Farmaci antitumorali a peso d’oro: azienda multata

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Speculare sul male altrui: un atto abominevole soprattutto se commesso da quanti, una malattia, sarebbero chiamati a curarla. E’ quanto accaduto alla multinazionale farmaceutica Aspen Pharma che è stata condannata da un giudice a pagare 5 milioni di euro di multa per aver rincarato del 1500% – vale a dire quindici volte il prezzo base – i farmaci oncologici “salvavita” destinati a vecchi e bambini.

Secondo l’Autorità antitrust, sulla base di un’accusa articolata e documentata, l’azienda ha generato per il mercato italiano “Prezzi iniqui”. Nello specifico, Aspen, “Dopo aver acquistato da GlaxoSmithKline il pacchetto di farmaci antitumorali, il cui brevetto era scaduto da decenni, ha avviato una negoziazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) volta esclusivamente ad ottenere ingenti aumenti di prezzo, pur in assenza delle necessarie giustificazioni economiche”. La multinazionale è riuscita così ad ottenere “elevatissimi incrementi di prezzo compresi tra il 300% e il 1500%” minacciando l’interruzione delle fornitura diretta dei farmaci al mercato italiano.

L’azienda finita nel mirino dell’Antitrust è una multinazionale con sede nelle isole Mauritius – nell’Oceano Indiano sud-occidentale – rappresentata in Italia dalla Aspen Italia Srl, una società a responsabilità limitata costituita nel 2014 con un milione di euro di capitale sociale la cui denominazione è: “Procacciatori d’affari di prodotti farmaceutici e di cosmetici“. Nel 2015 ha dichiarato ricavi per circa 6 milioni e seicentomila euro. Ora però dovrà pagarne 5 per il prezzo a dir poco elevato di farmaci necessari alla sopravvivenza di migliaia di persone.

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