Afflitto da un male incurabile, sceglie di morire in diretta Facebook

Il 57enne francese Alain Cocq, costretto a letto da una rarissima e dolorosa malattia, aveva scritto al presidente Macron, che aveva rifiutato la richiesta di sedazione profonda

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:08

“Poiché non sono al di sopra della legge, non sono nella posizione di accettare la tua richiesta”. Parole che arrivano addirittura dall’Eliseo, anzi, dal presidente francese Emmanuel Macron stesso. Il destinatario è Alain Cocq, 57enne francese colpito da una malattia rara e incurabile, che si era rivolto alla massima carica del Paese per essere aiutato a morire. La risposta arrivata dal presidente, il cui diniego è motivato dalla Legge Leonetti sul fine vita (che consente la sedazione profonda solo quando il malato è prossimo alla morte), ha portato Alain a maturare la decisione di interrompere ogni cura e lasciarsi morire. Filmando le sue ultime ore in una diretta su Facebook.

La malattia

Alain è costretto a restare in modo permanente a letto, afflitto da una rarissima e dolorosa malattia che colpisce le arterie provocando un’ischemia. Un male senza nome, costato 9 operazioni in 4 anni e sensazioni di dolore a cadenza estremamente frequente. Per questo aveva scritto a Macron, chiedendo che gli fosse concesse l’uso di un farmaco in grado di garantirgli di “morire in pace”. Nella sua lettera, il 57enne aveva specificato di aver “deciso di dire stop” poiché privo di “una vita dignitosa”. Già il 25 agosto scorso, Cocq aveva svolto una videoconferenza con il consigliere sanitario dell’Eliseo, inoltrando per la prima volta la sua richiesta di sedazione profonda. Ora, la decisione drammatica di interrompere ogni cura e di rendere pubblico il suo ultimo percorso verso la fine.

Morire in diretta

Perlomeno quattro o cinque giorni di agonia, secondo quanto ipotizzato dallo stesso Cocq. Online, accessibile a chiunque, con lo scopo di ottenere “una legge che consenta la ‘cura estrema’”. Ma, di riflesso, con la conseguenza di rendere mainstream la sua morte, a disposizione di un’utenza composta di persone di ogni dove e di ogni età. Un gesto estremo che, al di là del caso specifico, testimonia ancora una volta l’ambivalenza del mezzo social, aperto alla condivisione di ogni frangente della propria storia personale. Persino quello della morte.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.