TURCHIA: HACKER VIOLANO DATABASE CON 50 MILIONI DI DATI SENSIBILI Si tratta della più grande falla informatica della storia

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Hanno rubato i dati di circa 50 milioni di cittadini Turchi, dando vita a quello che secondo molti è il più grande leak – falla – di dati pubblici della storia. Un gruppo di hacker si è introdotto illegalmente in un database che conteneva informazioni personali di milioni di turchi – nomi, cognomi, date di nascita, numeri di previdenza sociale -,  dati che servivano per creare liste elettorali o utilizzate dal fisco per motivi di imposte, ma che ora sono stati pubblicati attraverso un server ospitato in Romania su un sito con un indirizzo Ip finlandese che sembra risalire a un gruppo islandese.

Gli hacker hanno rivendicato l’operazione con un comunicato nel quale hanno anche diffuso le generalità del del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, del Primo ministro Davutoglu e del ministro degli Esteri Abdullah Gul: “chi l’avrebbe mai immaginato che dietro le ideologie, il clientelismo e l’aumento dell’estremismo religioso in Turchia ci fosse una infrastruttura tecnica fatiscente e vulnerabile”, hanno commentato i pirati informatici.

Per ora nessuno sa spiegare il motivo che ha portato a questo furto, né come saranno utilizzati i dati rubati. Di sicuro, però, la falla ha evidenziato come informazioni così importanti e di carattere privato non fossero protette dal governo turco con un adeguato livello di criptaggio. Inoltre, gli hacker hanno mandato un chiaro messaggio agli Stati Uniti, esortati a “fare qualcosa contro Erdogan”.

Operazioni del genere non sono una novità nel mondo della sicurezza informatica: già nel 2015 un gruppo di pirati informatici aveva rubato i dati di oltre 22 milioni di cittadini americani, un colpo che fu attribuito dal governo statunitense allo spionaggio cinese.

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