Schick spreca, Benatia no:
Juve-Roma 1-0

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:40

Termina 1-0 il big match che conclude la 18ma giornata di Serie A. Una Roma caparbia, ma poco Schick, non riesce a superare la Juve che conquista i tre punti e sale a -1 dal Napoli. I giallorossi sono a -7 dagli azzurri e a -6 dai bianconeri, ma con una partita da recuperare. Al fischio finale di Tagliavento, tra le proteste di Nainggolan secondo il quale l'arbitro ha fischiato troppo presto rispetto ai 5' di recupero assegnati, tutta la Juve corre ad abbracciare Szczesny, ottimo sostituto di Buffon, anche questa sera in tribuna per infortunio. Nel pomeriggio, il Milan di Gattuso, a San Siro, crolla sotto i gol di Cristante e Ilicic.

Juve vs Roma

Dopo un avvio equilibrato, la Juve passa al 18': colpo di testa di Chiellini su angolo di Pjanic, Alisson respinge, la palla arriva sui piedi di Benatia che prima colpisce la traversa e poi insacca da due passi. La Juve reclama un rigore per un presunto fallo di Alisson su Higuain al 24' mentre Szczesny deve salvare su El Shaarawy al 27'. Nella ripresa la Roma aumenta la pressione ma sono della Juve le occasioni più pericolose: al 54' Higuain calcia alto da ottima posizione, al 66' Alisson respinge una conclusione a botta sicura di Matuidi. Al 71' Dzeko calcia di potenza in area senza però inquadrare la porta. All'80' la Roma vicinissima al pari con Florenzi che coglie la traversa. Al 91' traversa anche per la Juve con Pjanic e in pieno recupero Szczesny nega il pari a Schick. Con questo successo i bianconeri salgono a 44 punti, -1 dal Napoli. La Roma, che deve recuperare ancora la partita con la Sampdoria, è quarta a quota 38.

Di Francesco: “Troppo poco a segno per quello che creiamo”

“Nel secondo tempo siamo cresciuti molto, ma continuiamo a sbagliare qualcosa sottoporta e contro squadre come la Juventus, che concedono pochissimo, questa mancanza ti rende la vita difficile”. Questa l'analisi di Eusebio Di Francesco dopo la sconfitta allo Stadium di Torino. “I nostri avversari hanno approcciato la partita molto meglio di noi, questo è innegabile. Non penso ci sia un problema psicologico. Oggi ci abbiamo provato, ma la Juventus nella prima fase è stata semplicemente migliore di noi. Allo stesso modo, con il passare del tempo, abbiamo creato delle difficoltà alla Juventus, anche se purtroppo non siamo stati bravi a concretizzare le occasioni. E' un peccato, si vede che quello che abbiamo fatto non è bastato e quindi non ci resta che lavorare ancora di più – afferma il ct giallorosso -. Abbiamo sbagliato un po' troppo in palleggio e ci siamo allungati un po' troppo, ma contro squadre come la Juventus ci può stare. La ripresa ci deve comunque rendere orgogliosi: nel finale abbiamo quasi dominato la partita e questo ci deve convincere del fatto che possiamo farlo anche dall'inizio. Non dobbiamo mai perdere il desiderio di andare a prendere gli avversari, la nostra crescita deve passare sempre da questo spirito“. E a chi gli chiede se non è il caso di far riposare Edin Dzeko che non segna da due mesi, così come fa Allegri con Dybala o in passato con Higuain, risponde: ” Edin si mette sempre a disposizione dei compagni, sto lavorando mentalmente per riportarlo ai livelli di segnature che ha nel suo Dna”.

Allegri: “La Juve ha chiuso un ciclo importante”

“Non siamo riusciti a chiudere la partita e nel finale abbiamo sofferto, un po' per colpa nostra e un po' perché la Roma è una grande squadra''. Massimiliano Allegri non nasconde la sua soddisfazione per aver battuto la Roma: ''Devo fare i complimenti ai ragazzi, abbiamo chiuso un ciclo importante, abbiamo ritrovato la nostra mentalità. Potevamo fare qualcosa in più, ma vincere 1 a 0 sempre bello. L'occasione concessa alla Roma nel finale? Benatia e Chiellini si sono incasinati un po', per fortuna ci ha messo una pezza il portiere. Dybala? Non è assolutamente un problema – assicura l'allenatore bianconero – lo sarebbe non averlo nella nostra rosa: ha fatto tanto e farà ancora tanto per la Juventus, ma in questo momento sto scegliendo altri giocatori, importanti come lui. La stagione è ancora lunga. E conclude: “Stasera c'era bisogno di più solidità, perché la Roma è una squadra molto fisica, tutto qui. Ma Paulo sta ritrovando la forma fisica e mentale ideale: lui gioca in una grande squadra e rispetta le decisioni, alla fine è il rettangolo verde a decidere. Non è assolutamente un problema. Con chi lotteremo per lo Scudetto? La Roma e il Napoli sono avanti rispetto alle altre, anche perché più abituate a lottare, ma non escludo l'Inter e la Lazio“.

Milan vs Atalanta

Rimane fermo a 24 punti il Milan di Gattuso, che a San Siro crolla sotto i colpi dell'Atalanta. Fin dai primi minuti ii possesso palla è tutto dei bergamaschi, poi al 14' il Milan si vede annullare con la Var un gol di Bonaventura per fallo di mano di Cutrone. I rossoneri accelerano il ritmo e al 18' vanno vicini al gol con Montolivo, ma Berisha devia in calcio d'angolo. Al 32' l'Atalanta passa in vantaggio: Gomez crossa per Caldara, il suo colpo di testa viene respinto da Donnarumma sui piedi di Cristante che insacca da due passi. Berisha salva ancora su Bonaventura al 35'. Nella ripresa il Milan prova a rendersi pericoloso con Borini, Kessiè e Kalinic ma viene punito per la seconda volta al 71' da Ilicic, entrato 7' prima al posto di Petagna, che chiude un contropiede di Spinazzola. A fine partita i fischi di S.Siro per i rossoneri. L'Atalanta raggiunge la Sampdoria al sesto posto a 27 punti; per il Milan è crisi nera.

Gattuso: “Merito più 'vaffa' dei giocatori”

“A chi ci vede diamo la sensazione di essere una banda, ci mancano solo gli strumenti musicali… Tutto questo in allenamento non lo vedo, altrimenti sarei già andato a casa”. Così Rino Gattuso dopo la debacle del Milan con l'Atalanta. “I vaffa… li merito più io che i giocatori, sono il capitano della barca – aggiunge il tecnico rossonero – faccio io le scelte, senza pressioni. Io non darò mai le dimissioni, sono a disposizione della società. Solo due situazioni non devono succedere: che i giocatori facciano il contrario di quello che dico, e non voglio essere un peso”.

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