Giro d’Italia, ginocchio k.o. per Fabio Aru: il ciclista sardo alza bandiera bianca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:40

Niente Giro d’Italia per Fabio Aru. Il ciclista sardo, vittima di una brutta caduta a Sierra Nevada, dove stava effettuando la preparazione in vista della competizione “rosa”, quella del centenario, è stato costretto a rinunciare dopo la diagnosi del medico che, impietosamente, ha definito come schiacciamento della cartilagine la contusione riportata al ginocchio sinistro. Una sfortuna davvero incredibile per il capitano dell’Astana che, dopo essere stato costretto ad alzare bandiera bianca durante la Tirreno-Adriatico a causa di una forma di tracheobronchite, ha dato forfait anche per l’importantissima gara a tappe la quale, peraltro, partirà proprio dalla Sardegna, la sua terra: “Sognavo la partenza del Giro d’Italia dalla mia Sardegna e mi stavo preparando da mesi per quest’appuntamento. Purtroppo, si è verificato un incidente e i medici non mi permettono di essere al via in condizioni sufficienti”.

In Sardegna senza Aru

Un vero annus horribilis, almeno finora, quello che ha riguardato il ventiseienne ciclista di San Gavino Monreale. L’obiettivo, dopo la delusione per la corsa di marzo sfumata favorendo il successo del colombiano Quintana, era proprio la partenza da Alghero, il prossimo 5 maggio, con l’incitamento del tifo di casa il quale, ormai da dieci anni, non vedeva la corsa rosa sfrecciare sul territorio isolano: “Questa proprio non ci voleva – ha twittato il ‘Cavaliere dei quattro mori’ -. Ora concentriamoci sul recupero al 100%! Vi terrò aggiornati nei prossimi giorni…”. Non ci sarà, dunque, nemmeno l’attesa sfida con l’ex compagno di squadra Vincenzo Nibali (ora alla Bahrein-Merida), con le forze del sardo che, a questo punto, andranno a concentrarsi sul venturo Toru de France, pur inizialmente non previsto nel suo calendario.

L’occasione sfumata

Dopo un terzo posto ottenuto nel 2014 e il secondo del 2015 (oltre al trionfo nella Vuelta de Espana del 2016), l’appuntamento del centenario rappresentava l’occasione per puntare decisamente alla prima vittoria al Giro d’Italia, anche alla luce della terza piazza di inizio anno nel Giro dell’Oman. L’infortunio, però, arrivato a meno di un mese dal via, ha tolto al ciclista la possibilità di affrontare le due corse di avvicinamento, il Tour of the Alps, dal 17 al 21 aprile, e il Giro di Romandia (25-30). E, di conseguenza, l’opportunità di raggiungere un livello tale per battagliare degnamaente contro il rivale Quintana e l’amico Nibali.

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