ANGELUS: “PER INCONTRARE GESU’ E’ NECESSARIO ALZARE GLI OCCHI AL CIELO” Il ringraziamento finale ai Frati Minori, creatori di un presepe vivente con disabili

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Papa Francesco, durante l’Angelus dell’Epifania tenuto dalla finestra del suo studio poco dopo la Messa presieduta in san Pietro, torna a parlare dei Magi. I tre sapienti, in comunione con i più semplici pastiori, avevano in comune l’attenzione al cielo: “scrutavano i cieli in attesa di un segno”. Ciò che “accomuna” pastori e Magi, afferma il Papa, è appunto “il cielo”: “I pastori di Betlemme accorsero subito a vedere Gesù non perché fossero particolarmente buoni, ma perché vegliavano di notte e, alzando gli occhi al cielo, videro un segno, ascoltarono il suo messaggio e lo seguirono. Così pure i Magi: scrutavano i cieli, videro una nuova stella, interpretarono il segno e si misero in cammino, da lontano”.

“I pastori e i Magi ci insegnano che per incontrare Gesù – rimarca Francesco – è necessario saper alzare lo sguardo al cielo, non essere ripiegati su sé stessi, sul proprio egoismo, ma avere il cuore e la mente aperti all’orizzonte di Dio”. Da sempre, ricorda il Pontefice, la Chiesa ha colto nell’Epifania “un respiro di universalità” e visto nei Magi “l’immagine dell’intera umanità”. “Il Cristo è appena nato, non sa ancora parlare” ma già, soggiunge il Papa, “tutte le genti rappresentate dai Magi” possono “incontrarlo, riconoscerlo, adorarlo”: “L’esperienza dei Magi ci esorta a non accontentarci della mediocrità, a non ‘vivacchiare’, ma a cercare il senso delle cose, a scrutare con passione il grande mistero della vita. E ci insegna a non scandalizzarci della piccolezza e della povertà, ma a riconoscere la maestà nell’umiltà, e saperci inginocchiare di fronte ad essa”.

Il primo pensiero di Papa Francesco al momento dei saluti post-Angelus è andato a quelle molte Chiese orientali per le quali il 6 gennaio è vigilia di una grande solennità: “Oggi esprimiamo la nostra vicinanza spirituale ai fratelli e alle sorelle dell’Oriente cristiano, cattolici e ortodossi, molti dei quali celebrano domani il Natale del Signore. Ad essi giunga il nostro augurio di pace e di bene. Anche un bell’applauso come saluto!”. E un saluto speciale, Francesco lo ha rivolto ai promotori e animatori del corteo storico-folcloristico dedicato per il 2016 al territorio della Valle dell’Amaseno e a tutti i cortei dei Magi che si svolgono, ha detto, “in numerose città della Polonia con larga partecipazione di famiglie e associazioni”. Un grazie è andato infine anche ai Frati Minori, creatori di un presepe vivente che ha coinvolto persone con disabilità.

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