AMMINISTRATIVE: FI ARRANCA SUI CANDIDATI, A MILANO TRAMONTA L’IDEA SALLUSTI I primi sondaggi bocciano il direttore del Giornale, sponsorizzato da Berlusconi. Cattaneo: "Non incarna lo spirito ambrosiano"

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Silvio Berlusconi è alle prese con le candidature in vista delle amministrative che, nella prossima primavera, vedranno protagoniste città chiave da un punto di vista politico: Milano, Roma, Napoli e Torino. Per il centrodestra un’affermazione nelle più importanti metropoli italiane significherebbe mettere in crisi Matteo Renzi. Ma trovare gli uomini giusti si sta rivelando più complicato del previsto anche per via delle divisioni interne in casa azzurra. A preoccupare l’ex Cavaliere è soprattutto la “sua” Milano, oggi amministrata dalla giunta arancione guidata da Giuliano Pisapia che, però, non correrà per un secondo mandato. Berlusconi avrebbe già individuato il candidato ideale: Alessandro Sallusti, direttore del “Giornale” e fedelissimo dell’ex premier. L’interessato, intervistato ieri da Lilli Gruber a “Otto e Mezzo”, non ha ancora sciolto le riserve. “Non sono candidato sindaco di Milano – ha chiarito – mi è stata chiesta una disponibilità, a me come ad altri della società civile, e si sta ragionando se questa disponibilità possa aiutare la coalizione di centro destra. Per ora sto bene dove sto, ancora non si è deciso nulla”.

Alle legittime riflessioni di Sallusti si aggiungono i dati emersi dai sondaggi che, di fatto, bocciano la scelta di Berlusconi. Le percentuali testimonierebbero infatti che il giornalista non incontrerebbe il favore dell’elettorato, anzi, nella graduatoria sarebbe comunque molto indietro rispetto a Matteo Salvini, il nome che continua ad ottenere più consensi. In ascesa anche l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace che avrebbe una parte della Lega (Maroni per primo) tra gli sponsor. Il problema però è che nessuno dei possibili candidati avrebbe chance se a correre per il centrosinistra fosse Giuseppe Sala, che distaccherebbe di almeno 20 punti gli sfidanti del centrodestra: “Lo scegliemmo noi per l’Expo – ragionano in diversi nel centrodestra – avrebbe il consenso del nostro elettorato”. A quanto raccontano poi, la “freddezza” sul nome di Alessandro Sallusti avrebbe convinto lo stesso Salvini a frenare sull’idea di un sostegno leghista.

Scettico su Sallusti anche Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio Regionale della Lombardia, in quota Ncd.  “Sallusti è una persona che ha tanti pregi, ma che non incarna quell’anima ambrosiana, moderata, ragionevole, costruttiva – ha commentato a margine di un convegno della Uil – e vedo che anche i primi sondaggi dicono che questa considerazione non è così infondata, perché i risultati non sono particolarmente lusinghieri”. Secondo Cattaneo “buttare i nomi sulla piazza dell’opinione pubblica in questo modo è quasi certamente il modo migliore per bruciarli e io non voglio partecipare a questo gioco”.

 

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