Se il musulmano è il salvatore

597
  • English
  • Español
paura

Lo stereotipo che va per la maggiore oggi è quello del musulmano anti cristiano. Non solo il jihadista assassino, ma anche l’islamico che fa finta di nulla, non prende posizione. Tutti accomunati dalla propaganda politica in un unico settore, quello dei “cattivi”. Quando però sono i fedeli di Maometto a prendere le parti dei cristiani, la cosa non fa notizia; se sono loro a rischiare la propria vita per salvare quella di chi crede in Dio, non vale la pena farci un titolo di giornale.

Ecco perché l’episodio accaduto in Kenya merita di essere raccontato. I militanti di Al-Shabaab che avevano attaccato un autobus pieno di pendolari pensando di fare carneficina di chi non conosceva il Corano sono stati bloccati dagli stessi islamici; gli integralisti avevano già ucciso il conducente, reo di non conoscere la Shahāda (la “testimonianza” con cui il fedele musulmano dichiara di credere in un Dio uno e unico e nella missione profetica di Muḥammad, cioè Maometto). Il rischio era dunque altissimo. Ma in questo caso la forza di chi crede in Allah ha superato la paura, le discriminazioni e ha portato a una decisione drastica: tutti uniti, senza distinzioni di credo. Per i terroristi il bivio era uccidere tutti o lasciare stare. Stavolta ha prevalso la prima ipotesi.

Un musulmano che si trasforma in salvatore, parola che declinata con la prima lettera maiuscola per i cristiani rappresenta Dio stesso. Un paradosso che scardina i luoghi comuni, e mette ognuno di fronte alla propria coscienza. Quanti cristiani, oggi, sarebbero pronti ad una scelta simile? Rischiare così la vita vale mille manifestazioni di piazza. E l’esempio anche di un solo seguace di Allah testimonia come non sia la religione ad essere foriera di morte ma il cattivo uso che se ne fa.

Sbagliata dunque l’impostazione per cui si vorrebbe uno scontro di civiltà con l’Occidente, errato anche descrivere tutti i musulmani come falsi e sanguinari. Molti dei guasti esistenti in quel quadrante del mondo li ha provocati la dissennata politica colonialista moderna, con lo sfruttamento inopinato di risorse locali. La religione è un’altra cosa.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

4 COMMENTS

  1. Mi fa piacere leggere che, qualche rara volta, anche in ambienti musulmani i cristiani vengano difesi anziché crocifissi.
    Ma il mio pensiero sull’Islam (per quel poco che vale) resta sostanzialmente negativo. Ne ho espresso le ragioni nel testo che Le sto inviando all’indirizzo………….. direttore@interris.it
    Cordiali saluti,

    G.R.

  2. Un atto eroico da parte musulmana e Dio gliene renderà merito, però pur apprezzando In Terris la solita retorica “antioccidentale” (se è mai esistito un occidente oltre all’impero romano d’occidente) stona tantissimo: il colonialismo è roba vecchia, l’Africa si sta ampiamente rovinando da sè ormai da decenni anche se contemporaneamente sta aiutandosi anche da sé- c’è sempre del buono nell’uomo! Il neocolonialismo è male e nessun italiano cattolico lo approva a meno che non sia iperliberista (quasi nessuno), quindi i commenti in oggetto sono DELETERI (ed il tono ancor di più) perché acuiscono il risentimento anche in chi come me non ha alcun pensiero di questo tipo, tanto meno a Natale. Quanto al fatto che pochi cristiani sarebbero pronti a farlo: STIAMO SCHERZANDO?! Quanti sono gli episodi nel mondo (in Siria Afghanistan,Africa) in cui si sono sacrificati per altri? Tanti, fin troppi: preoccupiamoci piuttosto di impedire che ci sia bisogno di tanto ed evitiamo inutili terzomondismi che danneggiano in primis proprio i poveri: valorizziamo il bene dov’è e denunciamo il male dove c’è (in primis nell’inutile “civiltà” di “”diritti”” NON civili), questo grida vendetta e questo ci impedisce di portare soccorso a chi veramente soffre ed è discriminato (ma se uno vuole aiutare c’è sempre la CARITAS e ACS)
    Che la nascita del Salvatore ci faccia valorizzare il bene ovunque è e senza cercare travi dove non ci sono ma se mai ci sono lacrime!
    Buon Natale!
    Paolo

    • Caro Paolo, intanto grazie per l’attenzione. Mi riferivo in verità ai cristiani “da salotto”, da “social media” che sono pronti a chiedere prese di posizioni forti agli altri senza mettersi in gioco in prima persona. Che il cattolicesimo fotografi oggi una situazione “tiepida” per quanto riguarda il vivere la fede penso sia purtroppo sotto gli occhi di tutti. Dissento sul “colonialismo è roba vecchia”; la scelta di eliminare Saddam prima e Gheddafi dopo viene invece proprio dagli interessi economici, reali o programmati, in quell’area. E sempre da parte di chi, francesi e inglesi, ha nel dna la conquista di territori stranieri. Non ci si arriva più con le navi a vela, ma la sostanza – a mio parere – è molto simile. Ma la mia resta un’opinione…

  3. VIvo in Egitto da diversi anni e vicino a casa ho sia una chiesa, sia una moschea. Cristiani e Musulmani interagiscono quotidianamente, spesso senza nemmeno rendersene conto. Le lavanderie a secco sono al 90% in mano a cristiani, dove campeggiano un crocifisso, poster del Papa e santi vari. I musulmani cercano di essere piu’ gentili con i cristiani, appunto perche’ sono una minoranza, magari dando una mancia piu’ generosa al fattorino col crocifisso attorno al collo. I cristiani a loro volta si comportano con la fierezza di sentirsi autenticamente egiziani, ma anche coscienti del fatto di essere una minoranza. Durante la rivoluzione i ciristiani facevano da scudi umani per proteggere la preghiera dei rivoltosi musulmani in piazza Tahrir, a loro volta i musulmani proteggevano le chiese dei cristiani dagli attacchi dei provocatori di regime dell’ex presidente Morsi.
    L’attuale presidente invece visita il Papa durante la messa di Natale ed e’ acclamato dalla folla dei presenti. Messa che e’ stata come ogni anno da due anni in qua, trasmessa in diretta sui canali della TV di stato. Un anno speciale che ha accomunato musulmani e cristiani per il compleanno del Profeta e di Gesu’ (i musulmani seguno il calendario lunare per cui la data cambia ogni anno).
    Certo, capisco che in occidente tutte queste cose non fanno notizia, ma e’ la quotidianita’. Non esiste segregazionismo religioso, esistono solo pochi fanatici che si rifiutano di fare gli auguri di Natale o di Pasqua, o per la festa dell’Eid, ma niente di piu’.
    ENtro l’anno, il presdente Al SIsi ha promesso, verranno restaurate le ultime chiese ancora danneggiate dagli attentati durante il periodo di terrore causato dal presidente precedente, tutto a spese dello stato e di opere di beneficenza islamiche. Infatti per un musulmano e’ esplicitamente vietato distruggere un luogo di culto della “gente del libro” (cristiani ed ebrei). Per cui in centro si trovano ancora vecchie sinagoghe ormai in disuso, ma protette dalla polizia contro la speculazione edilizia, che invece non ha risparmiato alcune moschee o antichi edifici storici.

LEAVE A REPLY