Beata Maria Bartolomea Bagnesi: ecco dove è venerato il suo corpo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:08

Beata Maria Bartolomea Bagnesi, terziaria domenicana Firenze, 1514 – Firenze, 28/05/1577. Nasce in una nobile famiglia fiorentina. Fin da piccola sogna di consacrarsi al Signore ed è solita ripetere: “Desidero essere tutta di Gesù”. Rimane orfana di madre. Vari sono i nobili che ambiscono a sposarla per la sua grande avvenenza.

Avvenimenti

• Un giorno il padre le dice che il suo unico desiderio è vederla felicemente maritata. A queste parole Maria Bartolomea si sente svenire: un tremito le si diffonde in tutto il corpo ed è portata a letto. Inizia cosi un periodo di quarantacinque anni di sofferenze e misteriose malattie, che si accentuano ogni venerdì e soprattutto durante la Settimana Santa.

All’età di 33 anni una tregua della malattia le permette di diventare terziaria domenicana (come santa Caterina da Siena) in qualità di laica consacrata in casa, seguita spiritualmente da padri domenicani.

Spiritualità

Sopporta con grande pazienza, unita a Gesù crocifisso, grandi sofferenze fisiche, calunnie e persino attacchi demoniaci. Si dedica alla preghiera e alla penitenza. Accoglie tutti coloro che ricorrono a lei per ricevere consigli e conforti spirituali.

Morte

Trascorre buona parte della sua vita malata, immobilizzata in un letto. Viene sepolta nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli di Firenze, dove ancora viene venerato il suo corpo incorrotto. Maria Maddalena de’ Pazzi, entrata in seguito nello stesso monastero, viene miracolosamente guarita, forse da una prima infezione tubercolare, grazie alla sua intercessione. È beatificata da Pio VII nel 1804.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.