Sempre sia dannato il fraudolento

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Liu Xiaobo

Tirate fuori i soldi e smettetela con questo stillicidio di manovre lacrime e sangue e tagli a sanità, pensioni, istruzione ricerca. A chi lo dico? A chi ci governa, ovviamente. Renzi, e quelli che l’hanno preceduto, almeno negli ultimi dieci anni. Trentadue condoni fiscali in 34 anni – il conto è di Mario Draghi – la dicono davvero lunga. Di quali soldi parlo? Appunto, di quelli dell’evasione fiscale. Troppi. 120 miliardi di euro, l’anno scorso, secondo Confindustria, 130 miliardi per la Corte dei Conti, 180 miliardi nelle stime di Tax Justice, 272 miliardi secondo Confcommercio: in ogni caso, oltre il 17,4 percento del Pil (prodotto interno lordo).

Facciamo una banale media aritmetica e attestiamoci sui 175 miliardi di euro circa l’anno, 14,5 miliardi al mese, oltre 480 milioni al giorno, 20milioni l’ora, 333mila euro al minuto. Il che significa che, quando avrete finito di leggere questo articolo, 1,5miliardi di euro saranno scomparsi nel nulla. Volatilizzati. Considerato che lo stipendio medio degli italiani è di 1.500 euro mensili, i 175miliardi di euro di evasione corrispondono a circa 112 milioni di euro di mensilità. Il che significa che, ogni anno, nel nostro Paese, 9,3 milioni di “fessi” lavorano per far fare la bella vita agli undici milioni di furbi (il 25 percento dei contribuenti: vale a dire 1 su 4) che non pagano tasse.

Possiamo continuare a chiamarlo Bel Paese, il nostro? “Ma perché usare parole così forti?” potrebbe chiedersi qualcuno. In fondo, il fisco è lo Stato, e lo Stato non merita nulla, dunque, fanno bene a frodarlo. Il fisco siamo noi. Le tasse altro non sono che i soldi che tutte le persone oneste mettono nella cassa comune, per poter pagare i costi della casa di tutti – che è appunto lo Stato –, in cui tutti noi trascorriamo la nostra vita: scuola, sanità, sicurezza, trasporti, pensioni.

Quando eravamo bambini le mamme mettevano da parte i soldi che servivano per mandare avanti la casa in una busta. La chiudevano in un cassetto e tenevano con sé la chiave. I denari erano contati, alla lira. Dovevano bastare fino a fine mese e bisognava anche risparmiare qualcosa per gli imprevisti. Cosa sarebbe successo se qualcuno di noi avesse forzato il cassetto e sottratto sodi da quella busta? Sarebbe stata la rovina della famiglia, oltre ad essere un atto immorale. Nel nostro Paese, 11 milioni di persone forzano quel cassetto. È grazie a loro se i soldi non bastano mai e ogni anno il governo deve varare manovre miliardarie per riuscire a far quadrare i conti e pagare la spesa pubblica.

Quante manovre finanziarie da 20 miliardi di euro sono contenute – e sarebbero quindi evitabili – in 175 miliardi di euro di evasione? Ben nove. Se tutti facessero il loro dovere – considerando anche l’elusione ipotizzata intorno ai 100 miliardi di euro l’anno – avremmo quello che ci serve per andare avanti e anche per tirare un po’ il fiato.

Perché – giustamente chiederete – i governi non si fanno dare i soldi da chi froda lo Stato e continuano a spremere i soliti noti? Forse perché 11 milioni di evasori corrispondono a 11 milioni di voti. Voti pesanti perché è lapalissiano che evade chi ha, non chi non ha. E 11 milioni di voti, che “pesano” sulle scelte politiche e fanno la differenza elettorale. Un ladro darebbe mai il voto di preferenza a un poliziotto? C’è da dubitarne fortemente. C’è poi da considerare l’influenza delle lobbies, di chi detiene il potere economico, la cui evasione fiscale vale centinaia di volte quella del cittadino comune, ma il cui consenso, anche, pesa più del semplice voto elettorale.

Dunque, come se ne esce da questo circolo vizioso? Non se ne esce, temo. Non fino a quando i genitori italiani continueranno a esortare i figli a “farsi furbi”. La furbizia è fraudolenza. Farsi furbo significa ingannare il prossimo. E il prossimo siamo noi stessi, la nostra “famiglia” nazionale.

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2 COMMENTS

  1. Ma questo Stato sprecone e talvolta, o meglio spesso, anche ladro, come spende-sperpera il danaro racimolato, o strappato ai soliti onesti, per vocazione o loro malgrado, perchè non possono evadere? Non costruendo catttedrali nel deserto, pagando il giusto per le opere ed i servizi necessari, abbattendo privilegi e soprusi dei politici e sottobosco ad esso legato, diminuendo il personale inutile della Pubblica Amministrazione, potrebbe, con le stesse cifre attuali, dare servizi migliori, praticare maggiore giustizia sociale e diminuire anche un po’ la pressione fiscale. Una volta fatto ciò avrebbe anche maggior titolo morale per aumentare i controlli ed inasprire le sanzioni fiscali, con il plauso dei soliti “limoni spremuti” che ora, è umano, magari sotto sotto invidiano politici, sindacati, lobbyes, ecc. che possono permettersi evasioni illegali, ma anche legali, avendo emanato delle leggi apposite, come quella per i vitalizi, stipendi, buonuscite milionarie, ecc. ecc.

  2. Parole piene di saggezza.
    Condivido pienamente, d’altronde ai fraudolenti c’aveva pensato anche il nostro antenato Dante…

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