Presidenziali francesi: Macron vince il primo dibattito tv, flop Fillon

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Emmanuel Macron (En Marche) vince il primo dibattito tv tra i cinque principali candidati per le presidenziali francesi. Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Elabe per Bfm-Tv, l’ex ministro ha convinto il 29% dei telespettatori intervistati, seguito, al 20%, dal leader della sinistra alternativa, Jean-Luc Mélenchon. Marine Le Pen, candidata del Front National, e quello dei Républicains, Francois Fillon, sono entrambi al terzo posto, al 19%. Mentre il socialista Benoit Hamon chiude la classifica con l’11%.

Vincitore

Il gradimento degli spettatori rispecchia l’andamento del dibattito che ha visto in Macron (39 anni) l’assoluto protagonista. “Tutti quelli che sono qui sono qui ci sono da anni, sono i rappresentanti della vecchia politica – ha spiegato . Io ho creato un movimento nuovo, che vuole rinnovare il Paese”. Una presa di distanze che mira a conquistare non solo il voto dei giovani ma anche quello dell’ampia platea di scontenti e anti-casta cui si rivolge Le Pen.

Dibattito

E infatti il candidato di En Marche è stato preso di mira proprio dalla leader del Front National che percepisce evidentemente la minaccia rappresentata dall’homo novus di turno. Le Pen lo ha accusato di essere “per il burkini“. Pronta la replica di Macron, fino a quel momento molto pragmatico: “Madame, non ho bisogno di un ventriloquo”. Da questo momento in poi, i due candidati dati in testa dai sondaggi hanno cominciato a punzecchiarsi. Ma l’ex socialista si è trovato di fronte anche gli altri candidati, a cominciare dall’ex compagno di maggioranza Benoit Hamon, candidato del partito socialista che molti del suo partito non votano preferendo il “traditore” Macron. Quando l’ex ministro dell’Economia ha spiegato che il suo movimento “En Marche!” si autofinanzia con le donazioni, da Hamon è arrivato il colpo basso: “Sono defiscalizzati vero? Può assicurare che non ci sono dirigenti di case farmaceutiche”. Secco Macron: “Lei non può pensare che io vada a controllare l’identità di chi fa le donazioni, ma tutto è trasparente e pubblico, chiunque può controllare”.

Le Pen

Il dibattito, inedito in Francia dove in tv nel passato ci sono stati solo i faccia a faccia fra gli sfidanti al ballottaggio, è stato molto vivace, a tratti nervoso. Marine Le Pen ha attaccato sull’immigrazione, la sicurezza, la laicità. “Io sono per fermare quest’immigrazione, i francesi non ne possono più”, ha detto la presidente del Front National, aggiungendo che “la Francia non può offrire a nessuno del lavoro che non c’è neppure per i francesi“. Duri i toni anche sulla laicità, la sicurezza, la disoccupazione. Dopo lo spazio preponderante alle inchieste giudiziarie e agli attentati, a 34 giorni dal voto i concorrenti sono finalmente stati chiamati ad illustrare i loro programmi, a confrontarli, a combattere per convincere gli elettori.

Tutti contro uno

Negli studi di Tf1 erano solo in 5 e all’inizio Fillon, Macron, Le Pen hanno solidarizzato con i 6 esclusi, anche se si tratta di candidati minori che i sondaggi non prendono in considerazione. Il previsto schema “tutti contro Macron“, candidati dei partiti tradizionali che si vedono scavalcati dal giovane leader del movimento “En Marche!”, si è puntualmente verificato. La crescita di Macron nei sondaggi, oltre ogni rosea previsione, ha accentuato questa tendenza. Tutte le inchieste lo danno pari o addirittura davanti a Le Pen al primo turno, con Fillon staccato di 10 lunghezze e gli altri a seguire. Il candidato dei Républicains, travolto dalle inchieste, è apparso il meno battagliero e meno incisivo dei cinque. Il dibattito di tre ore è il primo di una serie di tre che precederanno l’appuntamento del 23 aprile, poi ci saranno i faccia a faccia prima del ballottaggio.

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