QUIRINALE, IL PRESIDENTE MATTARELLA INCONTRA LA DELEGAZIONE DEI GIUDICI Secondo il capo dello Stato la magistratura "ha come unico obiettivo la funzionalità della giustizia al servizio dei cittadini"

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MATTARELLA

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio di ieri al Quirinale una delegazione dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) composta dal Presidente Piercamillo Davigo, dal Vice Presidente Luca Poniz, dal Segretario Generale Francesco Minisci, dal Vice Segretario Generale Corrado Cartoni, dal Direttore de ‘La Magistratura’ Concetta Potito, dai componenti Giuliano Caputo, Paolo Criscuoli, Daniela Monaco Crea e Giovanni Tedesco.

Secondo quanto detto dagli esponenti dell’Anm al presidente Mattarella, la magistratura “ha come unico obiettivo la funzionalità della giustizia al servizio dei cittadini, rifuggendo da sterili polemiche che potrebbero essere strumentalizzate offuscando la credibilità dell’ordine giudiziario”. Il sindacato delle toghe ha sottolineato “l’importanza del rispetto dell’autonomia e indipendenza della magistratura” ma ha anche “chiesto ai magistrati misura negli interventi e nelle espressioni delle proprie opinioni”.

Sorta a Milano nel 1909 come Associazione generale dei magistrati e rifondata nel 1944 a Roma come Anm, L’Associazione nazionale magistrati è l’organismo rappresentativo, senza carattere politico, che raggruppa i magistrati italiani. Al 2011 erano iscritti 8.284 degli 8.886 magistrati italiani in servizio.

Gli scopi dell’Anm sono enunciati nell’articolo 2 dello statuto e riguardano: il dare opera affinché il carattere, le funzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto agli altri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo le norme costituzionali; il propugnare l’attuazione di un ordinamento giudiziario che realizzi l’organizzazione autonoma della magistratura in conformità delle esigenze dello Stato di diritto in un regime democratico; il tutelare gli interessi morali ed economici dei magistrati, il prestigio ed il rispetto della funzione giudiziaria; il promuovere il rispetto del principio di parità di genere tra i magistrati in tutte le sedi associative e, infine, dare il contributo della scienza ed esperienza della magistratura nell’elaborazione delle riforme legislative, con particolare riguardo all’Ordinamento Giudiziario.

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