Nato in Turchia Erdogan aveva chiesto che nel 2018 si svolgesse ad Ankara. Contrari anche la Danimarca e altri Paesi dell'Alleanza

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Germania, Francia, Olanda, Danimarca e altri Paesi Nato hanno impedito che il prossimo vertice dell’Alleanza atlantica venga organizzato in Turchia. Lo scrive la Welt. Nel 2016, al summit di Varsavia, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si era offerto di ospitare a Istanbul il prossimo incontro, previsto nel 2018. Ora, secondo la Welt, il Belgio sarebbe pronto a organizzare il vertice a Bruxelles. Una decisione formale dovrebbe essere essere presa a giugno in occasione della riunione dei ministri della Difesa della Nato. “Non vogliamo valorizzare a livello internazionale la Turchia e intendiamo evitare l’impressione che la Nato sostenga la politica interna del governo turco“, hanno spiegato al quotidiano delle alte fonti diplomatiche della Nato.

Una presa di posizione che rischia di incrinare i sempre più fragili equilibri all’interno dell’Alleanza (nella quale la Turchia costituisce il secondo Paese dopo gli Stati Uniti per contributo militare). Ad agevolarsene potrebbe essere la Russia di Vladimir Putin che sta costruendo una corsia preferenziale con Ankara. In questa direzione sembra andare il decreto col quale Putin ha cancellato alcune delle misure economiche restrittive adottate da Mosca nei confronti della Turchia: lo riferisce il Cremlino. Il documento prevede, tra l’altro, l’eliminazione delle restrizioni alle attività delle società turche in Russia e del divieto di impiego di cittadini turchi nella Federazione russa.

Con il decreto “Sulla cancellazione di alcune misure economiche speciali nei confronti della Repubblica turca” inoltre Putin ordina al ministero degli Esteri russo di avvisare Ankara del ripristino parziale di un accordo bilaterale del 2010 sui viaggi dei cittadini russi in Turchia e di quelli turchi in Russia. In particolare potranno recarsi in Russia senza visto i membri degli equipaggi degli aerei turchi e i cittadini turchi in possesso di passaporto di servizio che si recano in Russia per brevi viaggi d’affari, compresi i membri delle rappresentanze diplomatiche e consolari turche in Russia e i loro familiari. A patto che Ankara introduca aperture analoghe nei confronti dei cittadini russi con passaporto di servizio.

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