SIRIA, RAID RUSSI SULLE POSTAZIONI ISIS DI PALMIRA Il nunzio apostolico a Damasco: "La guerra qui si fa per interessi geopolitici"

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Proseguono i raid russi sulle postazioni del sedicente stato islamico nel cuore della Sriria. Secondo quanto afferma il Ministero della Difesa di Mosca, sei bombardieri strategici russi Tu-22M3 hanno colpito le postazioni dei terroristi dell’Isis “a est e a nordest di Palmira, vicino ai centri abitati di Es Sukhne e Araq”. Nella nota si precisa che i jet sono decollati da basi militari presenti sul territorio russo. Nella nota si legge che nei raid vicino Es Sukhne sono stati distrutti un punto di comando e un campo d’addestramento, mentre in quelli vicino Palmira e Araq un deposito di armi sotterraneo e 14 mezzi militari. Inoltre sono stati “eliminati numerosi nemici”.

Dura la replica della Chiesa. “Qui si tocca con mano come purtroppo la Siria sia divenuta un campo di battaglia per interessi geopolitici regionali e internazionali. Sempre di più è diventato evidente che è una guerra per procura; è una guerra molto complicata e qui si esigerebbe – come dice anche il Papa – una volontà più forte, più decisa da parte dei potenti per poter calmare questa terribile guerra”. E’ quanto affermato alla Radio Vaticana dal nunzio apostolico a Damasco, mons. Mario Zenari, che ha poi commentato l’appello per la pace in Siria lanciato da Papa Francesco“Bergoglio usa delle parole forti – sottolinea il nunzio -: è inaccettabile, dice, che tante persone inermi, civili e soprattutto tanti bambini paghino il prezzo di questo conflitto’. E qui vorrei ricordare anche il continuo richiamo delle Nazioni Unite ai belligeranti, il grave obbligo che hanno i belligeranti di rispettare il diritto umanitario internazionale, a cominciare dalla protezione dei civili”.

Anche il presidente dell’Onu, Ban Ki-moon, non cessa di ripetere che anche la guerra ha delle regole. Ma, come ricorda il presule, “per quanto riguarda la protezione dei civili si è rivelato un fallimento in questi cinque anni e mezzo di guerra: se pensiamo che quotidianamente sono colpiti ospedali, scuole, mercati popolari, addirittura campi profughi, chiese, moschee; se pensiamo che la popolazione civile innocente è stata più volte ormai nel corso degli ultimi tre anni vittima, per esempio, dell’arma chimica: la comunità internazionale ha accertato, purtroppo, l’uso di questa arma chimica anche se non ha ancora individuato i colpevoli”. A farne le spese è la popolazione civile, innocente vittima della fame. Si stima che circa 600 mila persone siano assediate. Poi ci sono circa cinque milioni che vivono in località di difficile accesso a causa della guerra.

“Vorrei ricordare la popolazione civile in alcune zone vittime della sete – ha continuato il nunzio -: pensiamo ad Aleppo dove qualche mese fa sono state chiuse le condutture dell’acqua; pensiamo ancora ai medicinali, alle volte anche questi usati come arma: in alcune località è vietato l’accesso ai medicinali, agli strumenti chirurgici”. “E poi tra queste vittime civili – come ben ricorda il Papa – ci sono i bambini: e qui fino a un anno fa, le statistiche parlavano di circa 14 mila vittime tra i bambini e i minorenni morti in Siria, ai quali poi vanno aggiunti quelli morti nelle traversate del mare, alcuni di questi bambini morti per fame, diversi mutilati”, aggiunge il nunzio. “Quindi – conclude – direi che questo richiamo del Papa è molto, molto opportuno”

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