La Città eterna è la regina d’autunno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:15

Cresce il turismo autunnale all’ombra del Colosseo. Il dato positivo di Roma è il risultato dell'analisi di 3.350 strutture ricettive del territorio e dell'analisi semantica di oltre 819.000 contenuti testuali (recensione, testo o post) emersi sui principali social e sui siti specializzati (Booking.com è il canale nel quale si trova il maggior numero di recensioni, seguito da TripAdvisor e Facebook), dove sono state rilevate oltre 1.300.000 opinioni espresse su diversi aspetti riguardanti l'esperienza di soggiorno.

Città d’arte

“Le città d'arte italiane saranno le protagoniste dell'autunno turistico: quasi un intervistato su due ha intenzione di visitarne una – riferisce l’Ansa -. E i visitatori pensano sia necessario trascorrere oltre 3 notti per visitarne una”. Emerge dall'Osservatorio di Confturismo Confcommercio realizzato con l'Istituto Piepoli. L'indice mensile di fiducia del viaggiatore italiano a settembre registra un valore di 69 punti. Un dato molto interessante è legato alla durata media di notti che il turista ritiene necessario per visitare una città d'arte: 3,5, a dimostrazione  della ricchezza artistico-culturale di queste mete che pertanto richiede un tempo considerevole per la visita. Inoltre, oltre sei intervistati su dieci hanno intenzione di visitare musei e gallerie d'arte come motivazione principale di viaggio.  Oltre tre italiani su dieci fanno la vacanza principale nei mesi di settembre, ottobre e novembre: motivo principale, perché tutto è più tranquillo e si può viaggiare con un budget più limitato. “Musei e gallerie d'arte sono la motivazione principale di viaggio – evidenzia l’Ansa -. Rimangono importanti nella scelta anche l'enogastronomia e la possibilità di visitare borghi e castelli vicini, a riprova del fatto che le grandi mete culturali rilanciano l'intero territorio circostante, se ben collegato e fruibile”. Le prime tre mete citate dagli intervistati per trascorrere una vacanza autunnale sono Firenze, Roma e Venezia. Fra le destinazioni estere invece gli italiani prediligono Spagna, Regno Unito, Austria, Germania e Francia.

Turismo religioso

Le principali mete italiane del turismo religioso sono: Roma e Città del Vaticano (la basilica di San Pietro è tra i 25 luoghi più visitati del mondo), San Giovanni Rotondo, Assisi, Padova, Loreto. 5,6 milioni  (di cui 3,3 milioni sono stranieri) sono le presenze annue che il turismo religioso genera in Italia ogni anno. Il 20% della popolazione mondiale nel corso dell’anno si sposta per fare un pellegrinaggio in eremi, chiese, santuari e altri luoghi di culto. Sono 330 milioni i turisti religiosi che nel mondo si muovono per fede, con un giro d’affari annuo di 18 miliardi di dollari e un trend crescente. Per le vacanze spirituali in Italia l’offerta religiosa può contare su: 20mila monasteri e conventi, 700 musei diocesani, 30mila chiese. 1550 santuari.

L’identikit del pellegrino

Il 41,4% dei turisti religiosi ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni. Il 44,4% dei turisti religiosi si affida per l’organizzazione del viaggio al circuito dell’intermediazione (tour operator e agenzie di viaggio). Il 32,7% dei turisti religiosi preferisce viaggiare in compagnia del partner. Il 20% dei turisti religiosi sceglie un tour organizzato. Il 19,7% dei turisti religiosi viaggia con un gruppo di amici. Il 13,3% dei turisti religiosi viaggia con la famiglia. Il 9,8% viaggia da solo.

Il posizionamento

“Il dato emerso dall'analisi di Travel Appeal attesta il sentiment positivo dei visitatori che scelgono Roma, prima in classifica nella top five delle capitali europee analizzate. Un'evidenza che, se da un lato conferma la validità delle strategie sin qui messe a punto per innalzare la qualità della nostra offerta turistica, dall'altro ci spinge a fissare nuovi traguardi, nell'ottica di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità”, afferma Carlo Cafarotti, assessore allo sviluppo economico, turismo e Lavoro di Roma Capitale. Dallo Studio di Travel Appeal, puntualizza LaPresse, è emerso che la soddisfazione generale delle persone che nel 2018 hanno soggiornato nelle strutture turistiche della Capitale si attesta all'84.7% (in crescita rispetto all'81,9 dell'anno precedente) di sentiment positivo (ovvero l'indicatore che riflette la percezione delle strutture recettive prendendo in considerazione le recensioni registrate sui principali portali), in aumento rispetto all'81,9  dello scorso anno, che conferma il posizionamento della città eterna al vertice tra le città italiane per soddisfazione dei turisti.

Destinazioni in crescita

Negli ultimi anni, il turismo italiano ha fatto registrare un costante aumento del numero di presenze, con un incremento notevole a partire dal 2014. Nel 2018, in cima alla lista delle regioni preferite dai visitatori, troviamo la Puglia con 34.770.000 pernottamenti, seguita nell’ordine dall’Emilia Romagna(26.133.000), dalla Toscana (25.298.000), dal Trentino Alto Adige (21.981.000), dalla Calabria (19.499.000) e dal Veneto (19.246.000). Nel 2019 il trend s’è confermato, ma i numeri generali sono diminuiti di 205 milioni di turisti, per un -1,1% di turisti italiani e -0,8% di turisti stranieri. Secondo i dati 2019 del sindacato balneari riferiti da La Stampa, in estate c’è stato un boom in alcune località turistiche. Cinque Terre, il Golfo dei Poeti e quello del Tigullio, ma anche Genova e il Golfo Paradiso. Poi la Riviera delle Palme e quella dei Fiori: oltre 300 chilometri di costa, quelle della Liguria, che anche nell'estate 2019 hanno richiamato un turismo in crescita, soprattutto per gli arrivi degli stranieri. La regione del nord-ovest è stata la quarta meta turistica preferita dagli italiani per l'estate 2019, secondo i dati diffusi dal Codacons, nonostante i suoi prezzi non siano tra i più economici.

L’effetto-traino sugli altri comparti

Tra le soluzioni scelte dagli italiani per pernottare in vacanza, al primo posto rimangono gli alberghi (o comunque le strutture ricettive come anche Bed&Breakfast, campeggi e villaggi), seguiti dalle case-stanze in affitto e dalle case di proprietà di parenti e amici. Questo dato, osserva l’Adnkronos, conferma un trend futuro (anche in vista delle Olimpiadi 2026) che vede il mercato immobiliare alberghiero in crescita: quest’anno sono già stati +9% gli immobili destinati ai turisti, per un giro di 3,4 miliardi di euro. Secondo la Banca d’Italia alle attività turistiche sono direttamente riconducibili il 5% del prodotto interno lordo e oltre il 6% egli occupati nel nostro Paese. Un peso economico comparabile al dato della Spagna e superiore a quello di Francia e Germania. L’incidenza del turismo è maggiore in Portogallo e Grecia, anche in seguito alla debolezza degli altri comparti produttivi. Un settore che traina l’economia nazionale, anche in termini di nuove opportunità di business correlate ai flussi turistici.

Nuove opportunità

Enit, Regione e Unioncamere Lazio, attraverso il workshop Buy Lazio, hanno totalizzato 1.800 appuntamenti schedulati tra 70 acquirenti esteri provenienti da 21 mercati internazionali e i 166 venditori per accordi e contratti. Una kermesse operativa arrivata alla sua 22° edizione. “Sono i numeri dell’evento a dimostrare la sua valenza – spiegano gli organizzatori -. Molti buyer interpellati l’hanno definito un “momento irrinunciabile” per programmare nuove offerte incoming del nostro territorio regionale, ricco di luoghi d’arte, terme, mare, montagna. Si tratta del marketplace ideale per suggerire nuove opportunità agli operatori”. Ai vacanzieri, precisa l’Adnkronos, ogni anno viene chiesto un contributo in termini di tasse che si aggira intorno ai 2,6 miliardi, dovuto non solamente all’Iva sui prodotti turistici maggiore di 1,5 punti rispetto alla media europea, ma riconducibile pure a un’alta tassa di soggiorno. Quest’ultima nel 2019 pesa circa 600 milioni, con un’incidenza maggiore al 10% dei costi di pernottamento di una famiglia.

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