BRUXELLES, CACCIA A DUE TERRORISTI: SAREBBERO IN POSSESSO DI UNA BOMBA Per le forze dell'ordine uno dei presunti attentatori potrebbe essere Salah

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Una Bruxelles blindata, quasi deserta, con strade vuote, la metropolitana ferma alle 15 di oggi, le saracinesche dei negozi abbassate e forze dell’ordine in ogni angolo della città. Così si sono svegliati i cittadini di Bruxelles dopo la decisione del governo di far scattare l’allerta massima nella regione della capitale belga per una minaccia di attacchi terroristici simili a quelli che hanno scosso Parigi.

E mentre le autorità vigilano sui pochissimi passanti che non hanno rinunciato a scendere in strada prosegue la caccia all’uomo in tutto il Paese. Infatti nel pomeriggio di ieri le autorità e i servizi segreti avevano comunicato la presenza nel territorio nazionale di due presunti terroristi in fuga ritenuti in possesso di esplosivo simile a quello usato dai kamikaze negli attacchi alla capitale francese del 13 novembre scorso, mentre prosegue la caccia di Salah Abdeslam, uno degli attentatori ancora in fuga.

L’allarme è scattato dopo il ritrovamento di cariche esplosive e prodotti chimici nelle perquisizioni condotte a Molenbeek, il quartiere di Bruxelles da dove sono partiti sia la presunta mente dell’attacco di Parigi, Abdelhamid Abaaoud, ucciso dalle forze francesi, sia Salah Abdeslam. A Molenbeek è stato anche arrestato, giovedì scorso, un terzo complice degli attentatori, Lazez Abraimi, marocchino di 39 anni; durante la perquisizione della sua abitazione sono stati rinvenuti cinque armi che “non sono kalashnikov”, ha detto la procura. Proprio il suo arresto avrebbe poi portato alle perquisizioni di venerdì sera, scrivono i media.
E un altro belga, Ahmed Dahmani, 26 anni, è stato arrestato ieri in Turchia insieme ad altre due persone. Dahmani era appena arrivato ad Antalya dal Marocco quando è stato fermato dalla polizia turca insieme a due siriani, probabilmente incaricati di condurlo in Siria. Secondo il quotidiano belga le Soir, Dahmani è sospettato di aver effettuato i sopralluoghi nei luoghi colpiti dal commando di Abaaoud che non sarebbe stato il “cervello” degli attacchi di Parigi, ma il coordinatore.

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