L’UNESCO: “A PALMIRA GRAVI DANNI, MA CONSERVA LA SUA AUTENTICITA'” L'antica area archeologica è caduta nelle mani dell'Isis nel maggio del 2015

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Nonostante abbia subito “danni considerevoli”, che hanno riguardato soprattutto gli oggetti custoditi nel museo, e “nonostante la distruzione di diverse strutture emblematiche”, la città di Palmira “conserva in gran parte la sua integrità e autenticità”. E’ questo il giudizio dei tecnici dell’Unesco, l’agenzia dell’Onu per la protezione del patrimonio artistico e culturale mondiale, dopo un sopralluogo nell’antica città della regina Zenobia.

L’antica area archeologica è caduta nelle mani dell’Isis nel maggio del 2015. La notizia era rimbalzata su tutti i media che avevano mostrato la bandiera del sedicente Stato Islamico sventolare sulle rovine della “Sposa del Deserto”. innumerevoli massacri sono stati compiuti dai jihadisti all’interno della città, quando i terroristi islamici trucidarono oltre 400 persone, soprattutto donne e bambini. O come quando fece saltare in aria tre uomini che erano stati legati ad alcune colonne.

Come se le atrocità commesse non fossero mai abbastanza, i miliziani dell’Isis hanno ucciso il responsabile del museo archeologico di Palmira, Khaled Assad. L’oramai 82 studioso, che era stato responsabile delle antichità della città per oltre 50 anni, è stato decapitato e poi appeso a una colonna nella piazza principale della città

Reperti archeologici fatti saltare in aria, la distruzione del tempio di Baal Shamin e di tre torri funerarie, sono solo un esempio della barbara opera di demolizione che i miliziani jihadisti hanno messo in atto a Palmira. Ma la furia dell’Isis si è abbattuta anche su uno dei simboli della città: l’arco di trionfo che fu fatto saltare in aria. Un monumento di epoca romana con oltre almeno duemila anni di storia distrutto da un’esplosione. 

Gli esperti hanno confermato la distruzione dell’arco di trionfo e del tempio di Baal, di cui restano solo “le rovine polverizzate”. Non hanno invece potuto verificare i danni subiti dal tempio di Bel e dalla cittadella mamelucca che sovrasta la città, entrambi ancora inagibili per il protrarsi dei lavori di sminamento.

“Palmira costituisce uno dei pilastri dell’identità siriana – commenta nella nota la direttrice dell’Unesco, Irina Bokova – e una fonte di dignità per tutti i siriani. L’Unesco è determinata ad assicurare la salvaguardia di questo e degli altri siti, con tutti i suoi partner, nel quadro più ampio delle operazioni umanitarie e della costruzione della pace”.

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