MAFIA CAPITALE: LA CORTE DEI CONTI CHIEDE RISARCIMENTI PER 21 MILIONI Secondo i giudici contabili sussistono le condizioni per essere chiamati a rispondere per i danni

357
buzzi

“Nella Capitale la cosa pubblica, con riferimento ad intere gestioni, è stata completamente e costantemente deviata dal perseguimento dei fini di interesse generale e, viceversa, indirizzata alla cura di interessi privati illeciti, con conseguente alterazione sia a livello politico sia a livello gestionale, dei processi decisionali”. Lo scrivono i giudici contabili nell’invito a dedurre della Corte dei Conti con il quale si chiede a 21 persone un risarcimento di 20.864.398 di euro per i danni causati da “Mafia Capitale”. Nel documento si sottolinea poi come sussisterebbero “allo stato degli atti le condizioni per essere chiamati a rispondere” davanti la competente sezione giurisdizionale della Corte dei Conti “per i danni procurati alle pubbliche finanze”.

E se i giudici richiamano il ruolo svolto da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi tra i 21 soggetti sotto accusa ci sono imputati eccellenti del processo in svolgimento a Rebibbia, ma anche imprenditori od ex amministratori per cui i pubblici ministeri sono intenzionati a non procedere. Nell’elenco si trovano tra gli altri Giovanni Fiscon, Luca Odevaine, Angelo Scozzafava, Mirko Coratti, Luca Gramazio e Giordano Tredicine.

In ogni caso quello messo all’indice è “un vastissimo sistema di rapporti tra plurimi soggetti appartenenti al sistema amministrativo e a quello di vari rami dell’imprenditoria, soprattutto cooperativistica, caratterizzato da rapporti di tipo criminale”. Secondo la magistratura contabile le attività dei ventuno soggetti chiamati a dedurre sarebbero state finalizzate, a vario titolo, a “facilitare l’aggiudicazione di gare a favore di soggetti economici appartenenti al sodalizio criminale” Mafia Capitale.

Ma anche a “concorrere alla formazione del consenso politico ed istituzionale necessario alla nomina/conferma ai vertici di singoli apparati amministrativi di soggetti graditi al sodalizio e viceversa per la rimozione di quelli non graditi; ad “alterare nel complesso il regolare svolgimento dell’azione amministrativa in favore di interessi privati anche in settori amministrativi volti alla cura del disagio sociale ed economico”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS