FILIPPINE, DUTERTE VUOLE REINTRODURRE LA PENA DI MORTE La pena di morte nelle Filippine era stata abrogata nel 2006 dall'ex presidente Gloria Arroyo

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Il ripristino della pena di morte per impiccagione e concedere alle forze dell’ordine la licenza di uccidere. Sono due dei provvedimenti che il neo eletto presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte si è impegnato a promuovere nel corso del suo mandato.

L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa, dove Duterte – soprannominato il “castigatore” per la decisa azione repressiva messa in campo quando era sindaco della città di Davao – ha sottolineato che farà pressioni sul Congresso perché venga ripristinata la pena capitale e perché la polizia possa sparare per uccidere esponenti del crimine organizzato e chi resiste all’arresto.

La pena di morte nelle Filippine era stata abrogata nel 2006 quando l’ex presidente Gloria Arroyo firmò una legge che cancellava la pena capitale, poco prima di recarsi in visita in Vaticano per incontrare Papa Benedetto XVI. Ma Duterte – che alcuni giornali statunitensi hanno paragonato a Donald Trump – sembra essere di tutt’altro avviso. Anche i rapporti con la Santa Sede non sembrano essere dei migliori: il neo eletto presidente, in occasione della visita di Papa Francesco nelle Filippine, aveva pesantemente insultato il Pontefice perché aveva portato scompiglio nello stato e causato molti ingorghi durante il passaggio della sua delegazione. Duterte, poco dopo la sua elezione, aveva annunciato che si sarebbe recato in Vaticano per porgere le sue scuse al Pontefice, ma nelle ultime ore ha prontamente fatto marcia indietro.

 

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