VOLUNTEER DAY, MATTARELLA: “LA POVERTA’ E’ INDEGNA DI UN PAESE CIVILE”

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Si celebra oggi la Giornata internazionale del volontariato (in inglese International Volunteer Day) così chiamata dalla risoluzione 40/212 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 1985. Le celebrazioni – coordinate dai volontari delle Nazioni Unite- hanno lo di dare risonanza e riconoscimento al lavoro, al tempo e alle capacità messe gratuitamente a disposizione dei bisogni del prossimo dai volontari in tutto il mondo. Le attività maggiormente legate al volontariato sono quelle di sostenere le iniziative di pace, gli aiuti umanitari e assistenza medica, il monitoraggio dei diritti umani e il supporto di organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Non ultimo, il lavoro a tutela dell’ambiente e del regno animale con particolare attenzione a quelli in pericolo di estinzione. La giornata vuole ricordare come il volontariato sia un gesto di solidarietà che, come ha dichiarato Kofi Annan, “aiuta a rendere il mondo un posto migliore e più sicuro”.

Il primo rapporto dei volontari nel mondo lanciato dall’Onu nel 2011 contava circa 140 milioni di volontari in tutto il mondo, di cui 94 in Europa. Secondo l’Istat – l’istituto di statistiche italiano – che nel 2013 redisse la prima ricerca sulle istituzioni no profit presenti nel Paese, la pratica del volontariato è in costante crescita. “Al 31 dicembre 2011, le organizzazioni non profit attive in Italia sono infatti 301.191, con un incremento del 28% rispetto al 2001. Nello stesso periodo il personale dipendente è cresciuto di oltre il 39%”.

Il settore conta sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, di 681mila dipendenti, 270mila lavoratori esterni e 5mila lavoratori temporanei. Queste cifre fanno balzare agli occhi una realtà importante: il non profit ha il 6,4 per cento delle unità economiche attive, dunque, un rilevante peso economico, e occupa una posizione significativa nel tessuto produttivo del Paese. Anche se, ha commentato Pietro Barbieri, portavoce del Forum del Terzo Settore: “I dati Istat si riferiscono ad un decennio di crescita rilevante. Ma dopo il 2011, anno del censimento, si è sentita pesantemente la crisi”.

Novità dell’edizione 2015, il Programma Volontari delle Nazioni Unite ha lanciato la campagna multimediale “Volunteer Action Count” per mostrare al mondo quanto l’azione dei volontari sia importante per lo sviluppo sostenibile e la pace globale. Sul sito http://www.volunteeractioncounts.org/en/# ognuno può aggiungersi alla conta dei volontari per la della Giornata Internazionale del Volontariato e raccontare in lingua inglese, francese e spagnola l’esperienza di volontariato personale o di gruppo. Inoltre, usando l’hashtag #actioncounts nei post e tweet, si potrà condividere la propria storia di volontariato tramite twitter e facebook.

In occasione dell’evento il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato l’importanza del volontariato. “E’ una grande risorsa, lo Stato da solo non basta” ha spiegato l’inquilino del Quirinale. “Costituite una grande forza che deve essere osmotica, dialogante – ha proseguito-. Non rifuggite dall’impegno politico e civile. La vostra energia positiva, partendo dalla societa’, deve potersi trasmettere a tutto il Paese”. Nel suo messaggio Mattarella ha sottolineato che in Italia la povertà colpisce “4 milioni di persone” e questo “non è degno di uno Stato Civile”. Importante il passaggio riservato ai flussi migratori, dovuti alle guerre, alle persecuzioni, alle privazioni nei Paesi del Medio Oriente e dell’Africa che “ci richiedono, senza rinunciare alla sicurezza, un di più di accoglienza e di disponibilità”. Secondo il Presidente c’è ancora “molto da lavorare sul piano dell’integrazione. L’accoglienza è solo il primo passo. Le diverse comunità etniche e religiose che si insediano nel nostro territorio vanno accompagnate, con comprensione e rispetto, verso il loro pieno inserimento nella società. Ma per farlo veramente devono conoscere la nostra cultura, le nostre leggi, la nostra lingua. Investire in questo delicato e importante settore significa evitare gravi difficoltà in futuro”. Costruire muri, insomma, non serve perché paura e allentamento dei legami sociali sono sintomo di “un Paese debole, destinato a incontrare grandi difficoltà in un mondo globalizzato”

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