SIAMO IN GUERRA

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Nelle ultime ore stiamo assistendo a drammi inauditi, tra i morti innocenti di Nizza e il colpo di stato in Turchia. La gente ha paura, è spaventata perché cresce l’insicurezza tra i popoli e ogni giorno nuovi scenari di terrore emergono.

Il dolore per quanto avvenuto a Nizza è lacerante, specialmente nel vedere quei corpicini dilaniati dalla ferocia di un crudele assassino. Bambini usciti con i genitori per andare a vedere lo spettacolo dei fuochi d’artificio che hanno lasciato improvvisamente l’esistenza. Insieme a loro tanti altri morti e feriti, in una scia di orrore che sembra non fermarsi.

Siamo ormai un Occidente prigioniero di fanatici terroristi che hanno dichiarato una guerra senza precedenti di cui purtroppo l’Europa ancora non si è accorta. La Francia sta pagando a carissimo prezzo i non pochi errori di politica estera assieme a processi d’integrazione fallimentari. Giovanissimi cittadini naturalizzati in Francia e di certo non arrivati con i barconi, hanno covato un rancore indescrivibile verso gli occidentali. È senza dubbio sconvolgente immaginare la forza dell’odio di un uomo che decide di arrotare e stritolare per un chilometro e novecento metri persone, donne e bambini innocenti, così, senza pietà… Un gesto non solo disumano, ma che oltrepassa qualsiasi razionalità.

Non avremmo pensato che la follia umana potesse arrivare a così tanto. La strage di Nizza ha superato le più funeste previsioni e analisi legate alle dinamiche che stanno colpendo l’Occidente in questi ultimi anni. Il terrorismo, piaga tra le più drammatiche e assurde dei nostri tempi, minaccia profondamente la legittima aspirazione di ogni essere umano alla pace, alla giustizia e alla libertà negando il diritto a ogni civile convivenza.

L’impegno deve realizzarsi anche sul piano pedagogico e politico: da una parte, rimuovendo all’origine le cause che generano ingiustizie, dalle quali spesso derivano le azioni più disperate e sanguinose; dall’altra, insistendo su una cultura ispirata al rispetto per la vita umana in ogni sua fase e circostanza. Per comprendere gli eventi tragici mostrati dai mass media è necessario risalire alle matrici che li generano: la strumentalizzazione della religione, la disparità economica, la mancanza di libertà politica, il divario tra i Paesi del mondo nonché una certa cultura di stampo anti occidentale.

Violenza, conflitto e terrorismo, come osservato da Papa Francesco durante il viaggio in Kenya, “si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. Giovanni Paolo II, a proposito della violenza eversiva, disse che “chi uccide con atti terroristici coltiva sentimenti di disprezzo verso l’umanità, manifestando disperazione nei confronti della vita e del futuro. Esso strumentalizza non solo l’uomo, ma anche Dio, finendo per farne un idolo di cui si serve per i propri scopi… Le tenebre non si dissipano con le armi; le tenebre si allontanano accendendo fari di luce… L’odio si vince solo con l’amore”.

Facciamo nostro l’invito, espresso in più occasioni dal Santo Padre, a pregare “per le vittime di questa crudeltà” chiedendo aiuto a Dio “perché converta il cuore dei violenti e di quanti sono accecati dall’odio”. Se è vero che siamo in una guerra mondiale a pezzetti, cerchiamo di non perdere la speranza nel rischio di cadere in quel diabolico tranello di chi specula sull’inimicizia tra i popoli e le culture.

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3 COMMENTS

  1. Ricorrenza della Bastiglia, 14 Luglio 2016: a Nizza poco meno di cento morti ammazzati da “fede” bacata e assassina…

    Semplicemente

    Una prece ed un lume
    per chi in pace riposa
    a forza interrato
    da un credo bacato,
    da una guerra ingloriosa,
    di chi in testa ha il marciume.

    …………………………………

    Sapienti, e voi, predicatori,

    voi, forse, che in giro
    strizzate i cervelli
    per fare a brandelli
    le vittime a tiro,

    del sole alla luce
    uscite a dannare
    e a forza gridare
    “Quel dio non lo vuole!”

    Oppure ne siete i…coautori!

    Così, egualmente,
    è il vortice insazio
    che tutto risucchia
    e a ogni filtro è contrario.

    Armando Bettozzi
    15 Luglio 2016

  2. Sono assolutamente d’accordo,ma cosa dire di tutti coloro che stanno riempiendo le spiagge accanto ai luoghi della strage nascondendosi dietro il motto:” la vita va avanti”? Questa a mio parere si chiama INDIFFERENZA e mi provoca orrore. Io sono con le vittime, con i loro familiari e con quanti rimangono scioccati di fronte alla vista di tanta atrocità. Mi riferisco certamente all’attacco subito a Nizza ma anche a tutte le altre atrocità che avvengono in altre parti del mondo ben più lontane da noi. Se stiamo diventando come i mezzi elettronici che utilizziamo sempre più spesso mi preoccupo per la disumanizzazione che sta prendendo piede. Come si può andare a prendere il sole e a fare il bagno a pochi metri dal luogo in cui qualche ora prima si è consumato un bagno di sangue ?

  3. Di quale terroristi parliamo? sono islamici fino al collo seguono il Corano, sono i veri seguaci di Maometto. Perchè non si ha il coraggio di dirlo. il Corano insegna l’odio,vuole tutti mussulmani o morti .Carissimo sacerdote la verità non deve aver paura di essere proclamata. Sono mussulmani che vivono e professano il Corano libro della morte non della vita. Provate a leggerlo e poi capirete.Grazie iandolo A.

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