Il Tar chiude la moschea

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:34

Dovrà chiudere quello che ogni venerdì dal 1994 è un polo attrattivo per decine e decine di musulmani a Centocelle. I giudici del Tar, infatti, hanno deciso la chiusura della moschea Al Huda realizzata in un vecchio seminterrato di via dei Frassini perché ritenuta abusiva. Secondo la seconda sezione bis, il cambio di destinazione da laboratorio a luogo di funzione con attrezzatura religiosa, come sostenuto in prima battuta dal Comune, è illegittimo.

L'Associazione culturale islamica in Italia aveva apportato queste modifiche, malgrado lo stabile sia ubicato in una zona dove vige un vincolo archeologico, quello dell'area dell'acquedotto Alessandrino. In una lettera firmata dai musulmani di Roma Est si faceva presente: “Non possiamo procedere alla demolizione ordinata dal Campidoglio se non a costo di privare del luogo di aggregazione la numerosissima comunità di Centocelle, composta da centinaia di famiglie islamiche che, disaggregate dal loro nucleo, potrebbero riversarsi nelle strade e nelle piazze del quartiere per la preghiera del venerdì e le festività, notoriamente molto sentite”.

Nel commentare quella che definisce una “bella notizia” della sentenza del Tar, Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, ha spiegato tuttavia che le presunte moschee illegali nel quartiere sono diverse: “Nel popoloso quartiere di Centocelle è molto alta la presenza di extracomunitari e nel tempo sono diverse le moschee abusive che sono sorte su tutto il territorio, senza seguire il benché minimo aspetto di legalità, visto che per lo più sono ubicate in garage per automobili o cantine poste all’interno di condomini, che non rivestono alcun criterio di sicurezza. A questo riguardo da tempo stiamo monitorando su richiesta dei numerosi cittadini preoccupati per la propria sicurezza, la situazione di queste moschee abusive, come abbiamo fatto specialmente con quella di Via Giovannoli, sulla quale abbiamo presentato varie denunce oltre numerose segnalazioni agli organi preposti quali Municipio, Prefettura e Forze dell’Ordine, ma purtroppo la situazione di illegalità diffusa di questi centri di culto illeciti che non rispettano le norme basilari di sicurezza è molto estesa nei vari quartieri di Roma“.

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