Clima estremo e temperature eccezionali: le responsabilità dell’uomo L'attività umana favorirebbe l'intensificarsi dei fenomeni atmosferici. Lo riporta l'Omm nel corso della Cop22 sul clima

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Che l’influenza umana sul clima terrestre avesse un peso considerevole non è certo una novità. Che le sue conseguenze fossero così immediate e sempre più visibili è un dato parzialmente inatteso, e che desta preoccupazione. A darne conferma è l’Organizzazione mondiale per la meteorologia delle Nazioni Unite (Omm), che ha pubblicato i dati della propria ricerca – raccolti nel rapporto The global climate 2011-2015 nel corso della 22nd Conference of the parties (Cop22) in corso a Marrakech, in Marocco.

Prendendo in esame il quinquennio intercorso tra gli anni 2011 e 2015, gli studi condotti dall’Omm hanno riscontrato l’indice di surriscaldamento globale più alto di sempre: cinque anni di fuoco, destinati a essere superati da un sesto, il 2016, ancor più bollente.

Termometri che salgono, fenomeni atmosferici in aumento. Stando a quanto dichiarato nel rapporto sul clima, il prolungato diffondersi dei gas serra nell’atmosfera terrestre avrebbe indotto a un sistematico aumento delle temperature negli ultimi anni. Diretta conseguenza, pur restando su un indice d’incidenza parzialmente limitato, l’accrescimento delle probabilità di verifica (e della violenza) di eventi climatici quali uragani, alluvioni e siccità. Di particolare interesse, nell’ambito dello studio, l’analisi condotta sulle stagioni estive 2013 e 2014, eccezionalmente calde in diverse zone del pianeta.

Una forte dose di responsabilità sarebbe da attribuire alle attività umane operate sulla superficie terrestre: l’utilizzo preponderante di combustibili fossili, unito alle quotidiane emissioni di anidride carbonica nell’aria – che nel 2015 hanno sistematicamente superato le 400 parti per milione -, inciderebbe in buona misura sul rapido discioglimento dei ghiacci antartici (con conseguente innalzamento del livello marino) e sull’aumento delle temperature globali, sia in estate che in inverno, ma anche sul manifestarsi di eventi atmosferici eccezionali.

Fin qui nulla di particolarmente nuovo. Ma c’è un dato che preoccupa: più che le già note percentuali degli indici d’incidenza umana sul clima, a sorprendere è la rapidità con la quale i suoi effetti si sono manifestati (e che continuano a manifestarsi), al netto di previsioni stimate decisamente più orientate a un prossimo futuro che a un immediato presente. E’ anche vero che, stando ancora a quanto riportato dall’Omm, la presenza dei gas serra aumenterebbe le probabilità di eccezionali eventi atmosferici di circa 10 volte e, considerandone i dati sulle percentuali di emissione, il rischio è davvero concreto. A testimoniarlo sono i numeri: circa 300mila morti e oltre 90 miliardi di euro di danni economici sono stati causati dalle catastrofi degli ultimi cinque anni.

Urge un serio cambio di rotta, perché gli esperti parlano di una “nuova era climatica” in arrivo. Attesa sì, ma forse non così presto.

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