Ecco chi era il beato Daniele Alessio Brottier

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Beato Daniele Alessio Brottier, Sacerdote della Congregazione dello Spirito Santo La Ferté-Saint-Cyr (Francia), 7/09/1876-Parigi (Francia), 28/02/1936. Fin da fanciullo rivela una grande religiosità e una tenera devozione alla Vergine.

Avvenimenti

Entra in seminario a 14 anni e a 23, nel 1899, è ordinato sacerdote.

• Nel 1902 inizia il noviziato nella Congregazione dello Spirito Santo a Orly. Dopo aver emesso i voti, parte per il Senegal come vicario nella parrocchia di Saint-Louis, dove si cupa di assistere gli ultimi e i più disperati. Dopo tre anni deve tornare in Francia a causa insopportabili cefalee. Guarito, riparte per l’Africa; poco dopo è costretto a far ritorno definitivamente in patria per motivi di salute.

• Fonda l’Opera Souvenir Africain, per trovare fondi per costruire la cattedrale di Dakar.

• Nella Prima guerra mondiale si arruola come volontario in qualità di cappellano militare Per il grande coraggio dimostrato assistendo in prima linea feriti e moribondi, gli viene dato il titolo di “leggendario”. Fonda l’Unione Nazionale Combattenti.

• Nel 1923 viene nominato direttore dell’Opera per gli orfani apprendisti di Auteuil (quartiere di Parigi) dove ricostruisce un orfanotrofio e fa costruire una cappella dedicata a Santa Teresa di Gesù Bambino. Ne incrementa il numero e l’efficienza (al suo arrivo gli orfani sono 185 e alla sua morte saranno 1400). Non riuscendo ad accogliere tutti gli orfani a Auteuil, inventa il «Foyer in campagna», per affidare dei bambini a famiglie contadine affidabili e anche per ridare ai giovani il gusto di lavorare la terra.

Aneddoti

Per essere più convincente quando è alla ricerca di fondi per il suo orfanotrofio, non esita a presentarsi con le sei decorazioni che ha ricevuto per meriti di guerra.

Spiritualità

Vita interiore profonda, generata da una costante unione con Dio. Contempla con amore la passione di Gesù. Celebra la Messa con intensa partecipazione. Recita con devozione il Rosario camminando in cappella o in cortile. Fiducia illimitata nella divina provvidenza.

Pensieri e insegnamenti

«Non complicate la vita spirituale, essa è una cosa semplice: è fatta di piccole cose: il nostro dovere è quello di piacere a Dio».

«Non bisogna dubitare della provvidenza, ma pregare e agire. Con questi due mezzi si abbassano le montagne».

«Servire significa non appartenersi più; non avere quasi più dei diritti; non avere quasi più dei diritti; non avere che dei doveri; non conoscere più il proprio interesse o comunque sacrificarlo sempre all’interesse generale. Servire significa pensare, volere, agire, in funzione degli altri; significa vivere e talora morire, per il benessere di tutti, nell’amore di Dio».

Morte

Muore per infezione tifica, mentre è assistito dai suoi amici, in un fisico logorato dalla fatica apostolica. Mentre la radio parigina annuncia la sua morte, una sua ex collaboratrice, ascoltando la notizia, chiede la sua intercessione e viene guarita all’istante da una dolorosa patologia ossea. E’ sepolto nella cappella di Santa Teresa del suo orfanotrofio. È beatificato nel 1984.

Tratto dal libro “i santi del giorno ci aiutano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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