L’opposizione di Brancaleone

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ius soli

No, nemmeno stavolta. La grande alleanza anti-Matteo, o se preferite il partito antirenziano della Nazione, non nascerà nemmeno in questa circostanza. In futuro chissà. Insomma, le cosiddette opposizioni hanno deciso di restare tali, concedendo al premier un vantaggio tattico, e tecnico, non indifferente. Perché il vero dato che emerge dall’osservazione pratica dell’attuale quadro politico è l’assenza strutturale di una reale alternativa, intesa come leadership dell’opposizione, a Matteo Renzi. E’ questo è un problema per la democrazia, più che per il semplice dibattito politico.

Matteo Salvini, capo della Lega, non coagula, non addensa mentre Silvio Berlusconi, sul viale del tramonto, non vuole vedere il futuro interpretando il presente come se questo non avesse mai fine. E il Movimento 5 Stelle, nella convinzione di essere autonomo e indipendente, rischia di ballare una sola stagione. Che potrà essere anche lunga, ma sterile, improduttiva, se non finalizzata alla costruzione di una linea politica capace di dialogare con le altre forze. Per i grillini le amministrative saranno il punto di non ritorno. O centrano i loro obiettivi, Roma in particolare, o rischiano di finire nel cono d’ombra della insussistenza. Sostiene Renzi, nel solito one man show della direzione Pd, che “è uno spasso vedere la Santa Alleanza di chi non la pensa come noi, Berlusconi, Salvini e Di Maio che pensano a mozioni insieme, se le scrivono, le votano e perdono”.

Ironia a parte, c’è del vero nel suo affondare il colpo. D’altro canto sino a quando i verdiniani sosteranno governo e maggioranza il Pd renziano può sentirsi al sicuro. Tanto alla Camera quanto al Senato non ci sono i numeri per far cadere il governo. Il “compagno Denis” ora più che mai – e proprio in una vicenda che mescola affari e politica, che è il campo privilegiato del leader di Ala – si schiera in difesa di quello che ormai è il suo governo anche se vi entrerà a far parte ufficialmente, per quanto riguarda le poltrone, dopo il referendum istituzionale del prossimo autunno. Ma adesso si tratta di far arrivare a quell’appuntamento l’esecutivo in buona salute e Verdini anche in queste ore si sta applicando a questa operazione del “salviamo il soldato Matteo”.

Per contrasto il fronte opposto si muove in ordine sparso. Le parole di Luigi Di Maio, del direttorio M5S, cadono nel vuoto. “Il M5S presenta una mozione di sfiducia a tutto il governo in riferimento alla vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro Guidi”, dice l’esponente grillino, “chi vuole mandare a casa il governo Renzie? Tutti dicono di volerlo. La minoranza Pd lo vuole o vuole tenersi la poltrona? La Lega lo vuole? Tutti coloro che si oppongono a Renzi votino la nostra mozione!”. Di Maio sbatte quindi la porta in faccia al Carroccio che voleva scrivere insieme a loro la mozione. I capigruppo leghisti, Gianmarco Centinaio e Massimiliano Fedriga, reagiscono dicendo che “i 5 Stelle sono solo dei chiacchieroni. È evidente che l’unica cosa che gli interessa è proteggere questo governo. Ma la gente lo capirà che Grillo, Di Maio e compagni sono amici di Renzi”.

Un’opposizione così disunita è la miglior assicurazione sulla vita del governo Renzi. Un dato, però, merita di essere sottolineato. L’ostinata logica grillina nel rifiutare accordi e intese mira a catalizzare i voti degli elettori indecisi che vedono nei giochi di palazzo uno strumento del potere che esercita se stesso e non il mezzo per contrastare chi governa. Forse il problema del momento è proprio questo: la totale disconnessione del Paese reale da quello che vive nelle istituzioni. In tanti vanno rilanciando la battuta che se queste cose le avesse fatte Berlusconi avremmo la rivolta in piazza. Teoria pura. Non c’è stata allora e non ci sarà oggi. La differenza è che con Berlusconi al governo c’era una sensibilità dell’informazione molto accentuata. Oggi, invece, il perso delle opposizioni rende meno efficace il gioco della democrazia.

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1 COMMENT

  1. Appezzo Matteo Renzi, uno dei migliori Premier della Sinistra. E’ leader carismatico che ha mostrato di essere capace, di avere coraggio e fermezza.
    In soli 2 anni sono state votate con numero record riforme che sono rivolte a stimolare la fiducia e creatività del paese.
    Le tattiche di palazzo, gli argomenti astratti e le prese puramente ideologiche non mi interessano.
    E’ indispensabile decidere concretamente, fare ed operare nel rispetto della Costituzione che prevede, fra l’altro che le legislature hanno durata di 5 anni, lasciando presagire che anche i Governi abbiano la stessa durata.
    La stabilità ha un valore positivo inimmaginabile quando è caratterizzata naturalmente dall’operosità, dal lavoro concreto.
    Credo sia un errore misurare ogni passo a sondaggi di consenso politico; il populismo va contro agli interessi del paese perchè non guarda al futuro, ma solo alle prossime elezioni, il clima di esasperare la propaganda fa si che sia perennemente in campagna elettorale.
    Naturalmente mi aspetto che l’attuale Governo dia un segno efficace per l’abbattimento del debito sovrano e prosegua validamente con una politica energetica fondata su le energie di fonte rinnovabile, non mi accontento di fatti alle statistiche di essere per le rinnovabili un Paese che attualmente sopra la Francia e di qualche punto sopra la Germania; mi aspetto qualcosa di più; una politica articolata che connetta tutti i rami produttivi in materia ambientale, partendo dalla ricerca tecnologica e da investimenti nel settore in modo da diventarne leader.
    Così per la valorizzazione dei beni culturali.
    Su eventuali comportamenti penalmente rilevanti la magistratura faccia il suo dovere, ma non abusi del suo potere perchè ciò porterebbe a gravi disfunzioni, decretando la fine della democrazia.
    I cinque stelle li ho conosciuti a Montecitorio e mi hanno dato l’impressione di essere loro i più attaccati di tutti al potere e i più innamorati dei palazzi del potere; molto ideologici e con tendenze alla strumentalizzazione.
    Problema diverso è cambiare la mentalità del popolo, sembra che la corruzione sia fisiologica e quindi si annidi anche al di sotto del vestitino della presunzione di superiorità morale ostentata da alcuni leader che ne fanno cavallo di battaglia. L’educazione è importante perchè richiede “una formazione continua” e in tal senso l’avvicinarsi alla cultura e non alla sotto cultura, può aiutare, incidendo sull’anima.
    Spero, infine, che gli italiani vadano oltre le logiche di opportunismo, scegliendo la pars costruens nella visione del futuro del Paese.
    Giovanni

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