Santa Patrizia di Costantinopoli, compatrona di Napoli

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Santa Patrizia di Costantinopoli, religiosa e compatrona di Napoli. Costantinopoli (Turchia), VII sec. – Napoli, 665 ca. Poche e frammentarie le notizie storiche sulla sua vita.

Avvenimenti

  • Discende dalla famiglia dell’imperatore Costantino. Viene educata, a corte, dalla nutrice Aglaia. In giovane età fa il voto di verginità. Si imbarca su di una nave, fuggendo da Costantinopoli, per citare il matrimonio voluto dall’imperatore Costante II.
  • Si reca a Roma per consacrarsi al Signore davanti a papa Liborio, che le impone il velo verginale. Ritorna a Costantinopoli e dona ai poveri tutti i suoi beni.
  • Parte per un pellegrinaggio in Terra Santa, ma una violenta tempesta la fa naufragare sulle coste napoletane, precisamente sull’isoletta di Megaride dove, in un piccolo eremo, forma la Sia comunità di preghiera e di assistenza spirituale e materiale ai poveri.

Morte

Muore poco dopo il suo arrivo a Napoli. Viene sepolta nel monastero dei Santi Nicandro e Marciano, dove ha precedentemente fatto sosta mentre si stava recando a Roma e che ha indicato come il luogo della sua sepoltura; qui si trasferiscono le sue seguaci, chiamate Suore di Santa Patrizia, che adottano la Regola benedettina. Nel 1864 le sue reliquie vengono traslate nella chiesa di San Gregorio Armeno. Dal 1922 le sue spoglie mortali sono custodite dalle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia. Santa Patrizia è nota anche per la trasudazione della manna, vista fuoriuscire dal suo sepolcro, e per la liquefazione del sangue che, dopo le preghiere, si scioglie lungo le pareti dell’ampolla i martedì e il giorno della sua festa.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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