INCENDIO ALL’OSPEDALE SAN CAMILLO, S’INDAGA PER OMICIDIO COLPOSO Nessun iscritto nel registro delle notizie di reato, ampia delega alla polizia. Lorenzin: "Protocolli rispettati"

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La procura della Repubblica di Roma indaga per omicidio colposo in relazione all’incendio divampato in un padiglione dell’ospedale San Camillo, nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, nel quale è morto un paziente. Nessuno, al momento, risulta iscritto nel registro delle notizie di reato ma il pm incaricato ha affidato alla polizia un’ampia delega per svolgere le indagini mentre si attende la relazione dei Vigili del Fuoco.  “E’ un evento inspiegabile, aspettiamo le risultanze dell’inchiesta” ha commentato il direttore generale dell’ospedale romano, Antonio D’Urso, che ieri ha ricevuto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Tutto, ha riferito D’Urso, si è svolto secondo protocolli: “L’allarme antincendio è scattato alle 00.09 nella stanza della vittima, e subito dopo nelle altre stanze per la presenza di fumo. Immediatamente sono scattati i meccanismi di sicurezza, le porte tagliafuoco si sono chiuse ed è stato impedito che il rogo divampasse per il reparto. Gli infermieri e lo staff tecnico di soccorso, a disposizione h24, sono intervenuti nella stanza dell’incendio nel giro di pochissimi minuti”. Il mistero è sulla causa del rogo: “Tutte le dotazioni della camera, dal letto ai tavoli alle coperte, è fatto di materiale ignifugo. Non abbiamo risultanze di corto circuito, e non ci sono bombole di ossigeno, visto che l’erogazione è centralizzata. Al momento non sappiamo quale possa essere stata la scintilla che ha scatenato tutto”. Ora, ha confessato il direttore generale, “l’ospedale è sotto shock, siamo confusi. Abbiamo messo a disposizione uno psicologo per il paziente che condivideva la camera con la vittima, che è provato ed ha anche sensi di colpa, ovviamente immotivati, per non essere riuscito a salvare il compagno di stanza, e tutto il personale dell’ospedale puo’ se vuole essere seguito da uno psicologo”.

Il piano di attività predisposto dall’Unita di crisi aziendale sta funzionando, ha poi precisato in una nota la direzione generale. Sono prioritariamente salvaguardate le attività oncologiche e quelle di emergenze e vengono garantite le attività elettive per i reparti di alta specialità. La direzione aziendale sottolinea inoltre che al momento dell’incidente gli infermieri presenti in reparto erano in numero congruo come previsto dalla normativa – due unità per 17 pazienti – erano operativi come certificato dalle cartelle cliniche elettroniche costantemente aggiornate e sono intervenuti immediatamente.

I protocolli sono stati rispettati, ha confermato Lorenzin. “Medici ed infermieri – ha detto – sono stati bravissimi, una bella risposta di professionalità. Abbiamo immediatamente inviato l’Agenas ed i Nas ed è in corso una indagine sulle cause del rogo, ma possiamo dire che le procedure di allarme sono scattate nei tempi giusti ed il personale è stato encomiabile nell’affrontare un evento imprevedibile, tanto che un’ora dopo l’incendio il reparto era di nuovo pienamente operativo con tutti i malati ricollocati”. E ha continuato: “Purtroppo non sono ancora state individuate le cause dell’incendio, è morto un paziente, ma voglio assicurare alla città che l’ospedale San Camillo è assolutamente funzionante e che tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto”.

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