Bufera sulla firma di Ratzinger ritirata dal libro sul celibato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:07

Il Papa emerito ha chiesto di ritirare la sua firma dal libro Des profondeurs des nos coeurs, che raccoglie i testi sul sacerdozio scritti da Papa Benedetto XVI e dal cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino. Dopo il polverone alzatosi in merito a supposti dissensi del Papa emerito su posizioni legate a ciò che emerso nel Sinodo per l'Amazzonia – relativo all'eventualità di ordinare uomini sposati di comprovata fede nella regione panamazzonica – Ratzinger avrebbe ritenuto più opportuno ritirare la sua firma. Lo ha affermato Georg Gänswein, segretario particolare di Benedetto XVI, che ha aggiunto: “Il Papa emerito sapeva che il cardinale stava preparando un libro e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l'uso che voleva” ma “non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina. Si è trattato di un malinteso senza mettere in dubbio la buona fede del cardinale Sarah. Il testo che Benedetto ha mandato al cardinale è un testo suo che rimane e lui l'autore e non degli altri testi”.

Le parole del cardinale

In un tweet, il cardinale Sarah ha reso noto che, considerate le polemiche per l'uscita del libro, “è stato deciso che l'autore del libro sarà: Card Sarah, con il contributo di Benedetto XVI. D'altro canto, l'intero testo resta”. 

#show_tweet2#

Questa mattina, il presule ha pubblicato la corrispondenza scambiata con il Papa emerito e anche un suo comunicato stampa ufficiale, per replicare alle insinuazioni di aver frainteso le intenzioni di Benedetto XVI: “Il mio attaccamento a Papa Benedetto XVI resta intatto e la mia obbedienza filiale a Papa Francesco assoluta”. Nel lungo testo, scritto su carta intestata, Sarah ha ripercorso le fasi di gestazione, poi di stesura del libro, indicando anche la data di pubblicazione, prevista per il 15 gennaio: “Perdono sinceramente tutti coloro che mi calunniano o che mi vogliono opporre a Papa Francesco”. L'anticipazione parziale del libro, pubblicata su Le Figaro, aveva riscosso clamore, perché le parole del Papa emerito s'innestano nelle settimane in cui è in fase di elaborazione l'esortazione post-sinodale sul Sinodo per l'Amazzonia, dove un tema molto discusso è stato quello dei viri probati, cioè l'apertura al sacerdozio di uomini adulti di comprovata fede. 

La vicenda

Il comunicato del cardinale Sarah giunge per rispondere a chi aveva affermato che il Papa emerito non avesse mai acconsentito alla pubblicazione del libro. Una fonte affidabile ritenuta “molto vicina” a Benedetto XVI avrebbe, infatti, dichiarato all'emittente Cope, che Benedetto non avrebbe mai dato l'autorizzazione per la pubblicazione di un libro a quattro mani: “Benedetto XVI non ha scritto un libro a quattro mani con Sarah, non ha mai visto né autorizzato la copertina, nemmeno il fatto che sia stato pubblicato un libro a quattro mani […].  Benedetto prende le distanze e si manifesta totalmente ignaro” dichiara Cope. Secondo la stessa fonte, il presule era venuto a conoscenza che il Papa emerito stava scrivendo alcuni appunti relativi al sacerdozio e gli avrebbe chiesto di poterli visionare. Il Papa, dal canto suo, l'avrebbe volentieri concesso. Secca la replica del cardinale che, con dovizia di particolari, ha reso noto tutto il procedimento che ha portato alla stesura del libro: “Il 12 ottobre, durante il sinodo dei vescovi sull'Amazzonia, mi ha inviato, sotto plico confidenziale, un lungo testo – scrive Sarah -, frutto del suo lavoro dei mesi trascorsi. Resomi conto dell'ampiezza dello scritto, sia sulla forma che sul contenuto, ho immediatamente pensato che non sarebbe stato possibile proporlo a un giornale o rivista […]. Ho immediatamente chiesto al Papa il rilascio di un libro che avrebbe integrato i testi suoi e miei, e che avrebbe fatto tanto bene alla Chiesa” ha aggiunto.

#show_tweet#

Il frutto del silenzio

Dagli ambienti conservatori, il testo di Benedetto XVI è stato interpretato come un messaggio controcorrente alla linea del Pontefice. In realtà, sia il Papa emerito che il cardinale Sarah, hanno voluto ribadire la loro obbedienza filiale a Francesco. D'altro canto, a Ratzinger viene contestato il suo intervento dopo la scelta di una vita di silenzio. Nell'intervista rilasciata a Le Figaro, Sarah ha affermato: “Con questo libro, il papa emerito Benedetto XVI non ha rotto il silenzio. Ne offre il frutto”. Le riflessioni di Benedetto XVI sulla castità, “ontologica” alla vocazione sacerdotale, sarebbe frutto di meditazioni. Egli stesso, nella prefazione al libro scritto da Sarah, La forza del silenzio, ricordava che il silenzio vuol dire “entrare nel silenzio di Gesù dal quale nasce la sua Parola”. 

Papa Francesco sul sacerdozio

Il direttore editoriale di Vatican News Andrea Tornielli ha spiegato che le posizioni di Papa Francesco sul tema sono state sempre chiare. Il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, ieri ha affermato che la posizione di Papa Francesco sul celibato sacerdotale è nota, ricordando le sue parole pronunciate nella conferenza stampa in aereo dal viaggio di ritorno da Panama: “Mi viene alla mente una frase di San Paolo VI: 'Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato'”. 


Le dichiarazioni di Papa Francesco sul sacerdozio nel viaggio di ritorno da Panama – Video © Vatican Media

Tornielli ricorda che, quando Bergoglio era cardinale, nel libro con il rabbino Abraham Skorka, aveva spiegato di essere favorevole al celibato sacerdotale, “con tutti i pro e i contro che comporta, perché sono dieci secoli di esperienze positive più che di errori. La tradizione ha un peso e una validità”. E sull'orma di questa tradizione millenaria, il filo rosso che lega tutti i Pontificati continua con l'azione pastorale di Papa Francesco. La questione dei viri probati, emersa nel recente Sinodo per l'Amazzonia, riguarda contesti particolari, in cui è difficile raggiungere alcune aree e molte comunità cristiane sono private dell'Eucaristia e dell'accesso ai sacramenti. Questo “dono prezioso” – come lo definì Bergoglio – è costitutivo della Chiesa latina, anche se – ricorda Tornielli su Vatican News – “non è e non è mai stato un dogma”, bensì “una disciplina ecclesiastica”. 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.