ANTINORI SI DIFENDE: “NESSUNA VIOLENZA, CONTRO DI ME UN COMPLOTTO” Il ginecologo: "L'infermiera si è autolesionata, abbiamo trenta 30 prove". E lei racconta la sua versione

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“E’ chiaro che si tratta di un evidente complotto. Mi ha calunniato, organizzata dal mondo arabo. (L’infermiera, ndr) non è spagnola, viene da Marrakech. Ha ordito una specie di complotto, a dimostrare che queste tecniche sono vergognose, falsando la verità”. Lo ha detto, il ginecologo agli arresti domiciliari da venerdì scorso per aver prelevato 8 ovuli a un’infermiera, difendendosi dall’accusa in un’intervista realizzata da una troupe di Pomeriggio Cinque mentre il professionista era affacciato alla finestra. “Nessun tipo di violenza”, ha aggiunto Antinori. “Lei si è auto-lesionata. All’uscita si è fatta male con il bastone, abbiamo 30 prove”.

“La signora – ha aggiunto il medico – si è sottoposta a tecniche di ovodonazione, con tanto di spiegazione in spagnolo e in arabo. Non era ignara. Ha tentato, io non volevo, mi ha incontrato l’11 novembre in un locale dove si gioca, dove si balla… Sapendo il mio nome… io dico ‘ma come fai a sapere il mio nome?’, e glielo dico in francese, in italiano e in spagnolo. ‘So che lei è molto bravo e vorrei donare gli ovuli’, vabbe…. arrivederci… dopo due ore è nel mio albergo”.

La versione del ginecologo diverge da quella dell’infermiera. Nella denuncia ha raccontato di essere stata avvicinata da Antinori mentre si trovava da sola al tavolo di un ristorante di Milano. L’uomo le avrebbe proposto di lavorare nella sua clinica Matris, offrendosi. Da qui l’inizio di quello che sarebbe diventato un dramma per la giovane infermiera: la diagnosi di una ciste ovarica, un ciclo di iniezioni per curarla ma che a sua insaputa avrebbe invece stimolato l’ovulazione; poi la prospettazione della necessità di un intervento, “pena la ‘esplosione’ dell’utero” e, infine, davanti al suo rifiuto di farsi operare e di firmare il consenso informato, la violenza. Sarebbe stata buttata contro il muro, immobilizzata e trascinata a forza in sala operatoria dove, dopo essere stata sedata, le sarebbero stati prelevati 8 ovuli e poi al risveglio, dopo essere riuscita a dare l’allarme, sarebbe pure stata minacciata di morte.

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